La rovina è l’euro. Schengen ce lo siamo tirati addosso

eurodi MARIO DI MAIO – Non è niente vero che l’esistenza dellU.E. si basa sul trattato di Schengen. Disgraziatamente si regge sull’euro che induce povertà e blocca il Pil delle economie più deboli, come preannunciato da Milton Friedman in tempi non sospetti e tranquillamente ignorato da Prodi, Ciampi, Amato e i loro sodali di Goldman Sachs. In Italia diversi economisti hanno cercato di spiegare l’inghippo, tra cui Alberto Bagnai e Claudio Borghi, puntualmente vituperati dalle televisioni di Stato. La verità è che l’Europa è andata avanti per decenni senza Schengen la cui approvazione è stata contrastata per le perplessità di diversi Paesi, timorosi dell’arrivo “dell’idraulico polacco”. Tra essi l’Italia, paese fondatore. Comunque, il caos di questi giorni è dovuto all’invasione afroasiatica che i nordeuropei si erano illusi di scaricare sugli stati mediterranei pensando di essere protetti a sufficienza dal trattato di Dublino.

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