La tempesta perfetta sulle piccole imprese. Prezzi frutto di speculazione su energia

La ‘tempesta perfetta’ che sta colpendo l’economia, tra costi energetici alle stelle e carenza di materie prime, rischia di travolgere diverse Pmi: “Il rischio che ci sia uno stop della produzione per alcune piccole aziende e’ concreto. Ma a differenza delle grandi, per le Pmi che sono piu’ fragili uno stop anche di una settimana potrebbe tradursi in una chiusura definitiva. Per questo c’e’ grande timore e attesa”. Giovanni Baroni, da quattro mesi presidente della Piccola Industria nazionale e vicepresidente di Confindustria, racconta cosi’ – in una intervista a “Il Sole 24 Ore” – lo stato d’animo delle piccole e medie imprese associate “molto preoccupate” per la situazione attuale e in “grande attesa di provvedimenti congiunturali ma anche strutturali da parte del Governo che mitighino gli effetti di questa crisi”. E lo fa alla vigilia di un “momento identitario di ascolto della nostra Associazione che servira’ per raccogliere le istanze e arrivare poi al momento delle proposte all’esterno”: Baroni in questi giorni parte, infatti, per una roadmap sul territorio in tutta Italia, che culminera’ nelle Assise di Piccola Industria che si terranno il 17 giugno a Bari. Un’occasione per parlare dell’emergenza attuale e di macro temi come il capitale umano, la digitalizzazione, la svolta green e la finanza per la crescita: “Perche’ anche in questo momento di crisi ci sono le opportunita’ per crescere, penso a nuove filiere legate al green in cui le Pmi possono trovare nuovi sentieri di crescita”. Caro bollette. Baroni spiega cosa serve alle Pmi: “Le soluzioni individuate da Confindustria si applicano anche alle aziende piu’ piccole. Servono misure congiunturali per cercare di mitigare l’impatto della bolletta: quindi operazioni legate alla liquidita’ che non possono durare pero’ solo due mesi, ma devono essere di maggior respiro. E poi c’e’ il tema del tetto sul prezzo del gas, da fare subito a livello europeo o italiano, commisurandolo al prezzo reale e alla durata reale dei contratti”.

Come superare questo ostacolo? “Sgombrando innanzitutto il terreno da un grande equivoco: nessuno di noi sta dicendo di andare a rinegoziare i contratti a lungo termine con i fornitori compresi quelli russi. Noi, come ha detto chiaramente il presidente Bonomi, chiediamo un’operazione di trasparenza. Chiediamo cioe’ di capire se effettivamente i prezzi che stiamo vedendo sulla piazza europea sono quelli reali o se invece dietro c’e’ della speculazione”. “I settori energivori – continua il vicepresidente – non riguardano solo i grandi gruppi come quelli dell’acciaio. Penso ad esempio alle piccole aziende del Nord specializzate nella pressofusione che magari fanno dei componenti della filiera. Oltretutto per le Pmi c’e’ una grandissima difficolta’ a trasferire gli aumenti dei costi nella filiera. Se poi, come a volte accade, hai un grande cliente che rappresenta l’80-90 per cento della produzione allora e’ difficile rivedere i prezzi”. “Il rischio che qualche Pmi si fermi – conclude Baroni – e’ alto e, come e’ accaduto in pandemia, chi si ferma anche per poco tempo rischia di non riaprire piu'”.

 

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