La lezione polacca: no ai migranti di Bruxelles con un AMEN

Polonia-elezioni-2015di MARIO DI MAIO – Non e’ parlando male del papa prima e dopo i pasti che si aiutano i cristiani perseguitati in Egitto o in medio Oriente anche se lamentano la nota scarsa attenzione da parte di Roma.

Il rimedio non e’ neanche cercare e rinfacciare colpe, come si fa con i politici quando, ad es., si cercano o si trovano le colpe di Visco o del “giglio magico”.
E non bastano neanche gli innumerevoli convegni dedicati, che pure ci tengono al corrente sulla situazione delle diverse aree interessate.
La Verita’ e’ che non utilizziamo la preghiera, cioè l’unico strumento ” polifunzionale” a nostra disposizione fin quando non sarà dichiarata “politicamente scorretta”.
Ne consegue che dobbiamo imparare dagli altri anche se “populisti” e se rifiutano di collaborare con Roma nella sciagurata ripartizione di centinaia di migliaia di sedicenti “profughi”.
Pochi giorni fa ci hanno dato una lezione i cattolici polacchi su imput dell’arcivescovo di Cracovia: hanno raggiunto e “coperto” simultaneamente le migliaia di km. dei confini del loro Paese “armati” di Rosario che hanno recitato insieme pubblicamente.
In buona sostanza:
1) hanno proclamato di non avere l’intenzione di accettare anche l’islamizzazione dopo aver assaporato a lungo le gioie del comunismo
2) hanno dato un segnale forte a Bruxelles di non proseguire nella folle politica di meticciato dell’Europa cattolica
3) soprattutto hanno pregato per la Polonia
Il tutto con una scampagnata. E scusate se e’ poco…
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