LA LEGA VISTA A VERONA: FUMO, MANCA ANCORA L’ARROSTO

di GIANLUCA MARCHI

Non è stata una delle manifestazioni meglio riuscite quella di ieri della Lega a Verona per il “No Imu Day”, forse a causa del troppo caldo, che ha indotto molti a scegliere le spiagge piuttosto che la piazza dei Signori. O forse per il fatto che il Carroccio è ancora parecchio acciaccato per via di quanto è successo nei mesi scorsi e dovrà mangiare tanta biada per tornare almeno a correre un po’ (e gli ultimi sondaggi, nonostante voci interne piuttosto ottimistiche, continuano a inchiodare il movimento sotto il 5%). E tuttavia l’adunanza di ieri ha ricevuto grande copertura mediatica e c’è da credere che da qui al congresso federale che dovrebbe eleggere Roberto Maroni (ma la sua candidatura c’è o no?) i media registreranno ogni sospiro che uscirà da via Bellerio.

Ieri doveva essere un appuntamento che riuniva gli amministratori leghisti contro l’Imu, ma della tassa di cui oggi scade la prima rata non s’è parlato poi granché. Sono stati invece lanciati proclami in vista dell’autunno, quando gli amministratori territoriali del Carroccio dovrebbero trasgredire il fatidico patto di stabilità. Un appuntamento, per la verità, un po’ troppo in là per galvanizzare i cuori sofferenti della militanza leghista.

Poi tanti slogan scagliati contro Monti e il suo governo che devono andare a casa (beh, non è un progetto così originale e di certo la Lega non ne ha l’esclusiva), il solito appello al Pdl e ad Alfano di mollare il premier bocconiano per poter riprendere gli antichi rapporti, minacce di rivoluzione che abbiano già sentito migliaia di volte e poi sappiamo i risultati che hanno prodotto. Ed è persino ricomparso Umberto Bossi a parlare di secessione, il che fa abbastanza ridere, tanto più che la parola è stata pronunciata (e invocata dalla folla non troppo numerosa) in casa di un sindaco, il Flavio Tosi, che ha detto in lungo e in largo che la secessione è una strada impraticabile. Vabbè…

In vista del congresso federale di fine mese sarebbe auspicabile che i assumerà la guida del movimento dica almeno tre cose se vuole sperare di avere un minimo di futuro: 1) faccia una bella autocritica sulla totale assenza di risultati ottenuti in tanti anni, 2) indichi un progetto politico credibile per l’immediato futuro, 3) spieghi come intende realizzare tale progetto. Il resto rischiano di essere solo chiacchiere, e il popolo leghista di chiacchiere ne ha subite tonnellate.

Intanto bisogna registrare che il movimento continua ad essere attraversato da certe divisioni. ‘‘Sono d’accordo con il sindaco Tosi, sull’Imu non si puo’ mandare allo sbaraglio i cittadini e metterli in difficolta’. Condivido anche il gesto di consegnare la fascia tricolore al prefetto. Ma spero che stamattina i sindaci non vadano a riprenderla. Altrimenti questo atto cosi’ significativo si trasformerebbe in una pagliacciata”. Lo ha dichiarato il senatore  Cesarino Monti (recente sfidante sconfitto da Matteo Salvini per la guida della Lega Lombarda), sindaco di Lazzate (Monza Brianza) e presidente della Conord. ”Lo dice un sindaco – ha aggiunto Monti – che dopo 12 anni di onorata amministrazione non ha mai indossato la fascia tricolore. Non posso non notare comunque che come presidente della Conord, la Confederazione delle Province e dei Comuni del Nord, non sono stato invitato sul palco di Verona. Peccato. Un’occasione mancata non tanto per me, ma per le centinaia di sindaci che ne fanno orgogliosamente parte”.

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