LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA

di GIANMARCO LUCCHI

Lega il giorno dopo, tempo di leccarsi le ferite e guardare avanti. Disertare le politiche e liberarsi definitivamente delle «zavorre». Romane ed interne. Roberto Maroni è tentato dall’idea di giocare il tutto per tutto per rilanciare la Lega Nord e ricompattare il movimento. Un’idea, più che un piano, di cui nel movimento si parla da tempo. Il crollo alle comunali, però, potrebbe aver anticipato i tempi. La fase due, infatti, può passare attraverso la scelta drastica e sofferta di non presentarsi al Parlamento di Roma per concentrarsi sul Nord. In ogni caso, si tratta di una operazione che ovviamente deve prima ottenere il via libera del congresso. Matteo Salvini, maroniano di ferro, l’ha descritta come una ipotesi realistica. Nella notte Maroni su facebook è sembrato accennarlo. «Le sconfitte – ha scritto – sono lezioni da imparare per correggere gli errori ed eliminare le zavorre». Ma quali zavorre? Forse, una interna riferita ai protagonisti degli scandali sui fondi di partito; ed una esterna: il governo di Roma che per i leghisti impedisce al Nord di decollare. Sarebbe comunque un tentativo per recuperare «tanti voti e tanto consenso tra chi è rimasto deluso».

Al congresso, ha detto ancora Maroni,  «faremo una valutazione delle prossime battaglie che la Lega farà. Negli ultimi dieci anni – ha spiegato Maroni ai giornalisti, lasciando l’Aula di Montecitorio – abbiamo tentato di portare il federalismo stando dentro il Parlamento e soprattutto stando dentro il governo. Nei cinque anni precedenti, ovvero dal ’95 al 2000, abbiano tentato la via dell’autoderminazione e della secessione per arrivare allo stesso risultato e non abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ora il congresso valuterà se c’è una terza via, che può anche significare strade diverse rispetto da quelle percorse finora. Il congresso – ha concluso – si sta attrezzando per discutere di questi temi, e io la trovo una cosa molto positiva».

Riflettendo invece sulla botta subita dalla Lega, l’ex ministro ha risposto con una battuta ai giornalisti che lo incalzavano sulla debacle: «Ma quale scomparsa?» e ha richiamato la vittoria di Flavio Tosi: «A noi – ha chiosato lasciando l’Aula di Montecitorio – piace vincere al primo turno, non ai ballottaggi». Per il candidato alla segreteria federale dei ‘lumbard’ in queste elezioni «ci sono state due anomalie», da un lato «le tonnellate di fango che ci hanno colpito e danneggiato, ma alle politiche – ha preannunciato – sarà un’altra musica»; dall’altro «il calo dell’affluenza alle urne» che ha visto tra gli artefici «molti leghisti che non sono andati a votare perchè delusi dalle notizie» sul Carroccio. Ma per Maroni «non solo c’è lo spazio per recuperare, ma anche per aggiungere altri voti».

Ma l’ex ministro deve fare i conti anche e soprattutto con le divisioni interne, più marcate dopo la debacle ai ballottaggi. Dentro la pancia del movimento si fa sempre più profonda la spaccatura fra le due anime. E ne è venuta testimonianza in una polemica fra il sindaco di Verona Tosi e un gruppo di senatori di fede bossiana.

«Fosse confermato che ha autorizzato personalmente le spese dei figli, difficile pensare che Umberto Bossi possa fare il presidente della Lega o a qualsiasi ruolo all’interno del movimento»: ha detto  Tosi alla Zanzara su Radio 24. «Se la storia delle paghette – ha aggiunto, riguardo alle vicende che coinvolgono Renzo Bossi – fosse confermata mi vergognerei come leghista. Io personalmente quando ero ragazzo, alla stessa età, prendevo qualche migliaia di lire, non euro. Renzo dovrebbe essere espulso e ci sono le condizioni per un’azione penale e una richiesta di risarcimento danni. Se fosse tutto confermato, ovvio». Sul rinvio del raduno di Pontida Tosi ha fatto un richiamo anche alle condizioni meteorologiche: «Adesso c’è una stagione di congressi, e arriviamo alla fine di giugno. Pontida è come la nuvola di Fantozzi, o piove che Dio la manda o c’è un caldo infernale. Vedremo all’inizio di luglio com’è la situazione, se c’è troppo caldo meglio non farla». «Io sono leghista al cento per cento, però – ha concluso Tosi – sono democristiano quando amministro, per il modo di far politica. La Dc quella buona dei bei tempi che stava in mezzo alla gente, che ascoltava».

Le valutazioni tosiane sul ruolo di Bossi hanno scatenato la reazione di un gruppo di senatori: «Non è ammissibile che un qualunque esponente della Lega Nord si permetta di fare processi sommari al padre fondatore del nostro movimento. Ricordiamo che tutti noi, a partire da Tosi, senza Bossi saremmo a fare tutt’altro». Lo hanno detto in una nota i senatori  Luciano Cagnin, Roberto Castelli, Cesarino Monti, Giuseppe Leoni e Armando Valli che parlano di «un’abitudine tutta italiota, non certo leghista, di accanirsi contro chi, in un particolare momento storico, può apparire debole».

