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L’abile gol di Maroni a fine partita, in punta di tacco. Chapeau

maroni ieri pirellonedi BENEDETTA BAIOCCHI – Allo scadere del tempo regolamentare, all’ultimo minuto, un goal da chi ne capisce di politica. Roberto Maroni, tranne ripensamenti dell’ultimo minuto, fa sapere di volersi sfilare dalla ricandidatura al Pirellone. Non è solo per l’ombrello dell’immunità parlamentare, cosa che eventualmente non guasta a chi ha un peso sullo stomaco con la giustizia. In questo modo Salvini fa lasciare gli ormeggi al suo antagonista interno, Bobo torna nell’alveo della popolarità ministeriale istituzional-nazionale che gli è consona nel gradimento popolare, lascia la Regione che gli ha solo procurato pensieri e guai, Berlusconi si riprende la Lombardia e punta anche a giocarsi Palazzo Chigi. Con un Maroni che a Roma aleggia sul premierato. Uomo di mediazione tra il salvinismo che non piace al Cav e il centrodestra in cui sguazza con abile diplomazia. Figuriamoci se Berluskaiser non è e non sarà riconoscente a Maroni. Il centrosinistra intanto in Lombardia si trova davanti con assai alta probabilità a questo punto la più votata a Milano, Mariastella Gelmini, la signora dei consensi. Per Gori non è una gran notizia perdere Maroni. Pensare che Gori sia il cavallo vincente con le armate di Berlusconi in campo, è tutta da ridere. Fine delle trasmissioni. Maroni, chapeau.

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