SPECIALE CAMPANILE – La notte dei Serenissimi. L’8-9 maggio del 1997

di ETTORE BEGGIATO – nella notte fra l’otto e il nove maggio 1997, otto “Serenissimi” furono protagonisti di un’azione che riportò l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sulla “Questione veneta”: la bandiera del Leone di San Marco sventolò per diverse ore dal campanile di piazza San Marco.

Gli otto “Serenissimi” pagarono, assieme ad altri tre protagonisti, un prezzo spropositato per quell’azione dimostrativa, per quello straordinario atto d’amore verso la loro Terra, verso il Leone di San Marco; furono scritti fiumi di parole, la loro iniziativa fu analizzata sotto molteplici punti di vista: storico, culturale, sociale, politico, sociologico. Poche analisi, poche riflessioni meritano di essere ricordate, nella maggioranza dei casi brillarono per  superficialità se non per autentica malafede.

Credo che dopo più di vent’anni sia più giusto lasciare parlare i “Serenissimi”   rileggendo  il loro proclama con il quale furono interrotte le trasmissioni del telegiornale della Rai, provocando sconcerto e preoccupazione nei rappresentanti  dello stato italiano nel Veneto.

Proclama del Veneto Serenissimo Governo

Attenzione! A tutti voi che ci ascoltate in questo momento, chiediamo cortesemente un po’ del vostro tempo per ascoltare questo importante messaggio al popolo veneto.

Questa non è la Rai. Chi vi parla è l’organo ufficiale del Veneto Serenissimo Governo, istituitosi fin dal 1987 e operante in forma semiclandestina come in questo momento, al solo scopo di liberare la Veneta Patria dal giogo dell’occupante italiano e ripristinare nel veneto territorio l’unica legale e legittima sovranità, quella veneta, lasciataci in eredità dalla Veneta Serenissima Repubblica.

Questo messaggio è rivolto soprattutto a quei Veneti che sono stanchi dei soprusi dello Stato italiano, che sono stanchi di pagare e tacere, per ricevere in cambio disservizi, arroganza, bugie e criminalità d’ogni genere, che sono stanchi di farsi derubare dall’assurda fiscalità italiana, ma che ancora non hanno la forza di ribellarsi a questa condizione di schiavitù, perchè si trovano a dover lottar da soli, contro un nemico spietato dai mille inganni.

Veneti! Il ricostituito Veneto Serenissimo Governo è l’unico erede e custode della storia, dei valori, delle tradizioni e dello spirito del popolo veneto e della Veneta Serenissima Patria.

Il Veneto Serenissimo Governo si è costituito il 25 Gennaio 1987, per volontà di indomiti patrioti veneti, coscienti della loro storia ed animati dal millenario spirito veneto.

Il Veneto Serenissimo Governo, non intende più sopportare lo sfruttamento coloniale, il degrado morale, spirituale ed economico, la falsificazione della nostra plurimillenaria storia e l’u­miliazione subita dalla Serenissima Veneta Patria occupata dalle forze italiane che la invasero 130 anni or sono senza diritto alcuno provocando guerre (tutte d’aggressione), lutti, miseria, emigrazioni, mafia, corruzione, immoralità, deliranti ideologie politiche, e tutto in nome dell’i­talianità.

Tanto ancora non bastava, all’Italia. È stato quindi concepito e attuato, e ormai quasi riuscito, un piano di annullamento e di cancellazione dalla storia d’Europa del popolo veneto, uno dei più antichi popoli del mondo, le cui tracce ancora resistono al tempo in ogni angolo del continente europeo. Il proposito finale di questo piano è far credere che il Veneto non sia altro che una comune regione di questo stato italiano, marcio e corrotto oltre ogni limite.

No! Veneti! Noi non l’accettiamo! Il Veneto è una nazione storica d’Europa, e tale deve ritornare ad essere: una Nazione d Europa! Perchè questo è il suo destino, un destino che gli appartiene da sempre. Noi non vogliamo essere tagliati fuori dall’Europa per colpa di questo Stato a sovranità limitata nato per volontà di mano straniera e sviluppatosi aggredendo altri popoli.

A tutti quei Veneti che collaborano attivamente con l’occupante italiano, noi diciamo: state attenti a non opporre ostacoli al cammino della storia, ricordatevi che la storia non perdona. Se adesso il Veneto sta subendo degrado morale e civile, criminalità di ogni genere, un’immigra­zione arrogante e fuori da ogni controllo, una situazione economica pesantissima, che lascia ormai ben poche speranze per il futuro… e tutto per tenere in vita uno Stato da sempre moral­mente ed economicamente fallito… sappiate che il merito va a voi, miseri lacchè, che avete osato contrabbandare la plurimillenaria storia, la dignità, l’onore, e il futuro del popolo veneto in cambio di qualche manciata di denaro, peraltro sempre rubato alla nostra gente.

Veneto, dopo un lunghissimo periodo di preparazione e di inenarrabili sacrifici, il Veneto Se­renissimo Governo, sostenuto dai suoi indomiti patrioti, degni eredi degli Immortali Veneti Eroi, in data 24 agosto 1996 proclamava solennemente l’indipendenza della Veneta Patria e il ritorno della legalità marciana nella Veneta Serenissima Repubblica.

