La lettera – Gli stati nazionali falliscono. Nascono a tavolino e con la forza

di Mino Orlandi – Per quanto riguarda gli smembramenti, o secessioni, o divisioni, o autonomie, si deve presente lo smembramento degli imperi europei dell’Ottocento, come ad esempio quello Austroungarico, che alla fine della prima guerra mondiale venne diviso in Austria, Ungheria e Cecoslovacchia.
Molti – e da molto tempo – erano stati i moti insurrezionali ungheresi e cechi contro il dominio di Vienna, al pari di quelli italiani.
Poi una ventina di anni fa la stessa Cecoslovacchia si è ulteriormente divisa in Repubblica Ceca e Slovacchia, con accordi pacifici… e sembra che siano felici così!!!

Se si pensa poi agli altri stati ex austroungarici, come la Slovenia, la Croazia, la Bosnia e l’Erzegovina, tanto contesi dalla Serbia da accendere una guerra mondiale, che fine hanno fatto…!? Sono stati costretti a unificarsi sotto il nome di JUGOSLAVIA, in un esperimento prima monarchico poi socialista, che tanto per cambiare è miseramente fallito, dando luogo necessariamente a un’altra guerra (con altri morti) per dividersi ancora e ritornare quello che dovevano essere da sempre: padroni in casa propria, come diceva Carlo Cattaneo già nel 1850, molto prima della Liga Veneta…

Se vogliamo prendere la Slovenia estesa per 20.250 km2 (poco più del Veneto con 18.400 km2) come cartina di tornasole per farci un’idea precisa di come stanno andando le cose, osserviamo che:
– fino al 1918 era sotto l’impero austroungarico (e tramava contro…)
– fino al 1941 era sotto il Regno di Jugoslavia
– fino al 1980 era sotto la dittatura di Tito (e mugugnava amaro…)
– fino al 1991 ancora sotto il despotismo socialista di Belgrado
(poi – definitivamente schifati – hanno dichiarato l’indipendenza)
– fino al 30 aprile 2004 piccoli, ma indipendenti…
– dal 1 maggio 2004 nell’Unione europea e dal 1 gennaio 2007
con l’euro (e anche loro in pieno disastro economico)

Risultato: altro deprimente fiasco…
Mille inutili tentativi di ricercare una maggior forza in qualche improvvisata unione. Da quello che ho capito (e visto personalmente…) si sono già
pentiti anche dell’Europa unita… Fa specie peraltro sapere che gli americani si siano schierati a favore del NO per l’indipendenza della Scozia. Proprio loro,
che nel 1777 avevano ottenuto, a suon di tanti morti ammazzati, l’indipendenza dalla stessa corona inglese. E non mi pare
che si siano pentiti di quella scelta… anzi!

Per non parlare dell’Irlanda, che a forza di dai e dai, nel 1921 ha ottenuto la tanto sospirata libertà e indipendenza… Vi risulta che abbiano cambiato idea, dichiarando di aver commesso un irreparabile errore? Non mi pare. Anche loro sono contenti così… Purtroppo la maggioranza degli scozzesi ha dimostrato di essere un popolo di paurosi che temono di cambiare in peggio.
Vuol dire che tutto sommato stanno bene così.
Ma allora di cosa si lamentano?

Ovviamente ci sarebbero molti altri casi storici da citare, ma mi sembra che la MORALE sia una sola: molti sono, e sono stati, i tentativi (anche alquanto forzati) di accorpare etnie, stati, popolazioni sotto un’unica bandiera, ma pochissimi sono quelli che resistono a lungo… In larga maggioranza la tendenza è quella di separarsi. E con la separazione le cose, guarda caso, non peggiorano mai, semmai migliorano, proprio come succede spesso nei matrimoni (che tra l’altro riguardano solo l’unione di due persone: figuriamoci due o più popoli).
Mino Orlandi

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