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La solita solfa. Corte dei Conti invita a tagliare le tasse. Rizzi: parole al vento

di Monica Rizzi – Non è vero che in questo Paese non vi siano organi istituzionali consapevoli dei disastri dello Stato. La Corte dei conti forse è uno dei pochi strumenti che offre sane indicazioni. Ma non ha potere, interviene dando giudizi, raccomandazioni. Può anche condannare…. ma il sistema una volta pagata l’ammenda torna più forte e prepotente di prima.

Che le tasse siano il risultato finale di uno Stato malato lo sappiamo. E quindi anche questa volta davanti all’ammonizione dei giudici contabili non cambierà nulla.

“Appare non più rinviabile un intervento in materia fiscale che riduca, per quanto possibile, le aliquote sui redditi dei dipendenti ed anche dei pensionati che, pur essendo fuori dal circuito produttivo, frequentemente sostengono le generazioni più giovani, oltreché le imposizioni gravanti sulle imprese alle quali sono affidate le concrete speranze di un rilancio del Paese”. E’ quanto afferma nella Requisitoria orale il Procuratore generale facente funzioni della Corte dei Conti Fausta Di Grazia.

In altre parole: con le pensioni i nonni aiutano i nipoti e i figli, non graviamoli di troppe trattenute. Le imprese chiudono, se vogliamo rivedere la parola Pil alleggeriamo il loro carico fiscale.

“L’alleggerimento della fiscalità potrebbe evitare, soprattutto in un momento di crisi globale, la costante erosione del potere d’acquisto delle famiglie e un’ulteriore contrazione del mercato interno, che non favorisce il gettito erariale” spiega nella cerimonia di parificazione del Rendiconto generale dello Stato.

Belle parole, abbiamo capito tutti. Tranne il governo.

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