LA LEGA E LA TRAVERSATA DEL DESERTO: INIZIO O FINE?

di GIANLUCA MARCHI

Comincio con una premessa, che è un modo inusuale per aprire un articolo, ma necessario per chiarire certe incomprensioni con alcuni settori dei nostri lettori (sottolineo lettori, e non elettori, perché non siamo un partito). Alcune di queste persone ci contestano una sorta di eccessiva attenzione alle vicende della Lega Nord, e vorrebbero spingerci a ragionare sul presente e sul futuro come se il Carroccio non esistesse. A parte che, se così facessimo, finiremmo per essere degli alieni impegnati a tratteggiare un mondo diverso dalla realtà, un mondo immaginario o immaginifico che poco avrebbe a che vedere con la realtà. E siccome un giornale ha il compito prioritario di leggere la realtà e di cercare di interpretarla, tradiremmo il nostro compito.

Inoltre vorrei porre il seguente quesito a questi simpatici amici: siccome noi abbiamo la funzione di leggere la realtà con la lente dell’indipendenza, che servizio renderemmo ai lettori e alla causa se trascurassimo gli eventi che ruotano intorno al movimento politico che per vent’anni è stato, a torto o a ragione (più a torto, vista l’assenza di risultati), il titolare (o l’usurpatore, secondo i punti di vista) della tematica indipendentista? Renderemmo un cattivo servizio…

Detto questo, vorrei soffermarmi sulla “traversata del deserto” della Lega. Proprio qualche giorno prima del voto, e subito dopo l’avviso di garanzia che aveva raggiunto Umberto Bossi, avevo titolato una riflessione sulla “lunga attraversata del deserto che attendeva la Lega per non morire”. Ieri, commentando la debàcle leghista con sette ballottaggi persi su sette, il segretario federale in pectore Roberto Maroni ha parlato invece di “traversata del deserto conclusa”, con il movimento che ora è chiamato a rinnovandosi profondamente nella classe dirigente e a ripartire dal “modello Verona”.

Io non sono un politico, ma un semplice giornalista che da tanti anni segue la politica con tutti i limiti del caso, ma ho l’impressione che una frase del genere sia più dettata dalla volontà di gettare il cuore oltre l’ostacolo e sperare in un domani meno cupo, piuttosto che dalla valutazione razionale conseguente alla sconfitta. In altri termini penso che la “traversata del deserto” sia solo all’inizio e che se la Lega vorrà anche solo in parte recuperare gli elettori persi per strada (in gran parte non andati alle urne e in frazione significativa indirizzatisi, laddove ne hanno avuto la possibilità, verso il movimento 5 Stelle) avrà da macinare molti chilometri, sia in termini di recupero di credibilità (troppi nomi che bazzicano intorno al Carroccio meriterebbero il pensionamento), sia di coesione interna (la sconfitta ha fatto subito riaccendere lo scontro fra le due anime), sia di progetto politico. E non penso affatto che il percorso sia semplice e nemmeno destinato a concludersi con sicuro successo. Ribadisco: sarà una complessa e impervia traversata nel deserto. E l’acqua scarseggia…

Dico questo anche perché alcuni segnali venuti dal voto amministrativo indicano che la Lega è letteralmente crollata in alcune sue roccaforti, dove spadroneggiava da circa vent’anni, e dove la fiducia nel leghismo era senza se e senza ma. Almeno fino a pochi mesi fa. E quando si cade dall’alto, e il tonfo è pesante, non è detto che il rialzarsi sarà semplice. Mi riferisco in particolare alla Brianza (che guarda caso è anche la terra da cui provengo): lasciamo perdere Monza, che è un’altra cosa, ma aver perso in città come Cantù, Lissone e Meda (qui anche se solo per un voto, ma ricordiamo che questa capitale del mobile è stato il primo Comune sopra i 15 mila abitanti amministrato dalla Lega con Giorgio Taveggia, il sindaco uscente sconfitto ieri e che puntava al quarto mandato), significa aver preso qualcosa di più che un pugno nello stomaco, in pratica un vero ko. E a Cantù non sono valsi a salvare la pelle nemmeno aver schierato un parlamentare piuttosto apprezzato in zona come Nicola Molteni e nemmeno due visite di Roberto Maroni per galvanizzare il popolo leghista e una di Flavio Tosi.

La Brianza, in definitiva, ha plasticamente rappresentato ieri la caduta della Lega laddove aveva sostituito in tutto e per tutto il potere quarantennale della Dc e c’è da sorridere a pensare che solo qualche mese fa qualcuno si era convinto di poter imbesuire i brianzoli con la vaccata dei ministeri a Monza. Oggi proporre il “modello Verona” forse potrà anche condurre alla conquista di nuovi territori, ma sarà la chiave di volta azzeccata per riconquistare le roccaforti che hanno voltato le spalle?

