L’attacco all’uomo del Colle e le aspirazioni più o meno nascoste di Berlusconi

di GIANLUCA MARCHI

Non sono esattamente sicuro che i cittadini, oggi alle prese con la drammatica situazione economica post-vacanze, che vedrà molte imprese non riaprire i battenti (ma di questo si parla poco sui media), non son certo, ripeto, che si appassionino così tanto al presunto ricatto verso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alle presunte trattative Stato-Mafia e alle preoccupazioni dell’ex ministro Nicola Mancino, argomenti che scaldano molto i colleghi giornalisti e riempiono a tutto tempo telegiornali e talk-show già ripartiti. Certo, dopo il bombardamento mediatico a cui è sottoposta in queste ore, la gente comune si è incuriosita ai contenuti delle telefonate fra Napolitano e Mancino, quelle che Panorama ha voluto ricostruire senza averne probabilmente le registrazioni. In realtà cosa possa pensare l’inquilino del Colle dell’ex premier Berlusconi e di Di Pietro, uno che lo attacca un giorno si e l’altro pure, possiamo facilmente immaginarlo, ma vedere scritte nero su bianco queste frasi soddisferebbe il “pettegolismo” di noi italiani, sempre pronti a guardare dal buco della serratura, purché non sia quello che spia su di noi.

Seconda considerazione preliminare: questo Paese, ormai ridotto al marciume più profondo, non manca mai di sorprenderci e, mentre tutto il mondo si interroga sul presente e sul futuro che non sono affatto rosei, l’Italia è capace sempre di andare venti o trent’anni indietro, per rivangare episodi sicuramente allora cruciali, ma che oggi non possono portare più nulla di costruttivo.

A chi giova, allora, questo mettere nel mirino il presidente Napolitano? Se, affidandoci a un detto popolare, la prima gallina è quella che ha fatto l’uovo, dobbiamo constatare che dopo l’uscita del settimanale mondadoriano è subito ricominciata l’offensiva da parte di coloro – in particolare nel centrodestra – che puntano a varare la legge per mettere un vincolo alle intercettazioni telefoniche. E fa sorridere che il Cavaliere si affretti a sottolineare come Napolitano ora possa rendersi conto di cosa voglia dire essere messo alla gogna (come è capitato spesso a lui…), per poi aggiungere che lui non c’entra nulla con quanto pubblicano i suoi giornali (segnatamente Panorama e il Giornale). Berlusconi è un inguaribile bugiardo, così come quando ci voleva far credere, ai tempi di Palazzo Chigi,  come lui non mettesse più piede e non si interessasse a ciò che facevano le sue televisioni e i suoi giornali. Può anche darsi che non frequentasse Cologno e Segrate (anche se mi permetto di nutrire alcuni dubbi…), ma bastava chiamasse a rapporto i figli Piersilvio e Marina per dettare le condizioni. In sostanza, quale mezzo più efficace che mettere in croce Napolitano per costringere a mollare lo stop sulla legge intercettazioni chi a sinistra ancora resiste contro il “bavaglio”?

Ma ci potrebbe essere anche un ulteriore effetto collaterale di questo attacco al Colle, sebbene in questo caso entriamo un poco nel terreno della fantapolitica, ricordando però che in  Italia la realtà spesso ha superato ogni immaginazione. Partito il siluro e magari trovata la quadra sulla legge intercettazioni, il Cavaliere potrebbe addirittura poi ergersi a difensore di Napolitano, cercando in questo modo di lanciare la propria corsa alla presidenza della Repubblica nel 2013 che, volenti o nolenti, avrà bisogno anche dei voti del Pd per realizzarsi. Fantascienza? Probabile, ma non bisogna mai dimenticare la caparbietà dell’uomo, la sua presunzione di essere una sorta di dio in terra: e uno che si crede un re mida o quasi non può accettare mai e poi mai di finire la propria carriera politica sull’onda delle umiliazioni subite al vertice di Cannes dello scorso autunno. No, non può essere. Che poi le sue aspirazioni vadano a confliggere con la realtà, questa è tutta un’altra storia. Senza dimenticare che ci sono ancora in atto alcuni processi che potrebbero riservare ulteriori e spiacevoli colpi all’uomo di Arcore. E allora perché non cercare a tutti i costi di indossare un bello scudo protettivo quirinalizio?

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