La polenta veneta è indigesta a Renzi

renzi1Il Rompiballe – Dopo i cannoli amari in terra sicula arrivano le polente e le soppresse indigeste.  Non è un bel momento per il bulletto. L’ex premier è impegnato da settimane a girare in treno la penisola in cerca di quelle legittimazioni che ormai nessuno, neanche all’interno del suo stesso partito, sembra voglia più accreditargli. Il Matteo dem cerca così di dimenticare il flop siciliano rifugiandosi in terre più accoglienti, o almeno così sperava. Peccato per lui che il tour veneto, che lo ha visto impegnato in questi giorni in numerose province venete tra le quali Belluno, Venezia e Treviso (la settimana prossima toccherà a Verona e Vicenza), gli abbia riservato gran poche soddisfazioni. Zero bagni di folla, ma tanti fischi e contestazioni, se non addirittura in diversi casi, insulti e aggressioni. Le banche venete sullo sfondo, la disperazione e la rabbia degli investitori truffati. E per fortuna che il segretario dem ha avuto l’accortezza di non farsi accompagnare dalla fida Maria Elena Boschi.

Non sappiamo cosa sarebbe successo (torna in mente il titolo di Feltri). Appare così un Renzi sempre più isolato e  “malconcio”, tanto da viaggiare sul Freccia Bianca per conto suo, mentre tutti gli altri, parlamentari, volontari, politici, amministratori, giornalisti, sono in scompartimenti separati. Da Treviso a Mestre, da Mestre a Padova, da Padova a Rovigo, nessuno ad accoglierlo trionfalmente come avvenne pochi anni fa durante la campagna elettorale per le Europee che segnò l’apice della sua carriera politica. I tempi cambiano in fretta. Non rimane al nostro Matteo che rifugiarsi in qualche buona osteria. Sperando che grappe e soppresse del veneto non gli siano indigeste. I cannoli siciliani sono ancora da digerire.

Il neo segretario del Pd, Matteo Renzi, raggiunge a piedi la Stazione Termini per andare a prendere il treno che lo porterà a Firenze al termine della prima riunione di presidenza del Partito Democratico, Roma, 11 dicembre 2013. ANSA/ANGELO CARCONI

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