La strage in mare: “Eravamo in 950”. E la politica convoca quelle menate di vertici…

di REDAZIONEmigranti-minori-sbarchi-italia-406x270

Vertici straordinari e mutismo. Parole di convenienza e niente di più… Ma i fatti sembrano essere ancora più devastanti… Ecco la nuda cronaca. «A bordo eravamo 950, c’erano 40-50 bambini e circa 200 donne». Sono le prime parole, al suo arrivo a Catania, di uno dei pochi sopravvissuti al naufragio avvenuto al largo della Libia. L’uomo, originario del Bangladesh, ha riferito alla procura catanese numeri diversi da quelli che erano stati finora diffusi sul peschereccio proveniente dall’Egitto che si è capovolto nella notte tra sabato e domenica nel Canale di Sicilia, a circa 60 miglia a nord della Libia. Per tutta la giornata di domenica si è parlato di 700 a bordo, se il dato di 950 persone sarà confermato dunque , la tragedia in mare avrà proporzioni ancora più enormi. Il superstite avrebbe raccontato particolari drammatici: molti migranti sarebbero stati chiusi nei livelli inferiori della barca e i trafficanti avrebbero chiuso i portelloni, impedendone l’uscita. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta. I reati ipotizzati sono naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Si indaga anche su reati in materia di traffico di migranti. Le indagini sono condotte dalla Guardia Costiera, dalla Polizia di Stato, dalla squadra Mobile di Catania e dal Servizio centrale Operativo di Roma.

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