La priorità della Lega nazionale è la legge elettorale. Boni: Salvinellum? Un caso unico al mondo

legge elettorale

di Davide Boni – Aiutatemi a ricordare quand’è che la Germania ha cambiato l’ultima volta la legge elettorale. Anzi no, ditemi della Francia. Scusate, volevo dire Austria. Ma forse intendevo Svizzera. No no, un momento, stavo pensando in realtà al Regno Unito. O forse mi sono confuso, volevo dire Spagna. Ecco sì, volevo proprio dire Portogallo. Ma insomma, scusate la confusione, sto invecchiando. Ci sono: legge elettorale in Italia. E’ il tormentone dei partiti. Ogni governo ci mette il becco. Perché si sa che la preoccupazione non è abbassare le tasse, far ripartire l’economia, dare l’autonomia a chi lavora bene. Mica sono priorità, queste. La cosa importante è cambiare le regole del gioco, ogni volta. Così si prova a vincere più facile o a rendere ingovernabile in Paese. Più casino c’è, meglio è. Un caso unico al mondo.

La Lega aveva votato l’ultima legge elettorale, e poi avete visto come è stato semplice fare il governo e farlo durare. Ora si incaponisce su un altro fronte che è questione di vita o di morte: il quesito per il referendum depositato in Cassazione sulla legge elettorale, per togliere la parte proporzionale dell’attuale Rosatellum, che è venuto dopo il Porcellum. Sia chiaro, noi viviamo lo stesso, tanto il problema non è come vengono elette le schiere di nuovi politici quanto piuttosto che idea hanno in testa del paese, dello Stato. Che cosa vogliono farne del Nord.

LEGGE ELETTORALE

E’ davvero un problema di maggioritario o di proporzionale il futuro del Paese? Io non credo proprio. Secondo voi correranno col maggioritario, ammesso cambino la legge, per dare in fretta a Lombardia e Veneto il residuo fiscale, il lavoro meno imbrigliato, i treni, i ponti, le strade? Ma se non hanno portato a casa nemmeno lo stato di emergenza nonostante la Lombardia sia sotto il diluvio (avete sentito il leader nazionale arrabbiarsi per questa banale dimenticanza, a parte le deboli repliche di Calderoli e Fontana che nessuno si è proprio filato), secondo voi hanno davvero a cuore le questioni aperte di una economia che perde pezzi di Pil, come ha correttamente ricordato questo quotidiano di recente? La cosa importante è dividersi con l’altro partito storico, il Pd, quel che resta del contado. Eliminate le voci minoritarie, divisa in due l’eredità, ci si può accordare su tutto. Una volta la Lega era di lotta e di governo. Ora non è né l’una né l’altra cosa. E’ di occupazione.

 Tempo fa lessi un breve corsivo di Elio Veltri sul quotidiano diretto dall’amica Stefania. E diceva così: “La Francia ha una legge elettorale proposta e approvata da De Gaulle, in Germania dove la legge elettorale, sia pure con qualche modifica, vive dai tempi di Adenauer, in Inghilterra  la legge elettorale funziona da sempre. Noi invece la cambiamo ogni 7-8 anni (anche prima, ndr). I problemi veri del paese non si affrontano e ci si esercita sulla legge elettorale. Pietro Nenni diceva che quando non si riesce o non si vuole risolvere un problema si fa una commissione. Questo vale anche per la legge elettorale”.
In effetti noi abbiamo avuto quelle di Calderoli, Berlusconi, Mattarella, Renzi, Rosati… e domani, il Salvinellum.
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2 Comments

  1. Ben detto, e ricordiamoci che adesso per i Lombardi c’è GRANDE NORD
    e per i Veneti il PARTITO DEI VENETI.
    E tutti e due andranno d’accordo contro il centralismo.
    WSM

  2. La Lega nazionale e’ una copia di Fratelli d’Italia e la Meloni fa bene a dirlo e a ricordare che il suo partito e’ l’unico nel centro-destra che non ha governato col Pd e con i 5 stelle gli altri lo hanno fatto e non escludono di rifarlo.la minoranza della Lega che fara’?IL primo passo per i leghisti padani e’ venire ogni Sabato alle 17.00 nel prato fuori il Municipio di Varese tutti con la camicia verde simbolo della Padania ,poi si vedra’,chi non viene si merita un Governo di destra e centralista.

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