La Lombardia corre poco, anzi è ferma. Le risorse in più investite non nel lavoro ma nella finanza per fare utili

L’aumento del prodotto della regione Lombardia è stato dello 0,5% nel primo semestre 2025, in linea con l’andamento nazionale. L’inflazione è tornata a salire nella prima parte dell’anno, per poi stabilizzarsi nei mesi più recenti (1,4 % a settembre). E’ quanto emerge dalla pubblicazione “L’economia della Lombardia, aggiornamento congiunturale, novembre 2025”, pubblicato oggi sul sito internet della Banca d’Italia. La produzione manifatturiera è rimasta invariata nel primo semestre (0,1% la variazione su base annua); nei comparti dei servizi la crescita è proseguita a ritmi moderati e l’attività nel settore delle costruzioni ha rallentato.

Per quanto riguarda il mercato immobiliare, nel primo semestre si sono consolidati i segnali di ripresa emersi nel 2024, con un aumento sia delle compravendite sia delle quotazioni; l’incremento è stato più marcato nel segmento residenziale (9,6% su base annua per le compravendite e 4,1% per i prezzi). Il valore delle esportazioni è rimasto sostanzialmente invariato nel primo semestre (0,3% la variazione su base annua), con un aumento delle vendite nei paesi dell’Unione europea e un calo nel resto del mondo. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute, trainate dal forte incremento nel primo trimestre (13,5%) dovuto all’anticipazione delle vendite innescata dalle attese di maggiori dazi. I risultati reddituali sono stati nel complesso positivi e hanno alimentato le disponibilità liquide delle imprese.

Una parte significativa delle risorse disponibili ha continuato a essere indirizzata verso gli investimenti in strumenti finanziari. Le imprese dell’industria in senso stretto hanno confermato i piani di investimento formulati a fine 2024, che prevedevano una moderata ripresa nel 2025. Nei servizi prevalgono le revisioni al rialzo rispetto a quelle al ribasso della spesa programmata per investimenti. La riduzione dei tassi ufficiali ha continuato a trasmettersi al costo del credito e i prestiti bancari sono tornati a crescere (0,5 % ad agosto su base annua).

L’incremento ha però interessato le sole aziende di medie e grandi dimensioni (1,2%). È proseguita la raccolta tramite obbligazioni (6,1 miliardi di emissioni nette nel primo semestre del 2025; 3,1 nello stesso periodo del 2024). Nel primo semestre l’occupazione è aumentata (1,1%) e il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito (3,1% il tasso di disoccupazione nella media del primo semestre).

Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni è però risultato superiore rispetto agli anni precedenti alla pandemia e ha riguardato prevalentemente alcuni comparti della manifattura.

La crescita del reddito disponibile reale delle famiglie ha rallentato (0,9% nel primo semestre) e i consumi sono aumentati in misura contenuta (0,7%). Gli investimenti finanziari sono saliti sia nella componente dei depositi (2,6% a giugno su base annua), sia in quella dei titoli (8,7%).

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