La lettera – Il mondo del lavoro post covid

Riceviamo e pubblichiamo
Ogni giorno, in questi ultimi mesi, veniamo bombardati, dalle proroghe di non licenziamento dei lavoratori per lo stato di profonda Crisi causato dal Covid 19, questa decisione come tutte ha con se ‘ la speranza di poter salvaguardare il lavoro a migliaia di persone, noi di Grande Nord bassa Padana, abbiamo riflettuto a lungo su questi temi, e ci siamo confrontati con gli esperti del settore “ lavoro” per capire cosa il futuro riservera’ ad esso.
E’ doverosa una premessa, con o senza Covid, il mondo del lavoro, e’ destinato a cambiare in modo preponderante nei prossimi decenni, non possiamo continuare a pensare a situazioni di lavoro in realta’ epocali che non esistono piu’!
Il primo elemento che e’ preponderante in questa analisi e’ lo sviluppo tecnologico, purtroppo o per fortuna, l’ automatizzazione ha sostituito la necessita’ di personale umano,sia nei lavori altamente usuranti sia negli impieghi piu’ quotidiani, l’ esempio piu’ innovativo lo abbiamo con Tesla, dove il fattore umano nella casa automobilistica e’ ridottissimo, questo ci riporta al punto di partenza, la trasformazione del mondo del lavoro !
Abbiamo negli scorsi decenni vistlo lo sviluppo dei famosi: “ BRIC” ( Brasile, Russia, India, Cina) che erano considerati paesi con alta cresita economica, poi trasformati in paesi a crescita’ costante, il loro sviluppo economico e tecnico, ha determinato a livello globale un cambiamento epocale, nelle logiche di mercato e sopratutto sul mondo del lavoro, dove in primis abbiamo visto una cooperazione per lo sviluppo di questi paesi grazie all’ invio dei nostri tecnici, e poi uno sfruttamento delle nostre risorse interne con la minaccia della delocalizzazione verso questi stessi paesi, dove la manodopera era ad un costo inferiore.
Dobbiamo inoltre ricordarci, che il bel paese, purtroppo ha un tasso di natalita’ bassissimo, e non e’ sufficiente ad equilibrare il numero dei decessi, si aggiungono a questa equazione un emigrazione, che in primis era chiamta: “ fuga dei cervelli” in quanto il nostro paese nonostante sia all’ ultimo posto nella comunita europea, per numero di laureati pro capite, continua in un sistema clienterale e immeritocratico , che ci ha portato a veder fuggire I nostri giovani laureati o tecnici professionisti, alla ricerca di paesi migliori dove poter spendere le loro capacita’. Abbiamo poi visto tale problema espandersi alle diverse fascie’ d’eta’, l’ abbandono del paese, non e’ piu’ relegato ad una nicchia di giovani, ma addirittura si estende agli anziani pensionati, che preferiscono spendere il frutto del loro lavoro in un paese che meglio li accoglie e li accompagna nel loro percorso di vita.
Per terminare questa brevissima disamina che ha toccato solo alcuni dei punti dai noi analizzati nel mondo del lavoro, abbiamo il fattore Covid, che ci piaccia o meno , quanto e’ accaduto ci ha permesso senza ombra di dubbio, di capire come il sistema gestionale di questo importantissimo aspetto della quotidianita’ fosse gestito in modo obsoleto e deficitario.
Abbiamo visto che alcune leggi che stavano per essere varate sulla limitazione dell’ educazione telematica per esempio, sono state cancellate in un istante, e si e’ passati a una capillare diffusione dell’ educazione per ogni ordine e grado attraverso l’ impiego del pc. Lo stesso e’ avvenuto negli uffici, dove lo smart working ha accellerato prepotentemente la sua funzione.
In passato abbiamo gia’ scritto articoli che sottileneavano aspetti che il nostro paese deve obbligatoriamente attuare per poter evolversi e non creare diseguaglianza sociale, aumentare la disoccupazione e ridurre la poverta’.
Ci teniamo quindi a riassumere alcune delle nostre proposte:
a) La detassazione totale dei pensionati, con I relativi servizi gratuiti per gli stessi.
b) Una riforma della casse sociali con un modello nuovo e specifico.
d) La riorganizazione del sistema pensionistico che permetta tramite I versamenti effettuati di poter accedere a una pensione dignitosa, in linea con il reale costo della vita !
e) Un progressivo riordino dei contratti lavorativi, che prevede la riduzione del numero dei contratti in genere, lo stesso trattamento per interinali e lavoratori a tempo indeterminato.
f) Una riduzione progressiva del numero delle ore procapite di lavoro settimanale, con conseguente riduzione mensile.
g) Una retribuzione idonea al costo della vita, con la specificita’ geografica, data dalle gabbie salariali.
h) Un sistema di formazione continua, che permetta l’ aggiornamento costante dell’ essere umano, inalzi il livello culturale in genere, nonche’ permetta in caso di perdita’ di lavoro, di aver maturato le competenze e conoscenze per poter essere reimpiegato in un altro lavoro.
Grande Nord Bassa Padana (Cremona,Crema,Lodi)
Luca Gusperti
Giovanni Vigani
Alessandro Corlazzoli
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