La Merkel mette le ali… grazie agli indici economici positivi

di GIORGIO CALABRESI

Impennata improvvisa della fiducia delle imprese in Germania, e vento in poppa per la cancelliera Angela Merkel a quasi un mese dalle legislative. Il clima fra gli esperti di finanza è schizzato in agosto e l’indice Zew sulle previsioni economiche è salito a 42 punti in agosto dopo 36,3 a luglio. Secondo dati resi noti ieri a Mannheim dal Centro per la ricerca economica europea (Zew), l’indice ha segnato il livello più alto dal marzo scorso: gli esperti avevano previsto solo 39,9 punti. Salito anche il giudizio sulla situazione attuale di 7,7 punti a 18,3 (contro 12 previsti). E salito anche il mercato azionario tedesco: i buoni dati dall’Asia e sulla congiuntura hanno fatto salire il Dax, l’indice dei principali titoli alla Borsa di Francoforte. In fine mattinata era salito dello 0,76. Parallelamente, la produzione nell’Ue è salita dello e 0,7%. Francoforte, con +0,9%, si conferma in testa davanti a Milano (+0,7%). In Italia, lo spread è sceso a 238,5.

Per lo scenario politico tedesco, i dati rappresentano, un gigantesco aiuto elettorale per la coalizione di governo guidata dalla Merkel fra cristiano democratici (Cdu-Csu) e liberali (Fdp). Già i sondaggi parlano chiaro da settimane e dicono che la cancelliera, in termini di popolarità personale, vola di record in record e non ha rivali (oltre il 60%): circa 25% punti di distacco dallo sfidante socialdemocratico alla cancelleria (Spd), Peer Steinbrueck. La buona novella sul fronte economico potrebbe ora servire da propellente anche ai partiti della maggioranza governativa: la Cdu-Csu è attualmente attorno al 42% e la Fdp al 5%, contro il 25% della Spd. I Verdi, potenziali alleati della Spd, sono al 13% e la Linke, il partito di estrema sinistra erede di quello comunista della ex Ddr, è all’8%. Contati assieme i voti dei singoli partiti, i due schieramenti, stando all’ultimo sondaggio, erano alla pari al 46%, ma finora la Spd ha sempre detto di non volersi alleare con la Linke. Se il quadro economico generale migliora, come confermato ieri anche dal ministro dell’Economia Philipp Roesler, la maggioranza e la cancelliera in particolare non possono che trarne giovamento. Primo perché gli elettori contenti non hanno mai rimandato a casa in Germania un cancelliere. Secondo perché la Merkel & company potrebbero vantar credito e dire: avete visto, la nostra cura da cavallo per la crisi dell’euro fatta di risparmi, austerity e risanamento draconiano dei bilanci  era quella giusta e ha funzionato.

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