La Lega ricomincia da 5. Nessun veneto. Vota il nostro sondaggio

di GIANMARCO LUCCHI

La Lega Nord cerca di ricominciare da cinque per provare a risalire una china che l’ha precipitata piuttosto in basso e ai margini dello scenario politico. Sono infatti cinque i candidati, o meglio pre-candidati,  alla segreteria federale, in una corsa tra passato e futuro del movimento che avra’ con tutta probabilita’ come protagonisti il giovane Matteo Salvini e l’anziano fondatore Umberto Bossi. Almeno questa è la previsione della maggior parte degli osservatori, anche se sembra più il frutto di una suggestione che di una previsione fondata. Gli altri tre sfidanti, la cui pre-candidatura e’ stata ammessa ieri, sono il presidente del Copasir, il bergamasco, Giacomo Stucchi, il consigliere regionale emiliano, Manes Bernardini, e il consigliere comunale di Vizzola Ticino, paesino di 500 abitanti del Varesotto, Roberto Stefanazzi, che sembra coagulare l’area interna più convintamente indipendentista. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che nei giorni scorsi non aveva escluso di scendere in campo per favorire una “candidatura unitaria” non ha presentato il modulo per l’autorizzazione alla raccolta delle firme. Ed e’ probabile, secondo quanto si e’ appreso, che a questo punto Tosi sostenga la corsa di Salvini nella contesa per la successione a Roberto Maroni.

Proprio le candidature alla segreteria sono state oggetto di un incontro riservato tra Maroni e i suoi due vice, Salvini e Tosi, che si e’ tenuto ieri mattina poco prima della scadenza per la presentazione dei moduli, fissata per le 12. Colloquio che sembra aver fatto rientrare le perplessita’ del segretario della Liga Veneta e rinsaldato l’asse tra i tre, con Tosi lanciato verso un’altra sfida, quello della battaglia per la premiership del centro-destra. “Con Flavio parlo tutti i giorni, a volte ci sono divergenze, ma in Lega ci diciamo le cose in faccia”, ha confermato Salvini, nel pomeriggio, conversando coi giornalisti davanti alla sede della Lega in via Bellerio. A chi gli chiedeva se avra’ il sostegno del collega veronese, ha poi risposto di auspicare che “tutto il Veneto si mostri compatto nella lotta per l’indipendenza”.

La candidatura del presidente del Copasir, Giacomo Stucchi (uno che nemmeno smuove l’animo del più acceso dei militanti), la cui carica appare incompatibile con quella di capo di un partito, sarebbe espressione del fronte anti-Salvini: da una parte la dirigenza bergamasco-varesina, dall’altra diversi parlamentari lombardi. Secondo quanto si e’ appreso, la sua corsa sarebbe in qualche modo legata alle rivendicazioni che questa parte del movimento nutre sulla segreteria della Lega Lombarda, poltrona attualmente occupata da Salvini e che quindi sarebbe vacante in caso di una sua vittoria al congresso. In ogni modo i pre- candidati dovranno presentare almeno mille firme entro il 28 novembre e solo allora si avra’ un quadro completo.

Per quanto riguarda la campagna elettorale, Salvini ha mostrato di avere le idee chiare. “Girero’ tutta la Padania, da Cuneo a Vicenza”, ha assicurato, spiegando di attendersi un confronto nel segno del “massimo rispetto” con Bossi. “Lo trattero’ come sempre: con gratitudine infinita”, ha aggiunto, sostenendo che il Carroccio ha “ancora bisogno” del suo fondatore. “Ma, proprio come mi ha insegnato lui, la vita va avanti e io guardo avanti”. Salvini ha poi rifiutato l’etichetta di ‘Renzi della Lega’, evocata da Maroni nel momento in cui aveva espresso l’auspicio che il suo successore fosse un giovane. “Non sono come Renzi, io dico le cose come stanno senza fare il ‘piacione'”, ha obiettato.

Nell’illustrate la lista dei candidati – da cui sono stati esclusi il segretario romagnolo, Gianluca Pini, e l’ex europarlamentare, Erminio Boso per non aver consegnato di persona il modulo in via Bellerio – il responsabile organizzativo del movimento, Roberto Calderoli ha annunciato una modifica delle tempistiche congressuali. Il nuovo segretario sara’ scelto dai militanti con anzianita’ di almeno un anno con votazione diretta il 7 dicembre. Ma lo spoglio delle schede non avverra’ una settimana dopo, il 14, come annunciato in un primo momento (con le urne chiuse che sarebbero state conservate per sette giorni in via Bellerio), ma il giorno stesso del voto, il 7, a partire dalle 17, ora di chiusura delle operazioni di voto. Il 15 i delegati al congresso, riuniti nell’auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto di Torino, si limiteranno a ratificare l’esito della consultazione.

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