La Megalopoli Padana e l’onta del fallimento. E’ davvero troppo!

di GIANFRANCESCO RUGGERI


Incombe su di noi, su noi padani. La situazione economica non è certo rosea e se i vari sforzi che il governo sta facendo, ovvero i pesanti sacrifici cui ancora una volta siamo chiamati non dovessero bastare, l’Italietta, a cui volenti o nolenti, decisamente nolenti, siamo legati, potrebbe anche fallire. Speriamo proprio non avvenga dato che il debito pubblico italiano è in gran parte in mano ai piccoli risparmiatori padani, i vecchi bot people: vessati dalle tasse prima e derubati poi dei risparmi sarebbe veramente troppo.
Non è però solo l’aspetto economico che ci deve preoccupare, dietro l’angolo oltre al danno c’è anche la beffa: SAREMMO DEI FALLITI, si noi, anche noi padani saremmo dei falliti. Già siamo incolpevolmente lo zimbello di mezzo mondo, qualunque sciocchezza capiti subito ci sentiamo affibbiare dell’italiener, anche se non lo siamo. Un esempio a caso: mi trovavo in vacanza sulle spiagge venete, dove il tasso di turisti tedeschi è sempre elevato, così come il loro tasso alcolico, quando nella sala tv dell’albergo un paffuto e baffuto tracannatore di birra in compagnia di altri nordici suoi simili, avendomi scambiato per un vichingo loro cugino, chiedeva il mio aiuto e malediceva il decoder che non gli consentiva di vedere le prove del gran premio di Formula Uno. Si è rivolto a me con un discorso in crucco stretto di cui non ho capito ovviamente un’H, se non il diluvio di italiener, italienish, ital-qua e ital-la: sembrava la versione tedesca del refrain Italia si – Italia no di Elio e le Storie Tese.

Quando il magnacrauti ha capito che non ero un vinchingo come pensava, in automatico mi ha classificato italiener e subito ha cercato di riprendersi da quella che riteneva una brutta figura spiegandomi che l’Italia è bellissima, sole, mare, arte, ma internet e la tv proprio non vanno. Sul momento ho riso, poi però mi son chiesto, ma che cavolo vuoi? Il decoder bene che vada è cinese, la televisione coreana e il canale televisivo è tedesco e mi vieni a rompere le scatole dandomi per di più dell’italiener? A me? Ma io padanamente ti disfo!!!!
Hai voglia a spiegare a questi pozzi di scienza, a questi cervelloni con massimo due neuroni in attività, che in italia ci sono almeno due nazioni: una che mangia polenta, ma produce ed una che… tiene a pummarola ‘n coppa e basta. Figuriamoci cosa succederebbe se l’Italia dovesse fallire o chiedere l’aiuto dell’Europa, noi, noi padani, proprio noi che questa baracca la teniamo in piedi da anni, saremmo visti come dei falliti.

Padani che state leggendo guardate fuori dalla vostra finestra, dovunque voi siate in Padania di sicuro attorno a voi c’è un mondo che lavora, che traffica, che fa fatica, perché facciamo sempre più fatica, ma che non molla e produce e lavora. Abbiamo creato uno dei sistemi produttivi più possenti al mondo, una macchina magnifica, capace di sfidare il mondo pur sostenendo sulle sue spalle un peso enorme. La Megalopoli Padana, così l’ha definita Eugenio Turri, è una macchina produttiva cui purtroppo abbiamo sacrificato anche buona parte del nostro territorio e del nostro paesaggio, ovvero una parte consistente della nostra identità. La Padania è un “deposito di fatiche” e adesso rischiamo di essere considerati anche noi dei falliti, dal primo insacca-wurstel che passa e più in generale da tutto il mondo: FRANCAMENTE TROPPO!!!
La nostra colpa? Essere delle pecore abituate a tacere e pronte a pagare. La soluzione? Assumiamoci l’onere di tutto il debito in cambio della secessione, così pagare servirà a qualcosa, servirà a comprarci la libertà e la dignità che ci spetta.

Print Friendly, PDF & Email
Default thumbnail
Articolo precedente

Il Paese va a rotoli, ma la politica gioca alle riforme impossibili

Articolo successivo

Grecia: chiuso il 25% delle aziende e la gente nasconde i soldi sottoterra