La politica ha bisogno di bellezza. Chiude il primo ciclo di lezioni alla Scuola quadri di Grande Nord

di Fulvio Curioni – Una relazione magistrale, quella tenuta alla scuola del Grande Nord dal prof. Stefano Zecchi, il quale citando Platone ci ha permesso di conoscere la definizione del bello come strumento nel quale raggiungere il vero ed il bene, quindi un monito a chi fa politica di scrollarsi di dosso la convinzione nel ritenersi al centro dell’ombelico del mondo, dando invece spazio all’ascolto delle reali esigenze della gente, ricercandone la bellezza e la verità nei propri atti ed attenzioni.

Cambia quindi radicalmente l’approccio della nuova classe politica, rinnegando gli attuali politici dediti quasi ad adoni nel celebrare la propria magnificenza gonfiata a dismisura e pronta a scoppiare a breve con una implosione che arriverà a trascinare nell’oblio non solo le singole persone ma gli ideali che agli albori rappresentavano.

Una bella e profetica esortazione quindi quella del prof. Zecchi, avvalorata dai successivi interventi analizzanti la famiglia, quale comunità di primo intervento sociale-economico-culturale, passando dal presidente dell’osservatorio sui diritti del minore dott. Antonio Marziale, il quale ha delineato la squallida situazione presente nel nostro paese, orfana della scandalosa attenzione politica strabordante verso questo settore, di norme e leggi ma assente nel risolverne le problematiche senza attuarne un serio progetto di prevenzione del problema, politicamente ripreso dall’appassionata analisi di Monica Rizzi, la quale in base alla sua passata esperienza amministrativa locale prima e di consigliera regionale poi, ha dato un pugno allo stomaco alla omertà politica imperante allora in regione Lombardia quale prima firmataria della proposta regionale poi approvata all’unanimità quale decreto n. 1518 del 22 dicembre 2005, di adottare la Lombardia di un osservatorio dei diritti sui minori, rafforzata ulteriormente dall’analisi condotta dal dott. Giuseppe Olivieri, poliedrico nel fornire dati e notizie, evitando di trasmettere sue personali considerazioni, sulla famiglia e sulle sue infinite diversificazioni e composizioni singole, tradizionali, di uguale sesso, allargate, provocando nelle migliaia di aderenti alla sucola, il gusto di porre in discussione l’istituto familiare alla luce dei frenetici cambiamenti di costume e di valori, fornendo in questo modo un serio aiuto alle relative soluzioni, completate dal virtuoso intervento del prof. Sergio Bianchini, ex preside di istituto e storico testimone di come il popolo del nord sia tutt’ora appassionato ed attento al mondo della scuola, seppur privato nell’inserirvi docenti delle nostre terre, preclusi dai concorsi nazionali, esortandoci quindi ad una sveglia di motivazione, intelligenza, senso dell’appartenenza inconfondibili nelle radici politiche e culturali che ci accomunano.

Il Presidente di Gande Nord, on.Roberto Bernardelli , visibilmente emozionato per la riuscita della prima scuola di formazione politica ha spronato i presenti ad avere il coraggio di prendere in mano non solo il loro destino di vita ma l’opportunità di realizzarlo attraverso un tratto di strada insieme a Grande Nord. Una esortazione che considero auspicio essendo arrivata l’ora di agire, per il bene di ciascuno e per il bene dei nostri territori poichè l’attesa di un cambiamento, è palpabile ed impaziente.

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