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La Lega usa il referendum per cambiare lo statuto. Il 22 ottobre Giorgetti fa il funerale all’indipendentismo. Alemanno: viva il popolo sovranista

giorgetti di STEFANIA PIAZZO – Giancarlo Giorgetti, il saggio del Quirinale, ha annunciato il funerale dell’indipendentismo. Le esequie si terranno domenica 22 ottobre in occasione del referendun per l’autonomia. In altre parole, la consultazione verrà usata dalla Lega come palla al balzo per modificare lo statuto del Carroccio. Ecco le sue dichiarazioni: “Per ora l’articolo 1 dello Statuto della Lega Nord non è cambiato. Ovviamente il processo che ha avviato Matteo Salvini che prevede questi referendum di autonomia, e non di secessione, inevitabilmente penso che porterà al suo cambiamento”. Così infatti ha affermato Giancarlo GIORGETTI, vicesegretario della Lega Nord, ospite venerdì mattina di Agorà su Rai Tre.  Partono immediatamente le agenzie a darne notizia, “Giorgetti, referendum cambierà Statuto su indipendenza”. Insomma, chi va a votare sappia che c’è anche questa valenza politica, infilata all’ultimo dal Mazarino del Carroccio.

Che non sia una uscita causale lo dice anche un altro elemento oggettivo. Sul quotidiano degli ex di An.

“È un segnale molto importante l’articolo di Giancarlo GIORGETTI, vicesegretario della Lega, pubblicato oggi sulla prima pagina del Giornale d’Italia diretto da Francesco Storace. Dimostra che sulle battaglie concrete di puo’ costruire l’unita’ del Polo sovranista come quella di tutto il centrodestra. I referendum sull’autonomia della Lombardia e del Veneto sono il primo banco di prova di un centrodestra che crede nei valori identitari dei territori e nella meritocrazia opposta ad ogni livellamento centralista. GIORGETTI e’ molto chiaro nel sottolineare che la rivendicazione autonomista non sono in contrasto con l’unita’ nazionale e l’autorita’ dello Stato. Se l’affluenza ai referendum sara’ alta questo sara’ un nuovo segnale che il tempo dei governi di centrosinistra e’ finito e che il cambiamento non passa attraverso il Movimento 5 Stelle. Il fatto che Giorgia Meloni sembri non capire tutto questo, dimostra soltanto che FdI non lavora per la vittoria del centrodestra e delle idee sovraniste, ma solo per una affermazione elettorale di partito e per un successo personale di leadership. Noi del Movimento Nazionale non ragioniamo cosi’: riteniamo che le ragioni comuni del nostro schieramento debbano essere sempre anteposte alle logiche di bottega e che sia giunto il momento di fare sintesi sulla base delle idee identitarie e sovraniste”.

Non parla uno qualsiasi, lo dichiara in una nota il segretario del Movimento Nazionale, Gianni Alemanno. Ma che quagliano i sovranisti con gli autonomisti, con i federalisti e gli indipendentisti? La parola federalismo è bandita. Se ne vedranno delle belle.

 

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