LA UE DELUDE GLI USA, I FONDI DI INVESTIMENTO PREPARANO LA FUGA

di REDAZIONE

Mentre l’euro rischia di andare a picco con conseguenze inimmaginabili sull’intera economia mondiale, i leader europei litigano, ancora una volta incapaci di trovare una soluzione alla crisi. L’analisi del New York Times riassume bene la delusione degli Stati Uniti per l’esito del vertice di Bruxelles. E l’irritazione del presidente americano, Barack Obama, che dopo il G8 di Camp David aveva esortato l’Europa a voltare pagina, varando misure immediate per favorire la ripresa economica. Invece niente.

Il New York Times parla di fallimento: l’incontro non ha prodotto alcun patto e i leader Ue non sono riusciti a fare alcun passo significativo sul fronte della crescita. Anche il Wall Street Journal parla di »piccolo compromesso« e lancia l’allarme per una possibile fuga dei depositi dalle banche europee. Mentre i maggiori fondi comuni di investimento al mondo si stanno preparando a un’uscita della Grecia dall’area euro – scrive il quotidiano di Wall Street – e stanno mettendo al riparo i loro portafogli: alcuni liberandosi dei titoli dei Paesi dell’Europa del Sud, altri acquistando il debito degli Stati Uniti o della Germania. Insomma, la preoccupazione a Wall Street, così come a Washington, è forte. La Casa Bianca teme il contagio della crisi dell’Eurozona al resto dell’economia mondiale, e le ripercussioni che ciò potrebbe avere sulle chance di rielezione di Obama. E per il momento le speranze riposte sui nuovi leader come il presidente francese Francois Hollande o il premier italiano Mario Monti sembrano essere sopraffatte dalle solite divisioni tra i 27.

“Mentre l’appartenenza della Grecia all’euro vacilla e le paure di un’insolvenza delle banche aumentano, i leader europei litigano su cosa fare e la crisi dell’euro sta ancora una volta degenerando, minacciando la fragile crescita globale”. E minacciando il secondo mandato per Obama, scrive il Nyt, sottolineando come l’impasse nel Vecchio Continente sia soprattutto dovuta allo scontro in atto tra Parigi e Berlino. “L’urgenza per una soluzione della crisi del debito nell’Eurozona, ora al suo terzo anno, non è mai stata così grande”, prosegue il prestigioso quotidiano newyorkese, riprendendo l’allarme lanciato da Obama alla fine del vertice Nato di Chicago. Il punto sarà ora fatto al G20 dei primi di giugno a Los Cabos, in Messico. Ma – afferma qualche osservatore americano – potrebbe essere troppo tardi.

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