Maroni candidato in Lombardia: la Lega non andrà da sola. O forse sì

di REDAZIONE

”Il Consiglio Federale della Lega Nord ha deliberato all’unanimita’ di candidare Roberto Maroni alla guida della Regione Lombardia. Roberto Maroni ha accettato la candidatura con l’impegno di costruire, intorno alla sua figura, un’ampia coalizione con il sostegno di altre forze politiche e di una o piu’ liste civiche che siano rappresentative del tessuto sociale ed economico della Lombardia”. Lo rende noto il Carroccio in un comunicato. 

Al di là della aggregazione di liste civiche, il Consiglio federale ha dunque lasciato aperta la porta per un’alleanza col Pdl, anche se il partito di Alfano non viene espressamente citato.
Corriamo soli, ma senza chiudere la porta al Pdl. La Lega affronta la partita Lombardia sola, mentre il Pdl deve affrontare e risolvere una querelle tutta interna al partito, “se poi decidera’ di convergere sulla nostra candidatura, allora dovra’ farlo alle nostre condizioni”. Questa, a quanto si apprende, la linea che Maroni avrebbe illustrato oggi in Consiglio federale, incassando il placet di tutti i presenti, Bossi compreso.L’investitura del segretario a candidato governatore alla Regione Lombardia va avanti con o senza il Pdl perche’ “non abbiamo nulla da temere”, avrebbe detto Maroni ai suoi.

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Intanto  oggi è arrivata la notizia che Alessandri ha lasciato il partito: ”Oggi mi dimetto da militante della Lega Nord”: dopo aver lasciato tutti gli incarichi di responsabilita’ il parlamentare fa un nuovo passo indietro. ”L’entusiasmo di un tempo e’ scomparso, le mie valutazioni politiche non sono in sintonia con il nuovo corso leghista” annuncia il deputato della Lega Nord.

”Dagli ultimi congressi ad oggi sono rimasto alla finestra aspettando di vedere cosa sarebbe cambiato col nuovo corso. Dopo tre mesi le mie speranze non si sono concretizzate. Questa e’ la mia valutazione intima e spero che sia rispettata cosi’ come io rispetto tutti coloro che la pensano diversamente” afferma Alessandri che ringrazia i vertici del Movimento con cui si e’ confrontato nei giorni scorsi. ”In questi mesi non ho fatto guerre, non ho detto quasi nulla e solo agli amici che mi chiedevano cosa pensassi, rispondevo loro che stavo ragionando sul da farsi”. Ora ha deciso: ”Si e’ concluso un ciclo” spiega il deputato del Carroccio ricordando che il suo disagio era stato gia’ comunicato ai vertici del Movimento. ”Da tre anni circa riporto loro la mia difficolta’ nel continuare ad impegnarmi in un Movimento che si stava via via trasformando e lo percepivo anche in altri amici. Da fedele soldatino con responsabilita’ ed incarichi ad alto livello ho continuato a darmi e a dare nuovi stimoli e ripartenze a chi mi stava intorno. Ho vissuto con apprensione lo sfaldamento di una grande famiglia, che ha perso l’unita’ interna e che ha sempre piu’ utilizzato il metodo delle denigrazioni invece di guardare agli obiettivi ed al lavoro vero sul territorio”.
Per Alessandri, invece, ”osservare il Movimento nel suo complesso come qualcosa di unico ed irripetibile ha fatto spesso fingere di non vedere queste disarmonie umane che per me invece rimanevano un grande valore della Lega. Ultimamente mi sono messo a disposizione scegliendo di farlo senza piu’ ruoli di responsabilita’, mai avrei voluto essere un problema per la Lega e per i leghisti e, da deputato, sono rimasto a disposizione senza chiedere nulla. Mi ha fatto riflettere anche vedere molti amici decidere di fermarsi nelle settimane scorse prima di me e altri confermare la stessa sofferenza interiore pur decidendo di continuare. E’ sicuramente piu’ difficile lasciare il certo per l’incerto, come pensare di ripartire da zero ma – conclude – arriva quel momento della vita in cui e’ giusto resettare
tutto”.
”Certo – spiega il deputato, ex presidente federale ed ex segretario della Lega Emilia – ripartire da zero presuppone appunto ripartire da capo: da Reggio, dagli amici e dai fratelli che vorranno intraprendere con me una nuova strada che sara’ illuminata da quella fiammella che nasce da un ideale e da un sogno. Dove andremo e dove arriveremo? L’unica cosa certa e’ che lavoreremo con nuovi stimoli per il bene comune”. Meno di un mese fa erano usciti dalla Lega nord sette amministratori o consiglieri di Reggio Emilia e provincia legati
al parlamentare bossiano, e il commissario locale aveva tuonato che ‘per chi esce poi la porta e’ chiusa’. ”Voglio ripartire con una ‘famiglia di amici’ – scrive oggi Alessandri – e tornare ad avere l’entusiasmo di prima. Continuero’ a conservare i valori leghisti pur senza piu’ la tessera, li ho condivisi per tutta la mia vita e non cambiero’ idea di certo adesso. Non ho mai dato ascolto alle varie offerte che mi sono state proposte fino ad oggi e da buon leghista nell’animo continuero’ a portare avanti quel lavoro territoriale come ho sempre fatto con convinzione”.

 

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