La stretta sulle cerimonie è nuovo lockdown per il settore. Ristorazione e catering spalle al muro

“I professionisti del wedding sono letteralmente nel panico”. A dirlo all’Adnkronos/Labitalia Stefania Arrigoni, founder di Assowedding, l’organizzazione, punto di riferimento a livello nazionale nel settore del wedding, che offre anche un percorso formativo propedeutico all’esame di certificazione professionale. “Già nei mesi scorsi – spiega – il Covid ha avuto un impatto non indifferente sul mondo dei matrimoni in Italia e ora, con questo ulteriore giro di vite che si prospetta, non possiamo che definirlo negativo”. “Gli ospiti – sottolinea – sono una componente fondamentale per il matrimonio, e portare il numero da 200 a 30 francamente crea non pochi problemi. Non solo per i wedding planner, ma per tutti i professionisti di cui si avvalgono: fioristi, catering, noleggio auto solo per ricordarne alcuni”. “Il wedding planner – osserva Stefania Arrigoni – è come un angelo custode che non lascia mai soli gli sposi. Ora, dati alla mano, se un investimento tipo per un matrimonio è pari almeno a 20mila euro, dall’oggi al domani questa cifra dovrà diminuire parecchio a scapito delle categorie professionali coinvolte. Certo, il fotografo magari risparmierà sull’aiuto di qualche operatore, ma il vero problema riguarda il catering”.

“I catering infatti – fa notare – vengono pagati a persona; pensando agli investimenti in sicurezza per il personale e per il food in genere che deve affrontare un fornitore, è chiaro che non rientra più nei costi e, quindi, è destinato a restringere parecchio il proprio guadagno. Questa la situazione di un comparto che pre-Covid fatturava fino a 40 miliardi di euro l’anno, sinonimo di una grande fetta per il Pil, non indifferente. Eppure, alcune regioni, tipo la Campania, si stavano riprendendo, osservando le regole anti-Covid: scegliendo location molto grandi in grado di mantenere il giusto distanziamento tra gli ospiti, oppure con monoporzioni di cibo per evitare l’assembramento del buffet”. “Tutto questo – dice – è stato ricordato nei giorni scorsi in occasione della Masterclass in Campania di Assowedding Milano, dove nella location di Tenuta Pegaso, a Caiazzo (Caserta), si sono ritrovate le eccellenze del settore campano e lombardo per la formazione delle wedding planner”. “Al Sud in generale – continua Stefania Arrigoni – ci si era mossi grazie ai battesimi, comunioni e appunto matrimoni. Del resto, l’italiano, si sa, ha bisogno di unirsi, di condividere la ‘festa’ e, quindi, a giugno si parlava di una, seppur minima, ripresa gestita sempre molto attentamente. Così come in Lombardia con gli happy hour e la famosa ‘Milano da bere’. Tutto questo ci faceva pensare a un Natale positivo, ma con le nuove misure non riesco più a vederla così”.

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