La Lega e l’asse con Grillo per andare da soli al voto

di ALTRE FONTI

MILANO – Il tam tam comincia a rullare sabato pomeriggio: c’è un accordo tra Lega e Cinque Stelle. Grillini e padani si sono parlati. Poco più tardi, Roberto Calderoli – l’uomo della trattativa, a dar retta alle voci leghiste – ruggisce via agenzia: «Grillo vuole andare al voto, noi vogliamo andare al voto, Berlusconi sembra essere favorevole a un ritorno alle urne. Perché quindi non si torna subito a elezioni?». Ed è l’indizio numero uno.

In serata, alla Berghem fest di Alzano lombardo, l’ex ministro aggiunge una seconda traccia: «Oggi ho fatto un po’ di ricognizioni. E ho raggiunto una convinzione. Fuori il Pdl, il governo non ha più i numeri. Ma soprattutto non ci sono neppure i numeri per governi alternativi. Neppure con la compravendita in corso di parlamentari». In realtà, nella Lega, la convinzione che il gruppo del Pdl voterà come un sol uomo è assai meno radicata: «Qualche sorpresa ci sarà…», profetizza un dirigente.

Ma che cosa trasforma le considerazioni generali di Calderoli in «convinzione»? Secondo selezionati esponenti leghisti, Calderoli ha in primo luogo parlato con Berlusconi. Traendone la convinzione che il capo di Forza Italia ha ormai rotto gli indugi, e si è deciso a staccare la spina all’esecutivo. Ma soprattutto, l’ex ministro alla Semplificazione avrebbe parlato con Beppe Grillo. Raggiungendo un accordo imprevedibile: l’impegno da parte della Lega a non allearsi con il Pdl (o Forza Italia) in vista di elezioni che il dirigente leghista già citato pensa «potrebbero arrivare già alla fine di novembre».

A rafforzare la sensazione di un cambio di passo, anche le battute di Umberto Bossi, domenica sera ad Arcisate. C’è spazio per una nuova alleanza con il Pdl? «Bisogna vedere… niente è automatico». Ma se si dovesse andare presto ad elezioni, la Lega «dovrebbe andare da sola». Per i grillini, la non alleanza tra leghisti e forzisti sarebbe, sulla carta, un colpo d’oro. Perché il ritorno alle urne con il Porcellum potrebbe davvero rendere il Movimento di Beppe Grillo competitivo per il governo. E anche qui, nelle pubbliche considerazioni di Calderoli, si coglie l’eco della nuova passione per il Porcellum da parte degli stellati. Ed è il terzo indizio: «Io sarò anche il padre del Porcellum – ha detto -. Ma le mamme sono veramente tante…». Di qui, il consiglio a Silvio Berlusconi: «Se fossi in lui non chiederei mai la grazia a nessuno, men che meno a Napolitano. E non chiederei i domiciliari né l’affidamento ai servizi sociali».

Ma perché la Lega dovrebbe collaborare a riportare gli italiani alle urne se i sondaggi per il Carroccio annunciano batoste? A rispondere è il solito dirigente: «Non è che smaniamo per il voto. Semplicemente, non avremmo i numeri per opporci. E allora, che facciamo? Quelli che dall’opposizione non vogliono votare quando al voto ci si andrà comunque? Naaa…». Del resto, dal palco bergamasco, Calderoli ammette: «È chiaro che la Lega è interessata solo marginalmente alle prossime elezioni. E dunque, ce la potremmo giocare con il Pdl, con il Pd, anche con Grillo. Con chi ci dà l’autonomia della Padania, facciamo l’alleanza. Altrimenti, l’unica strada è tornare al ’96». L’anno in cui la Lega annunciò la secessione.

Poi, si torna alle questioni interne: «Quando vedo le divisioni nel movimento, m’incazzo. Volevamo fare la rivoluzione, ma è bastato che ci buttassero addosso uno scandalo ed è andato tutto all’aria». Però, ammette Calderoli, «non possiamo negare che abbiamo qualche problema in Veneto. Troppe espulsioni». Quanto a Flavio Tosi, «deve pensare al movimento, deve pensare più al Veneto che a Roma e al resto del Paese. Le primarie per Roma e l’Italia le lasci ad altri, perché non servono a niente. Non dobbiamo dividerci, altrimenti ci fottono».

da: www.corriere.it di Marco Cremonesi

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15 Comments

  1. Ancora alchimie politico elettorali??? Basta! Perchè? per andare a governare a Roma o peggio per far opposizione? Ancora basta! Non sono stati sufficienti 20 anni di nulla? L’altro giorno Paolo il Dolomitico aveva fatto una proposta intelligente. Un Polo indipendentista non elettorale per portare il popolo veneto, ma anche i popoli padani al referendum

      • Egr. Incensurato, vada a rileggersi l’intervento “urge il polo indipendentista” e vedrà quale potrebbe essere la funzione di una Lega veramente indipendentista. Perchè vorrebbe risolvere tutto in 5 minuti? Dio fece l’universo in 7 gg. Di sicuro in 20 anni cmq poteva essere fatto di più. Non mi faccia elencare tutte le occasioni perdute a partire dal 1992 quando il sistema partitico era allo sfascio. L’elettorato era diviso tra la Lega di Bossi ed i referendari di Segni. Tutti gli altri non esistevano più. Dopo aver siglato un accordo con Segni che avrebbe dato secondo i sondaggi la maggioranza assoluta del Parlamento (e quindi di fare ciò che si voleva), Bossi il giorno seguente gettò tutto alle ortiche I possibili voti di Segni si ridispersero tra i partiti e la possibilità di creare qualcosa 20 anni orsono sfumò. In questo periodo ci furono altre occasioni mancate per sete di carega. La soluzione di un Polo indipendentista buttata là da Paolo Dolomitico mi sembra quanto di più valido possa esserci per far tornare la Lega protagonista al Nord e non a Roma