E che la frattura sia pesante lo ha confermato anche il governatore veneto Luca Zaia parlando di una possibile candidatura unica al congresso federale:  «Sono il primo a condividerla, ma mi sembra che la spaccatura tra le due anime del partito sia troppo profonda per presentarsi uniti al congresso». «Io comunque – ha proseguito – mi preoccuperei soprattutto di quel che fanno gli amministratori della Lega: con tutti problemi che ci sono, mi sembra di essere arrivato alle ‘figurine Paninì, di cui anch’io sono stato da bambino appassionato collezionista, ma che in questo contesto sono fuori luogo. Non dobbiamo mettere il futuro italiano in mano alle cordate per le segreterie politiche, altrimenti Grillo continuerà a fare en-plein. Almeno finchè anche lui non avrà problemi di segreterie politiche».

Sul suo nome come possibile vicesegretario vicario Zaia ha osservato che la partita del vice segretario non è risolutiva «per la rappresentanza dei Veneti all’interno della Lega Nord»; la vera questione è che ci vuole «un segretario forte, e auspico che si tratti di Maroni, e una segreteria politica forte, sintesi del bagaglio e delle proposte portate dai territori».

Al congresso federale di fine giugno manca meno di un mese e mezzo, ma di acqua sotto i ponti leghisti deve ancora passarne parecchia e si annuncia turbolenta.

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23 Comments

  1. Cito (dall’articolo) Luciano Cagnin, Roberto Castelli, Cesarino Monti, Giuseppe Leoni e Armando Valli: «Non è ammissibile che un qualunque esponente della Lega Nord si permetta di fare processi sommari al padre fondatore del nostro movimento. Ricordiamo che tutti noi, a partire da Tosi, senza Bossi saremmo a fare tutt’altro».
    Peccato che quel condizionale presente non possa esprimere un condizionale passato (avremmo fatto). Visti i risultati chi non se lo augurerebbe, o meglio, non se lo sarebbe augurato.
    Jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

  2. Caro Limonta, purtroppo i negozi delle Coop padane sono chiusi. Ma se lei vuol fare un bell’investimento ho ancora alcune mattonelle del famoso muro che verrà fatto in via Bellerio nel 2361 per ricordare tutti i contributori all’acquisto della sede. Mi restano inoltre alcuni appezzamenti (a un prezzo sytracciato) del pratone di pintida con tanto di certificato (è un investimento sicuro che si rivaluta nel tempo). Se lei fosse un collezionista c’è anche il progetto originale del grande canale navigabile Torino-Adriatico di mano del Capo, due boccette originali di acqua minerale salvatesi dal rito del getto dell’acqua del Po a Venezia e due poster completi e firmati della nazionale padana campione del mondo. I biglietti del circo glieli scambio invece con due biglietti per miss padania con visione sul camerino….Altrimenti c’e’ una bella comparsata al programma l’Ultima Parola o a Territori di Rai Parlamento se lei è albergatore o ha qualche attività tipo fabbrica di pistacchi o statuine di santi. Grazie. Pieluigi Migotto.

  3. Ma si ricordano questi signorini leghisti quanto hanno offeso, insultato, straparlato in venti anni? Quanti insulti contro chi non le pensava come loro? Quante battute grevi e volgari? Quante minacce? Adesso è il loro momento di stare dall’altra parte…

    • e le donne leghiste che ridevano quando i loro capi davano delle troie alle altre donne impegnate in politica? o facevano allusioni sessuali volgari? Quando Bossi urlava ‘bonazza’ o qualche suo discepolo diceva che avrebbe ”fatto provare qualcosa di duro” dove sono adesso le santarelline? Attenzione alla puttana santa!

  4. Certo che è una polveriera dentro la lega: tutti quelli che l’hanno sostenuta a certi livelli, l’hanno fatto proprio per rubarsi un posto a roma, anche solo uno sgabello (purchè ben pagato).
    E’ ovvio che adesso non vogliono mollare: molti di questi personaggi pur di garantirsi una seggiola, hanno slinguazzato il sedere a certa gente al punto che ora sono compromessi e non possono neanche pensare di cambiare casacca. Dovrebbero farsi una plastica, cambiare documenti, sesso e verrebbero ancora riconosciuti dall’odore.

    • Gira voce che a Milano tale Bastone stia raccogliendo firme contro Salvini in vista del congresso lombardo, Questo personaggio peraltro é un uomo di Borghezio. Ma Borghezio lo sa? tanto per rimanere sul tema della Lega polveriera.

