Scozia e Belluno, scommettiamo sull’indipendenza comune

rassegna stampamafalda

di SILVANO MARTINI

Referendum per l’indipendenza della Scozia e autonomia Bellunese, che c’azzecca? Dal mio punto di vista moltissimo. Quando chiedemmo con 19.000 firme di poter celebrare un referendum per il passaggio del Bellunese alla Regione TAA la risposta, per mezzo dei soliti cavilli che lo stato oppone alla Democrazia, fu negativa.

Ecco l’esempio che viene oggi dal Regno Unito: la serietà e la consapevolezza del valore della Democrazia con la quale il Regno Unito sta affrontando un passaggio storico come il referendum per l’indipendenza della Scozia è una lezione per molti altri paesi che impediscono la libera espressione della volontà popolare.

Io penso che vinceranno i sì è che la Scozia, dopo più di trecento anni, tornerà ad essere uno stato sovrano. Sono certo tuttavia che se il popolo Scozzese sceglierà diversamente tutto avverrà nel rispetto e nella tranquillità di un paese che in fatto di Democrazia ha molto da insegnare al Mondo.

Fa sorridere vedere che il governo italiano è impegnato, invece, ad impedire la celebrazione del referendum per l’indipendenza del Veneto, referendum che non ha costi per lo stato, in quanto autofinanziato dagli elettori, e che ha valore solo consultivo, non essendo previsto dalla Costituzione un meccanismo di divisione dello stato unitario. Uno stato che deve tenere insieme i pezzi con la forza è uno stato che ha tradito il patto sociale con i cittadini e la ragione stessa della sua esistenza.

Meditate che, appena le nuove norme di riforma del titolo V della Costituzione, già approvate al Senato in prima lettura, diverranno legge costituzionale, un post come questo, per il ripristino di norme liberticide che torneranno in vigore, non sarà nemmeno più possibile scriverlo. Tornerà in auge il vecchio reato di attentato all’unità nazionale che era punito con la pena di morte o l’ergastolo.

Meditate che Renzi, Delrio, Boschi & C. stanno riportando il paese verso un sistema centralista e fascista proprio mentre si fa largo un idea di Europa dei popoli da contrapporre all’Europa delle nazioni.

Auguriamoci perciò che dai fratelli scozzesi venga la scossa che induca i popoli a riprendere in mano il proprio destino.

(Silvano Martini, Vivereveneto.com)

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