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L’articolo sulla scuola di Renzi coi prof quasi tutti del Sud “sparisce” dal Corriere

di STEFANIA PIAZZO

Gianna Fregonara non è una giornalista che non pondera le notizie. Firma da quasi 20 anni sul Corriere pezzi di politica (un tempo seguiva la Lega del Po e dell’indipendenza). E, tra i dettagli, è anche la moglie di Enrico Letta, l’ex premier.

E’ suo il servizio che ieri compariva in grande evidenza sul Corriere della Sera. Questo il titolo:scuola

 

Ebbene, come fanno tutti i giornalisti seri di questo mondo, si prende la fonte, e si divulga la notizia. E questo è stato fatto, tanto più che si trattava niente meno che di uno studio della Fondazione Agnelli. Scrive la Fregonara, stralciando dallo studio: “L’idea del governo di adottare una «terapia d’urto» per chiudere definitivamente le graduatorie ad esaurimento è «comprensibile», ma «assumere tutti e subito i circa 140 mila precari avrà effetti molto negativi sulla scuola italiana abbassandone la qualità e ostacolandone il rinnovamento per molti anni a venire». Il grido dall’allarme sul decreto che Matteo Renzi dovrebbe presentare domenica prossima a Roma e il consiglio dei ministri approvare il 27 febbraio, è contenuto in un documento della Fondazione Agnelli, che da anni monitora e studia il sistema scolastico italiano: gli insegnanti che si stanno per assumere non sono quelli di cui la scuola avrebbe bisogno”.

Un’inchiesta di interesse per milioni di lettori, tra studenti, prof e famiglie. Ma poi, in serata, il servizio sparisce dalla home page  e devi andare a digitare sulla sezione scuola per trovare il pezzo. Per di più neanche in apertura. Prima viene la notizia di dieci borse di studio per l’informatica. Ah ecco.

Il servizio non è un pezzo che divide il paese in buoni e cattivi ma affronta con realismo quella che sarà la più grande stabilizzazione di precari degli ultimi 30 anni.

La disparità delle ore? Si va dalla musica (diecimila insegnanti di musica o strumento che verranno assunti a settembre) all’economia (“ci sono almeno 3.000 insegnanti di questa classe di concorso nelle graduatorie, che altrimenti seguendo l’attuale fabbisogno della scuola che è di circa 200/400 insegnanti di economia ci metterebbero decenni ad essere assorbiti”).

Prosegue ancora Fregonara: “Invece per una materia come la matematica non ci sono in molte regioni, a partire dalla Lombardia insegnanti in numero sufficiente nelle graduatorie ad esaurimento, neppure per coprire i posti di ruolo disponibili l’anno prossimo. Secondo gli esperti di «Voglioilruolo», il sito per prof che censisce graduatorie e scuole, risultano già esaurite le graduatorie per matematica a Como, Milano, Mantova, Ascoli Piceno, Roma, Pisa e Grosseto, Frosinone e Foggia: «In provincia di Milano – si legge nel testo della Fondazione Agnelli – servono ogni anno tra i 50 e i 100 insegnanti di matematica, nelle Graduatorie ad esaurimento ce ne erano a settembre solo 31». Qualcosa non torna nella buona scuola renziana.
Scrive il rapporto della Fondazione che “se non si cambia il criterio di assunzione, si crea un problema di equità perché i prof che sono in queste graduatorie di istituto sono persone mediamente più giovani, con una preparazione e un’anzianità di servizio non inferiore a quella di chi verrà assunto, ma destinati a non diventare di ruolo”.

C’è infatti il problema non trascurabile dei precari esclusi dalle graduatorie ad esaurimento. Vuol dire ricorsi al Tar in arrivo. E anche di più, perché per la Fondazione “il turn over nei prossimi anni è intorno ai 13 mila insegnanti all’anno. Si può ritenere che l’ingresso in ruolo dei 140 mila in blocco ostacoli per i prossimi dieci anni l’ingresso dei giovani neolaureati”.

E Fregonara chiude: “A tutto questo si aggiunge che i maestri e i professori che verranno assunti a settembre vivono lontano da dove il loro lavoro servirebbe. Le proiezioni sul numero di studenti in Italia nei prossimi dieci anni dicono che al Sud diminuiranno e cresceranno al Nord. E invece, per esempio, in una regione come la Sicilia, ci sono quasi 20 mila precari. Nel decreto, anche per non avere «migrazioni» di professori si sta pensando di irrobustire, con le nuove assunzioni, le scuole nelle zone più problematiche o dove i risultati dei ragazzi nei test internazionali non sono all’altezza, e dunque in molte aree del Sud”.

Il caos è assicurato e, come sempre, di scuola non se ne occupano quelli che dovrebbero occuparsene. Per amore dei loro territori, per il futuro della propria gente. Macchè. La politica è solo euro e immigrati. Sveglia.

 

 

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