La Padania è nata cristiana, non morirà musulmana. Intanto la Svizzera festeggia l’Ascensione!

Manchester-Arena-explosiondi ROBERTO BERNARDELLI E GIULIO ARRIGHINI – In Svizzera, oggi, anche nei cantoni protestanti, è festa. Festeggiano l’Ascensione, e i cantoni cattolici il Corpus Domini, ricorrenza che celebra la reale presenza di Cristo nell’Eucarestia. Festa cattolica rispettata anche dai protestanti. Non è questione di Chiesa, ma di identità cristiana. E gli svizzeri riconoscono la comune matrice identitaria. Lo Stato può fermarsi, deve anzi stare un passo indietro rispetto al popolo. Gli svizzeri insegnano, all’Europa laica, laicista, e all’Italia della Chiesa Romana che dice che tutte le religioni sono uguali, che prima viene l’anima, lo spirito, il senso di fare comunità in una festa che dura, anzi, durava da secoli. Per la tradizione cristiana, che è il motivo per cui l’Europa è nata attorno a monaci e monasteri.

I fatti di sangue di Manchester, gravissimi e criminali, ci insegnano che dove passa l’idolatria di Stato, la negazione moderna del fermarsi per i santi, per le festività che davano un senso allo scandire del nostro tempo, e il festeggiare la boria della festa dello Stato, delle varie repubbliche diversamente democratiche, con le loro parate, ci ha reso innocui agli occhi del terrorismo islamico. Abbiamo lasciato aperti tutti i varchi, pensando che la fede nello Stato – e nella malgestita e clientelare cosa pubblica – ci rendesse eterni, indenni da qualsiasi attacco.

Così non è. Via tutte le feste comandate, via il senso di una appartenenza, via il ritmo delle stagioni con le loro sacralità. Via tutto ciò che ci rende diversi e nel contempo uguali ai simili nostri. Poi arrivano le bombe, la morte che non distingue più bimbi e anziani. Ciò che è infatti sacro per lo Stato non è degno di rispetto per chi ci reputa indegni agli occhi di qualsiasi Dio, non solo il loro.

 

 

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