        • Eh bè: un idea degna di Veltroni quando voleva fare il pd del Nord con Cacciari e Chiamparino. Se gli animali politici alternativi a U. Bossi sono alla stregua di P. il Dolomitico meglio trattare con Roma una schiavitù dignitosa per ALTRI 150 anni. Almeno non ci facciamo il fegato marcio dietro a sogni irrealizzabili

  2. personalmente, in atratto, sarei lieto di una corsa in solitaria della Lega Nord; a parte le posizioni personali, è un articolo che di giornalistico non ha niente: sono le fantasie onanistiche di Marco Cremonesi.

    • Ma Cremonesi non faceva parte dell’orchestra di Fiorello? O comunque avrebbe maggiore successo nella vecchia professione

  3. Mi sa tanto che le balle hanno sempre il sopravvento sulle verità. Il panorama poitico,un tempo ondeggiante tra destra e sinistra, è letteralmente andato a farsi friggere e ha fatto sparire in poco tempo sia la destra che la sonistra. Ci aveva provato mani pulite, ma il sustema di potere era più forte e garantiva la destra quanto la sinistra,ragion per cui gli accordi sottotraccia andavano sempre a buon fine. Con l”avvento della crisi, invece di diminuire, le risorse sperperate ai danni del Cittadino sono aumentate. La fine della ideologia politica si è così consumata grazie alla crisi economica, e ora, senza alcun riferimento ideologico e visione del bene comune, nessuna forza politica è più in grado di guardare in faccia alla realtà,ovvero a prendere stto che non può esistere un futuro, se prima non deciderà di abbandonare il campo. Quindi, la smettano di fare giochetti, per la prima vollta il tempo si dimostra a favore dei Cittadini.

  4. Per quanto riguarda il fatto che ci “fottono” direi che siete giá fottuti, siamo giá …caro Calderoli ! Gli scandali che han buttato addosso ….non sono nulla se invece delle scope di Bergamo agganciavate la più moderna visione di Grillo rilanciando l’idea Padania green come terra promessa con sovrastruttura grillina , cuore pulsante e recalcitrante delle piú bieche conservazioni. Invece il grilliismo è svoltato paurosamente a sinistra, ha infilato la rendita del giustizialismo, del fariseismo . Il manico realmente l’hanno preso in mano i lazzaroni arrivisti votati da un pugno di mosche ma, l’elettore incazzato avrebbe votato la cacca cosí come è avvenuto , mandando tutto in vacca. È’ sempre tardi , non solo quando effettivamente hai perso tempo, ma quando dai l’impressione di volerti attaccare al tram . Peccato perchè “lega” e “5 stars” avevano un DNA di autentica modernitá politica , sperperata e deteriorata per eccesso di conservazione levantina e “senso del possesso che fu pre alessandrino”. Di nuovo sbagli Calderoli quando “chiedi autonomia” perchè è cosa che nessuno ti può dare, passa attraverso evoluzione , preparazione e cultura delle genti e della consapevolezza di se stessi e della costruzione del senso di libertá e qualitá mentale individuale , di atteggiamento forgiato a pensare evoluto e libero e rispettoso della vita. In definitiva imparare a voler si bene per capire bene, invece che essere confusi e crogiolarsi beotamente in un mare di stupiditá . Ecco il paradosso : oggi è più vera la battaglia di Silvio come metafora del progresso individuale e sociale che le presunzioni ammuffite di Lega e 5 stelle.

    • Non sarei così duro col “povero” Grillo vittima delle infiltrazioni duosiciliane: la sua idea era buona,le persone no. Esattamente come i bellerioti di adesso

  5. Non voto ne uno ne l’altro, io voto per chi lavorerà per un Veneto autonomo o al massimo assieme a Friuli e Trentino. Non voglio stare più in questa italia fallita, ne nella padania dove i lumbardd vorrebbero comunque comandare.

    • chi dovrebbe comandare in padania? il veneto? che ha la metà della popolazione della lombardia? strano concetto di democrazia…

  6. Ottimo,così o Bossi si decide a presentare sta c. di lista di appoggio alla Ln …o Grillo prenderà anche gli ultimissimi voti dei leghisti, e i bellerioti andranno finalmente a tirare la lima h24. Con tosi e maroni in testa. Padania “deinfiltratta”

  7. Per me potrebbero anche accordarsi con il diavolo pur di avere l’indipendenza. Vedo che la Lega parla ancora di autonomia, comunque qualunque cosa pur di abbattere il mostro italiano, poi penso che con il M5S al governo ci sarebbero così tanti cambiamenti e sconvolgimenti che l’autonomia dovrebbe arrivare, non avrebbero la forze ed il coraggio di rimangiarsi le parole e se dall’autonomia, approfittando del caos italiano si passasse all’indipendenza meglio ancora. Certo che fare gestire l’indipendenza a chi si è fatto italiano a forza di stare a Roma mi fa storcere il naso….vorrebbe dire replicare un modello sbagliato in Padania.

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