La Lega vota Marini contro l’antipolitica: rivoluzione all’incontrario

di REDAZIONE

Ce la fa Franco Marini alla prima votazione? ”Si’, si”’. Risponde cosi’ il presidente della Lega Nord, Umberto Bossi, ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono un giudizio sull’elezione del presidente della Repubblica. Bossi aggiunge che la ”Lega Nord ha votato compatta Marini. E’ un buon nome, uno che ci capisce qualcosa di economia. E’ uno che ha fatto politica in piazza e non dietro al computer. Non e’ un inciucio, e’ un voto della politica contro l’antipolitica”.

Questa è un’agenzia battuta mentre era in corso lo spoglio delle schede della prima votazione per il presidente della Repubblica. Mi è venuto un brivido e ho pensato: una volta quest’uomo, il Senatur, era considerato da tutti, amici e avversari politici, come quello dotato di maggior fiuto politico. Quel fiuto se n’è proprio andato chissà dove…

Ma mi ha fatto ancor più raggelare la seconda parte della dichiarazione, quella in cui Bossi afferma che il voto a Marini è un voto contro l’antipolitica. Un tempo la Lega era l’antipolitica e proponeva un sogno (ppoi sistematicamente tradito), oggi invece si distingue per essere uno degli strenui difensori della casta politica che ha disastrato questo disgraziato Paese. E non posso nemmeno dire che questo è il pensiero di un uomo provato dalla malattia e non più lucudo. No, la Lega come ancella del sistema purtroppo è la posizione prediletta da molti suo dirigenti attuali. Una rivoluzione all’incontrario…

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