  5. A Maroni va riconosciuta una bella faccia tosta. Proprio lui, il ministro di polizia dello stato centralista ora fa finta di fare la verginella autonomista che non si vuole sporcare le manine a Roma. L’idea è (apparentemente) giusta ma fuori tempo massimo e non è declinata nel modo giusto. “la Lega non deve più partecipare alle elezioni politiche ma deve concentrarsi nelle regioni e nelle amministrazioni locali al Nord”. Ma che significa?
    I veri movimenti autonomisti (la Lega Ladrona non lo è mai stata) nei parlamenti si fanno eleggere (vedi Sud-tirolesi, catalani). Ma sono gente seria (almeno incommensurabilmente più della banda leghista). Vanno a Roma, a Madrid, a Parigi per controllare e contrattare. Fanno avere i loro voti in cambio di fatti concreti a favore dei loro territori e in cambio di maggiore autonomia. NON ENTRANO MAI AL GOVERNO. Bobo, il ministro di polizia e dei prefetti, visto il tracollo fa marcia indietro. Ma chi gli crede più? Non è l’andare a Roma in sé che é riprovevole , è andare a Roma A FARE IL PIENO DI POLTRONE ENTRANDO NEL SOTTOGOVERNO E NEL MALAFFARE. Suggerirei alla lega Ladrona. BOBO da trimviroimponga a tutti coloro eletti in quota LEGA in enti, aziende, società governative e paragovernative di DIMETTERSI SEDUTA STANTE a minaccia espulsione. Poi comincerà ad essere credibile. Ma uno che fa assumere al MILAN la sua amante con uno stipendio da capogiro per “tenere i rapporti con le questure” a recuperare credibilità ce ne mettera molto. Anche perché come si fa a credere che non conoscesse i ladrocinii della “famiglia” (Bossi)?

    • Dalla Rai tutti i leghisti hanno già pronte le dimissioni nel cassetto, è notizia di qualche istante fa! La dottoressa Lei sta vagliando il caso…..

  6. Scusi ma i negozi della Coop padana sono ancora aperti che ho dei buoni da spendere? Sono buoni della Credieurnord, dovrebbero valere ancora no? E ho anche due ingressi al Circo della Padania, sapete in che città è adesso?

  7. Olà auguri di cuore al companero Salvini, vero comunista della grande padania, Nosotros da la Selva seguiamo con ardor e passion la tua battaglia per gagnar la posicion de jefe supremo de la Lega de la Lombardia! Una revolucion gorda e paciosa ma muy fuerte! Bueno amigo! Hasta la vista! Compagno Salvini el pueblo te manda un saludo.

  8. Ma come? Bossi fece tale Faverio sua portavoce, parlamentare e poi direttore Rai e questa ha fatto il maggior numero di interviste (su tutto, pure sui libri… e spesso senza senso) a Tosi e Zaia …Come si spiega? Bella famigliola

  9. Amici e cittadini, attenti alla follia proposta dalla Lega sull’Imu. Informatevi perchè si rischia di pagare più+ tasse, dopo, e di incorrere in complicazioni varie. Questi sono improvvisatori assoluti! Ricordatevi cosa hanno fatto col canone Rai e quante inculate si sono presi quelli che gli hanno creduto! Questi sono capaci di piazzare degli analfabeti a fare i giornalisti figuriamoci il resto….

  10. Scusami tanto…….come fai a fare la rivolta fiscale…dei sindaci…!!! i tributi che versi Iva, Irpef, ecc…..vanno direttamente allo stato centrale…!! non fare anche tu il leghista che racconta frottole…
    Poi lo stato centrale attraverso i trasferimenti re – distribuisce come le pare..esatto contrario del federalismo !!
    uindi la rivolta fiscale la possono fare solo le persone fisiche o le aziende accollandosi tutti i rischi in proprio….
    Pertanto inventane un altra!!!!

  11. La lega è stata al governo a Roma, ha governato Milano ed ora la Lombardia e non ha mai praticato la strada della secessessione, autodeterminazione o indipendenza. Tutte parole utilizzate come slogan per ottenere i voti e con essi i rimborsi elettorali. Dei voti e consensi non hanno fatto nulla mentre dei soldi sappiamo come è andata ! Ora che hanno ottenuto la pensione di anzianità, questi parlano di non presentarsi alle politiche, per fare cosa ? Sappiamo tutti che nella costituzione, sulla quale hanno giurato, è scritto che l’Italia è indivisibile. Non c’è spazio per una svolta secessionista e neppure ci hanno provato quando erano al governo. Se hanno i maroni dicano ai loro sindaci di attuare la rivolta fiscale, a Cota, Zaia ed in regione Lombardia di sfidare il governo centrale, di bloccare i trasferimenti, di trattare con gli altri stati direttamente. Insomma di fare quello che fino ad oggi non hanno fatto. Ma, sono le stesse persone di ieri, anzi più malconce a tal punto da non rischiare Pontida per non prendere un raffreddore. Poverini, sono ormai romani da rottamare..

    • Difatti qua sopra c’e’ scritto “scelta drastica e sofferta” per quella che dovrebbe essere “la scelta normale” fin dalle loro promesse di trentanni orsono.

      Carino il porcellino Salvini (pirletta) che si prepara le mutande di lamiera.

    • Nella Costituzione c’è anche scritto che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa”, ma a me pare che nella storia della Repubblica ci sono stati diversi interventi militari.
      Si possono trovare cavilli (e ci sono) anche per aggirare quell’ostacolo.

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