/

La scuola deve restare nazionale. Ministro Bussetti che fa, non si dimette?

Scuoladi CASSANDRA – La Lega oggi esprime i massimi vertici della scuola e dell’università. L’istruzione è in mano al Carroccio. Tuttavia, nel dibattito sull’autonomia uno dei principali incagli è stata proprio la scuola. Gli alleati di governo hanno chiaramente detto che l’istruzione deve essere garantita a livello centrale, deve essere uniforme, uguale per tutti. Salta quindi l’assunzione diretta dei docenti su base regionale, vecchio storico pallino della Lega, ma soprattutto salta la Costituzione, ministro Bussetti, perché la scuola è già una competenza regionale, come dice l’articolo 117. In questa materia, le Regioni hanno già competenza e autonomia. Che succede, nessuno dice nulla?

No, perché alla fine interessa di più che saltino il ministro della Difesa e quello delle Infrastrutture. In altre parole, quello che ha ingaggiato il braccio di ferro su a chi debbano rispondere le motovedette militari e quello che dice no alla Tav, come era nel contratto di governo, seppure rimodulando l’opera.

Beh, i 5Stelle potrebbero chiedere la testa del ministro dell’Istruzione, ma di certo non si opporrà alla scuola centralista. Qualcuno si è forse accorto che lo snodo strategico per il futuro del Paese è in mano alla Lega? Oggetto del desiderio di tutti i governi democristiani, ambito ministero perché ha in mano le leve della formazione, della cultura, dell’orientamento, della formazione delle coscienze, oggi sembra un ministero per il doposcuola, tanto non è motivo di dibattito ma ministero di retroguardia. Davanti, ci sono altre battaglie. Stranieri e fisco, oggetto di incasso elettorale.

Intanto noi incassiamo, viva l’Italia.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Se oltre ai barconi il governo si occupasse della mafia al Nord...

Articolo successivo

LA SCUOLA E I SILENZI DELLA LEGA. OLTRE LA DEMAGOGIA IL VUOTO EDUCATIVO