Il 6 settembre 1996 iniziavano le trasmissioni della Radio Nazionale Veneta, con la lettura della dichiarazione d’indipendenza e del proclama al popolo veneto, suscitando le prime reazioni patriottiche nel Veneto e fuori da esso, e determinando il costituirsi spontaneo dei primi Gruppi Veneti d’Azione, che subito hanno iniziato ad invocare le Venete Serenissime Autorità a passare rapidamente dalle parole ai fatti. Avendo preso atto della totale indifferenza al caso veneto da parte delle forze italiane d’occupazione, che anzi ben si sono adoperate affinchè la notizia non si propagasse, e in risposta all’inaudita provocazione dei programmati festeggiamenti per il 12 maggio prossimo, architettata con il solito aiuto dei lacchè locali, le Serenissima Autorità, nella riunione di governo del 28 gennaio 1997, hanno diramato, a tute le istituzioni sottoposte al Veneto Serenissimo Governo il seguente ordine.

Tutti i Veneti che si riconoscono nella Veneta Serenissima Repubblica e nei suoi valori dovranno convergere, il 12 maggio 1997, a Venezia, la capitale dei Veneti, in piazza San Marco, per bloccare l’infame quanto sciagurato tentativo, da parte delle forze d’occupazione e dei lacchè veneti che ad esse si sono venduti, di festeggiare i 200 anni della cosiddetta “caduta” della Veneta Serenissima Repubblica. Perchè, se questo triste evento accadrà, sarà l’unico delirante e allucinante caso al mondo in cui un popolo, attraverso i suoi sedicenti rappresentati, si sarà unito per festeggiare la morte della sua patria, la perdita della sua libertà e della sua indipen­denza. Come si può immaginare un atto più folle e criminale di questo?

Per chi ancora non l’avesse capito, tra noi e l’Italia non c’è e non potrà mai esserci nessuna collaborazione nel più assoluto dei modi. Troppo l’Italia ci ha sfruttati, umiliati e presi in giro per poter anche solo pensare a un qualche tipo d’accordo. Tutto ciò che noi pretendiamo dall’Italia è che esca dai confini della Veneta Patria con tutti i suoi disastri e che ci lasci al nostro destino di popolo indipendente. Perchè noi siamo più che convinti che questa sia la nostra unica possibilità di salvezza, persa la quale per noi Veneti ci potrà essere soltanto la totale estinzione nel dilagante caos italiano.

Qualcuno potrebbe giustamente chiedersi chi noi siamo e quale diritto abbiamo di pretendere tutto ciò. Semplice! Noi siamo a tutt’oggi gli unici Veneti che non hanno accettato l’occupazione stabile della nostra terra da parte dello Stato italiano, e pertanto, da un punto di vista storico-giuridico, il Veneto Serenissimo Governo è pienamente legittimato a rivendicare l’indipendenza della Veneta Serenissima Patria e ad attuare tutti i mezzi che riterrà necessari per ottenerla.

Veneti! Coraggio dunque! Risvegliamo il nostro antico spirito veneto, e avanti, avanti per San Marco! Se veramente lo vogliamo, possiamo ancora avere un futuro, per noi e per i nostri figli, possiamo ancora risolvere una volta per tutte i problemi che ci attanagliano. Basta che ripren­diamo a credere in noi stessi, nei nostri valori e nella nostra storia, quella storia che ci ha resi grandi in passato, guardando la vita del popolo veneto secondo i princìpi dell’indipendenza, del coraggio, della dignità, dell’onesta e del lavoro.

Veneti, sostenete con tutti voi stessi il Veneto Serenissimo Governo che si sta battendo con tutte le forze, senza alcun compromesso di sorta con nessuno, per riconsegnare alla nostra Veneta Patria quello splendore, quella libertà e quella prosperità che da sempre la storia ha decretato come i suoi per diritto. Viva il Veneto! Viva il Veneto Serenissimo Governo! Viva gli immortali Veneti Eroi! Viva San Marco!

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1 Comment

  1. Caro Beggiato, come sai benissimo il sacrificio dei Serenissimi non fu e non è stato invano.
    Ormai siamo veramente in tanti a sostenere la giusta causa dell’autonomia, ma ancora di più nei nostri cuori aleggia la voglia di indipendenza.
    La palla come sempre sta a Roma, ma anche se la tirano per le lunghe con la scusa del corona virus, non hanno più scuse da tirar fuori se non il discredito di uno Stato, di un governo, di politici specie meridionali che non vogliono lasciare l’osso….anzi la ciccia del Nord e per quanto mi riguarda del mio Veneto. Uno Stato che non assolve le sue funzioni, e parlo anche in generale, come stiamo assistendo, non è più uno stato ma un’organizzazione dittatoriale che per salvaguardare sé stessa è disposta a tutto, come farebbe un vigliacco difronte alla morte.
    Continuano ad incensarsi tra di loro e dire parole, parole, parole che tutto andrà bene e che ci risolleveremo, e poi parole, parole ancora. Essendo gente che non ha quasi mai lavorato per mantenersi giorno dopo giorno NON CAPISCONO i poveretti che la vita reale fuori dal palazzo è molto diversa da quella che loro stanno facendo. L’U.E. ci aspetterà a varco.. per non citare la GERMANIA, L’OLANDA e FINLANDIA e ne sono più che certo ci presenteranno il conto da pagare. Allora anche i poveri e sempre creduloni di italioti capiranno dove ci stanno menando questi falsi politici e cioè verso la catastrofe se non li fermeremo prima o dopo le elezioni, meglio!!!.
    La speranza è dura a morire, ma la realtà dice altre cose e sempre più gravi.
    Chi lo capisce soffre più degli altri a cui danno a bere una montagna di balle.
    WSM

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