La stampa indipendentista a convegno domani a Milano al Cavalieri

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La libertà di stampa e di informazione, la libertà di pensiero sono costituzionalmente garantiti, ma da qui a realizzarli il passo è più complesso di quanto si immagini. Perché, per prima cosa, fare informazione ha un costo, come curarsi. Se hai i soldi previeni e pensi alla salute, altrimenti ti affidi alla provvidenza pubblica. Ecco,  il quadro del fare giornalismo in Italia, da Nord a Sud, è questo. La libertà è cara.

Comunicare è affidato o allo spontaneismo o a piccoli gruppi organizzati che riescono a reperire le risorse per fare un giornale, che non è esattamente scrivere due boiate su facebook o twittare i commenti del giorno. Né essere pratici di algoritmi per alzare l’indicizzazione di un contenuto su google. L’informazione è cultura, è filtro dalle stupidaggini, non si apprende a ingegneria né nelle scuole dei web master, e passa attraverso gli strumenti di un mestiere, che non è un hobby come fare l’orto.

Ecco, abbiamo voluto, come quotidiano lindipendenzanuova.com, fare un po’ il punto della situazione con gli amici che si cimentano tutti i giorni o quasi con la comunicazione, sia da giornalisti professionisti o pubblicisti sia da osservatori della comunicazione, in un fronte particolarmente singolare della libertà di pensiero, quello del filone federalista, autonomista e indipendentista.giornali

Se la politica, da tempo, passa più tempo in televisione per urlare i propri slogan, il giornalista che non è dentro i due grandi duopoli dell’informazione, quotidianamente oggetto di scalate societarie come si trattasse di acquistare e controllare una multinazionale che fa ricavi in borsa, ebbene, il giornalista che ha la fortuna di essere, prima di tutto, indipendente da questi schemi, per la prima volta può raccontare i fatti come altri non li possono raccontare.

Con l’amico Romano Bracalini abbiamo quindi voluto inserire nella serie degli Incontri culturali del Cavalieri, anche questo punto di osservazione, quello di chi vi informa. E’ la prima volta che accade, e lo consideriamo il primo di una serie di appuntamenti per fare rete tra chi non ha le mani legate. Ci troviamo sabato 16 aprile a Milano, negli spazi concessi gentilmente dall’Hotel Cavalieri di Piazza Missori.

Oltre a me, Stefania Piazzo, ci saranno Gianluca Marchi, direttore del Miglio Verde,  Giovanni Polli, già collega de la Padania e collaboratore storico di Radio Padania, con documenti esclusivi sulle relazioni tra stampa indipendentista del Nord e alcuni gruppi dell’indipendentismo avanzato in Europa; Giovanni Masarà, tra i fondatori di Sanca Veneta, il gruppo indipendentista di sinistra che con un omonimo blog sta animano la politica del proprio territorio; Paola Bonesu, membro del Comitato referendario per il Sì in Scozia, fondatrice del portale Scotland the brave e ora del sito http://www.eliflab.com, che illustrerà i social network dei giornalisti indipendentisti; il sociologo e giornalista pubblicista Arnaldo Ferrari Nasi, che ha fondato la Ferrari & Nasi Associati, oltre che il portale “Analisi politica”, collaboratore di Panorama, Libero e Il Giornale e, in prima battuta, dello storico settimanale “Il Federalismo”.

 

Stefania Piazzo, direttore responsabile lindipendenzanuova.com

 

 

 

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