L’autonomia resta indigesta per tutti i partiti. Ovviamente

Se il tema dell’Autonomia differenziata per le Regioni rischia di rompere il fronte del centrodestra, anche nel centrosinistra non si tratta di una questione che vede una posizione unanimemente condivisa. Dentro il Pd, e ancora di piu’ dentro la coalizione che il Pd guida, ci sono voci fortemente critiche e in alcuni casi nettamente contrarie all’Autonomia differenziata. Ed e’ anche per questo, soprattutto dopo le rivendicazioni di Zaia, che a una settimana dal voto tutti cercano di tenersi molto alla larga dal tema. Durante la campagna elettorale Enrico Letta si e’ mostrato piuttosto tiepido sulla questione, ribadendo la necessita’ che l’Italia rimanga un unicum e appellandosi alla Costituzione (dove comunque, dopo la riforma del titolo quinto l’Autonomia e’ prevista), mentre ci sono alcuni amministratori che sul tema si sono spesi in maniera molto piu’ decisa. Uno di questi e’ il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che gia’ da anni ha avanzato per la propria regione una proposta di Autonomia differenziata, piu’ soft di quella veneta, ma comunque molto piu’ avanzata rispetto alla situazione attuale. I punti saldi della proposta Bonaccini sono l’intangibilita’ dell’unita’ nazionale e il contrasto agli squilibri territoriali da una parte, la possibilita’ di gestire alcune deleghe statali (con i relativi bilanci) sul territorio, con la definizione dei livelli essenziali di prestazione. “Non vogliamo un euro in piu’ – ha ripetuto spesso in questi anni Bonaccini – non vogliamo togliere risorse a nessun altro. Mi basterebbe che ci dessero un euro in meno, ma ci facessero gestire direttamente le risorse”.

“Noi siamo favorevoli all’autonomia, bisogna vedere che cos’è l’autonomia. L’autonomia non dev’essere penalizzante per il Sud, se c’è un sistema di autonomia che permette al Sud di essere tutelato allora va bene, ma non possiamo pensare a un’autonomia che tutela soltanto il Nord e penalizza il Sud”. Così il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.

“Votare Lega al Sud, dopo la firma congiunta degli esponenti leghisti che hanno confermato l’autonomia differenziata, è un sacrilegio politico. Significa ammazzare le speranze del Sud”. Lo ha detto il leader di Noi Di Centro, Clemente Mastella, parlando a Potenza. “Faremo di tutto perché questo non avvenga. Quanto al Pd, che ieri ha riunito i sindaci a Monza, bisogna riconoscere che gli va tutto male. Il Monza di Berlusconi che non aveva mai vinto una partita, ieri ha battuto la Juve. Incredibile iella. La strategia fin qua attuata non appartiene alla scaramanzia, ma alla incapacità strategica di una guida senza passione, piatta, algida. Speriamo nel Senato al Sud e soprattutto nei senatori a vita”, conclude.

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