LA VIA PACIFICA ALL’INDIPENDENZA E’ IL REFERENDUM DOVUNQUE

 di SANDRO MIGOTTO

Premetto che parlerò solo del progetto indipendentista del Veneto, il mio Popolo, ritenendo che ogni Popolo debba fare la propria strada. Qualsiasi altro tipo di intrapresa, sarebbe una brutta copia di quel movimento che ha tradito il Veneto, con oltre venti anni di ritardo.

Ritengo che per avere credibilità verso la nostra gente dobbiamo porre dei paletti chiari, certi e non negoziabili, quali l’onestà  indubitabilmente, la capacità assolutamente e soprattutto  la pulizia etica, ovvero la presentazione di persone che nulla hanno avuto a che fare con la partitocrazia romana e lombarda, pagata dai contribuenti veneti per non solo non far nulla, ma addirittura applicare leggi e norme che vanno contro la nostra gente; soprattutto serve un progetto, un percorso fattibile pacifico e legale nonche’ assolutamente veloce.

Abbiamo una storia antica e importante  ed è scritta nel nostro DNA, nonostante questo Stato abbia fatto di tutto per far dimenticare o peggio mistificare, nascondere, con operazioni di emigrazione di veneti forzata di massa ed immigrazione meridionale forzata di massa nei decenni passati.

Cosa dobbiamo e possiamo fare quindi. Creare un vasto movimento indipendentista unitario Veneto con il solo ed unico ruolo di coordinamento con la gente veneta. In ogni comune del Veneto dovremo a mio avviso creare comitati promotori di referendum per l’autodeterminazione di iniziativa popolare comunale. E’ un buon metodo per coinvolgere persone di qualsiasi credo politico, ceto sociale età etc. al fine di arrivare al fatidico 50,01%… Il progetto e’ legalmente fattibile e lo abbiamo gia’ applicato a Jesolo nel 2010; sono necessari semplicemente che altri quattro comuni veneti applichino la delibera di iniziativa popolare ed il governatore del  Veneto (che si chiami Zaia o Pinco Palla) sara’ costretto ad indire il Referendum per l’autodeterminazione in Veneto… Non e’ certamente per caso che la  prima Convention dell’Indipendenza si sia tenuta nella localita’ veneta. Inoltre dobbiamo alzare il livello di protesta, con azioni concrete di disobbedienza civile, di protesta anche con azioni forti che diano visibilita’ al Movimento e nel contempo vadano a scuotere gli animi dei Veneti.

Questi comitati saranno assolutamente indipendenti da cappelli politici ed avranno un unico scopo sociale, l’autodeterminazione del popolo veneto tramite referendum.

L’aria che tira la sentite tutti. Mai a mia memoria dal dopoguerra si è vista una crisi del genere, di cui peraltro non si vede la fine. Hanno spolpato e stanno spolpando le vacche grasse ovvero il Veneto e la Lombardia; fare azienda oggi in questa nazione è da coraggiosi al limite dell’incoscienza o da pazzi. La  tassazione reale diretta od indiretta è per lo meno pari al 60%  e realisticamente non permette piu’ di fare azienda; Azienda significa in ultima analisi intrapresa, lavoro, benessere per tutti. Non c’e’ piu’ tempo da perdere se non si vuole che le aziende se ne vadano all’estero (oramai son tante) o falliscano (ancor di piu’ delle prime…). Ricordiamo che l’unica rivoluzione che a mio avviso ha portato progresso al mondo, ovvero la rivoluzione americana, e’ scoppiata per un ulteriore balzello inglese, la tassa sul The  (qui potremmo leggerla IMU…).

Noi tutti abbiamo una grande responsabilità’ oggi: la nostra generazione rischia di passare alla storia di questo Paese per essere la prima  che lascia ai propri figli un mondo di molto peggiore rispetto quello che ci hanno dato i nostri padri, senza speranza e senza dignità. L’unica via di riscatto, visto che questo Stato è di fatto irriformabile, sta nella strada dell’indipendenza, del rifiuto oggi di delegare a Roma i nostri destini.

Che nazione sara’ la Repubblica Veneta? Io rispondo nel modo che ritengo piu’ onesto possibile, anzi l’unico modo possibile. Lo decideranno i Veneti. Si aprira’ una fase costituente e i Veneti decideranno che forma di governo, che tipo di stato preferiscono. Non dovremo fare l’errore di calare sulle teste dei veneti una soluzione preconfezionata. Massima democrazia e massima liberta’, questa e’ l’unica parola d’ordine se vogliamo veramente dare un taglio allo schifo degli ultimi centocinquanta anni. Credetemi, e i Veneti lo sanno gia’,  saremo una grande nazione, saranno gli svizzeri a chiederci  la cittadinanza.

Penso ora ai movimenti indipendentisti delle altre parti d’Italia. Potremmo sicuramente concordare azioni di disobbedienza civile comune. Fermo restando, come ho gia’ detto, che ogni Popolo deve fare il proprio percorso per l’indipendenza; nessun veneto potra’ parlare per conto e nome del popolo siciliano, come nessun sardo potra’ parlare per conto e nome di un lombardo. Sarebbe solo la brutta copia di un movimento delinquente che ha tentato di rubare sogni e speranze al Veneto.

Infine, un accorato appello allo Stato Italiano. I movimenti indipendentisti, dopo il crollo della Lega Nord, che e’  irreversibile, sono l’unico argine per la via pacifica all’indipendenza. Venga con noi a patti lo Stato Italiano, perche’ se non saremo in grado di dare risposte certe ai Veneti, beh… non potremmo piu’ garantire la via pacifica.

Viva il Veneto Vivo.

* portavoce Ass. Vivi Veneto Vivo

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