L’assessore leghista lombardo: Un guaio se non si interviene sul potere d’acquisto. Rizzi: Assessore, si vergogna a chiamarla questione settentrionale?

di Monica Rizzi – Sono decenni che ripeto che il potere d’acquisto del Nord è discriminato dall’alto costo della vita e da retribuzioni che, a parità di salari, vedono il Sud in netto vantaggio nel carrello della spesa, negli affitti, nel quotidiano.

Unioncamere ha tracciato la fotografia più recente dell’economia lombarda, tra luci e ombre. Il sistema cerca di reagire, di tenere botta, come si usa dire, ma poi le considerazioni finali sono queste, da parte niente meno che di un assessore regionale. Leggiamo cosa affermano i protagonisti dell’analisi economica.

“Il 2022 si apre all’insegna dell’incertezza, in particolare nel commercio al dettaglio e nella filiera turistica, che risentono del peggioramento del clima di fiducia di famiglie e consumatori e questa purtroppo non è una sorpresa – ha commentato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia – tuttavia gli imprenditori lombardi non si scoraggiano e rimangono fiduciosi sulla possibilità di riprendere rapidamente il sentiero di crescita”. “Preoccupa il clima negativo e pessimistico che evidentemente influenza i consumi. Sarà fondamentale intervenire a sostegno del potere d’acquisto dei consumatori, non sono più rinviabili l’alleggerimento del cuneo fiscale e la totale defiscalizzazione dei bonus produttività, scelte che diventano fondamentali per garantire i consumi e, per cui, la tenuta del settore terziario”, lo dichiara l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Ecco, caro Guidesi, questa si chiama questione settentrionale. Dalle sue parti, ovvero la Salvini Premier, questa parola non si pronuncia più. Allora la ricordiamo noi. Fa anche rima con residuo fiscale.

Ma d’altra parte un partito che non fa gli interessi territoriali ma nazionali, che fa assemblee a Napoli e Roma mentre la Meloni sceglie Milano, dove può andare?

Ecco comunque per i lettori i dati economici su cui agire e riflettere.

I risultati dell’indagine di Unioncamere sull’andamento del primo trimestre 2022 registrano variazioni del fatturato ancora positive su base annua per i due principali comparti del terziario lombardo. I Servizi segnano +20,8% sullo stesso trimestre del 2021 e il Commercio al dettaglio segna un buon +9,9%. I dati congiunturali – che confrontano la situazione dei primi tre mesi con i i livelli di fine 2021 – evidenziano però un peggioramento della dinamica. Anche se i Servizi mostrano una variazione ancora positiva (+0,8%), questa è in rallentamento rispetto al ritmo di crescita che aveva caratterizzato i periodi precedenti, mentre il Commercio al dettaglio incrementa la tendenza negativa (-1,1%) che si era già manifestata nella seconda parte del 2021. Va inoltre segnalato che questo andamento incorpora la crescita significativa registrata nei prezzi, con i listini che rispetto al trimestre precedente crescono di oltre il 3% in entrambi i comparti.

Nonostante questi elementi di criticità, i rischi legati alla situazione internazionale e le possibili ricadute sulla domanda interna di un elevato livello di inflazione, il clima di fiducia degli imprenditori mostra una sostanziale tenuta. Per i Servizi l’incremento del fatturato su base annua è particolarmente marcato nelle attività di alloggio e ristorazione (+60,3%), in recupero rispetto ai livelli del 2021 che ricordiamo essere stati fortemente penalizzati dalle misure anti-Covid. Infatti la tendenza più recente evidenzia un calo congiunturale per questo settore. Prosegue la crescita per i servizi alle imprese (+11,2%) e soprattutto per il commercio all’ingrosso (+22,7%), comparti che si sono ampiamente riportati sopra i livelli pre-crisi. Significativo anche l’incremento su base annua dei servizi alle persone (+21%), che non hanno sino ad ora però colmato il divario rispetto al 2019. Nel commercio al dettaglio la crescita del fatturato su base annua è trainata soprattutto dai negozi non alimentari (+15,7%), anch’essi in sofferenza nel 2021 per via delle restrizioni Covid.

Più ridotto l’incremento negli esercizi non specializzati (+4,2%), che comprendono minimarket e supermercati, ma il livello di fatturato risulta comunque più elevato rispetto ai valori pre-pandemia. Lievemente negativo infine il risultato per i negozi alimentari (-0,5%). Nel confronto con il trimestre precedente, tutti i settori evidenziano una tendenza al ribasso.

Detto questo, il Nord non merita questa classe dirigente. Ma occorre svegliarsi!

Monica Rizzi, responsabile organizzativo federale Grande Nord

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