Lampedusa isola covid Free? Con sbarchi sanità fuori controllo. Solo 4 medici per triage

“La situazione non è sotto controllo, non può esserlo con 350 persone ammassate sul molo Favaloro e 1.200 nell’hotspot. Se dovesse esserci un caso di Covid sarebbe complicatissimo in queste condizioni gestirlo e mantenerlo in isolamento”. A lanciare l’allarme con l’Adnkronos è Francesco Cascio, da tre anni responsabile del Poliambulatorio di LAMPEDUSA, dopo aver raccolto il testimone da Pietro Bartolo, oggi europarlamentare. All’indomani dell’ondata di sbarchi, che ha portato sulla più grande delle Pelagie oltre 2mila persone, con altri tre arrivi registrati a partire dalla mezzanotte, sul molo dell’isola restano i migranti che non hanno trovato spazio nell’hotspot di contrada Imbriacola. Una tenda li proteggerà dal sole e dall’umidità della sera, perché lì trascorreranno la loro notte. Duecento migranti sono stati imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle, altri 300 circa sono stati trasferiti sulla nave quarantena. Una corsa contro il tempo per alleggerire la struttura di contrada Imbriacola, dove a fronte di una capienza di 250 posti sono oltre mille gli ospiti. “Il centro di accoglienza è ancora un cantiere nonostante la fine dei lavori fosse prevista lo scorso anno – denuncia Cascio, ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana in quota Forza Italia -. Mi chiedo se qualcuno monitori lo stato di avanzamento del cantiere…”. Tra i migranti arrivati non ci sono casi particolarmente gravi. “Solo due sospetti Tbc – dice -, ma non abbiamo avuto il tempo di fare accertamenti diagnostici. A una prima superficiale anamnesi non risulterebbero al momento grandissimi allarmi, ma non sappiamo se ci sono altre patologie o positivi al Covid”. Domani sull’isola arriveranno 8mila tamponi. Prima di essere sottoposti al test, però, i migranti vanno identificati. “Una procedura di cui si occupa la Polizia e che ha tempi lunghi che non possono essere compressi e che con questi numeri diventa ancora più complessa”.

A lavorare in banchina ci sono due medici dell’Asp di Palermo e in supporto un MEDICO e un infermiere della Croce Rossa e altrettanti dell’Usmaf. “Risorse limitate rispetto ai maxi arrivi di ieri”, taglia corto Cascio. A loro si aggiungono il MEDICO e l’infermiere in servizio all’hotspot. Nell’isola zona rossa ormai da oltre tre settimane la nuova ondata di sbarchi diventa “un’emergenza nell’emergenza”. Davanti alla quale “non si riesce o forse non si vuole trovare una soluzione”, avverte il responsabile del Poliambulatorio, per il quale, però, “quella che è diventata una routine per la politica è un’emergenza complicatissima da gestire dal punto di vista sanitario e con risorse limitate. Un paradosso, un’emergenza umanitaria che rischia di essere anche sanitaria”.

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