Le parole meno usate da Mattarella: popolo e democrazia

di CASSANDRACrozza-diMartedi-imita-Sergio-Mattarella-343x270

La casta parla forbito. Parla a se stessa mentre dà l’impressione di parlare agli altri. Openpolis nell’ammirevole registrazione di tutte le parole più usate dal presidente Mattarella nel suo discorso alle Camere, elenca con precisione la classifica: al primo posto, diritto. Diritti per tutti, estratti dalla Costituzione, come dal sacchetto della spesa. Meglio aveva fatto decenni prima quel politico che disse come lo Stato avrebbe dovuto garantire ai cittadini, per essere uno Stato giusto, una casa, un lavoro, una scuola, un ospedale e una chiesa.

Dopo la parola diritto, che è la più gettonata nel gergo di chi vive tra i codici e poco tra la gente, arriva la parola volto. Come dire: parlo a voi. Volto è una parola neutra, priva di quel calore e di quella umanità di cui ha bisogno l’anima. Volti, come i volghi dispersi. Tutto e niente.

Arrivano poi Costituzione, libertà, politica, speranza e comunità a pari merito. Esattamente ciò che è stato disatteso e tradito da chi usa la Costituzione come scudo. E poi? Poi ci sono, ultime, democrazia e popolo. Cosa c’è d’altro da aggiungere. Ciò che conta di meno, già si sapeva.

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