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44 Comments

  1. Un paese di grandi inventori, di filosofi, uomini che hanno dato un grande contributo alla scienza e alla storia di questo paese : Leonardo ,Michelangelo, Giordano Bruno per il suo coraggioso NO alla controriforma e tanti e tanti che hanno cambiato il nostro modo di comunicare: penso a Marconi ecc.. Sembra impossibile che con il dito medio con un movimento volgare,a gancio,del braccio e con quattro parole sconnesse si possa governare un paese?eppure è successo. Ma chi siamo? siamo,in maggioranza, servi in attesa di speranza di lucro e perciò siamo schiavi delle ignoranti sirene di turno.Venti anni di slogan: Roma ladrona, federalismo, seccessione e altro,un sistema escatologico di ricorrenza elettorale e, il popolo della “Padania” ad esultare e gioire della grande intelligenza e fiuto politico del grande capo Bossi- Alibaba e 40 ladroni,per adesso, ma chissa quanti ancora. La traversata del deserto per voi sarà senza ritorno, tentare di restituire soldi e dignità agli Italiani non basterà! Cadaveri ambulanti,come Casini il senatore delle famiglie italiane…sic.

  2. prima che attraversino il “deserto” bisogna prenderli tutti e fargli tirare fuori fino all ultimo euro che hanno RUBATO finanziando sia loro stessi che tutte le varia vaccate sparse per tutto il nord ITALIA.sono sempre stati un puro controsenso e basta a partire dalla bandiera verde come quella dell islam.

  3. la lega ha appena concluso e vinto l’attraversata nel deserto con le auto blu.
    vincitori:
    Trota bossi
    Riccardo bossi
    Umberto bossi

    Non classificato
    Maroni
    Castelli
    Calderoli

  4. Non credo che recupereranno alcunchè, finchè esiste un’alternativa.

    Per quanto il desiderio indipendentista possa essere marcato come questione d’orgoglio, la gran parte della gente se ne frega di che bandiera capeggia sul suo municipio. Ciò che vuole è essere sicura, garantita dei servizi che servono per vivere e libera di lavorare con la consapevolezza di starlo facendo per se stessi e non per far mangiare qualche centinaio di parassiti sociali (Che non sono gl’evasori, ma quella casta politica di cui credo la Lega faccia parte.)

    Finchè ci saranno alternative politiche, vedi il M5S , che danno l’impressione di poter ottenere quanto sopra citato nel medio-lungo periodo con una politica di trasparenza e correttezza, qualcuno crede davvero che la vaga promessa di miglioramento tramite l’indipendenza tenterà qualcuno?

  5. Concordo con chi asserisce …non esiste più nel cuore della gente!!!

    Quando ti senti … tradito … diventa difficile … reinammorarsi!

    Ci vuole tempo e tanta sensibilità … quella che in Lega scarseggia!!!

    Ora ci si ricorda delle piccole imprese, dei problemi del Nord, etc., etc., … ora è tardi!

    Una seconda occasione nella vita capita molto di rado!!

    E se ricapita … le premesse debbono essere molto …chiare!

    Qui sembra che si vada avanti SOLO per … inerzia!

    Troppo poco … per rifarsi una VERGINITA’ … perduta!!!

    Nella Vita capita di sbagliare … ma quando si perde per strada la buonafede … Tutto è perduto o tremendamente più difficile!

    Troppa gente che si trascina … stancamente senza … entusiasmo … energia … spontaneità e noi elettori … lo percepiamo !!!

    Più che una traversata nel deserto a me pare … un salto nel buio … senza paracadute che come minimo ha la conseguenza di rompersi le ossa come massimo di sfracellarsi!

    Dal cesto si inizi a togliere le mele … marce e non quelle buone!

    Sarà poco ma è … un inizio!!!

  6. La Lega era già morta prima dei ballottaggi. Dimenticatela. Il non riuscire a ragionare in termini nuovi ma sperando sempre di recuperare forze vitali dai rottami del leghismo vi condanna all’ininfluenza politica. La Lega puzza di marcio, del marcio della morte. Con la putrefazione della Lega ogni riferimento non solo alla demenziale “Padania” – che è archiviata per sempre – ma anche a qualsiasi timido accenno autonomista e federalista diventano improbi. Puzzano di Lega, sono stati ammorbati dal leghismo bossista ciarlatano e osceno. Con fatica si deve recuperare contenuti autonomisti entro progetti nuovi che facciano riferimento ai problemi della democrazia partecipata, ai nuovi meccanismi dell’ agorà virtuale, all’esigenza di comprimere uno stato soffocante (ma anche la dittarura del mercato) in una visione neocomunitaria. Li’ dentro in questi processi magmatici (che Grillo fiuta meglio di voi) può ricollocarsi la dimensione del progetto locale, dlla cittadinanza attiva, della riterritorializzazione (senza per ora osare riproporre esplicitamente parolacce come autonomismo e federalismo che la Lega ha delegittimato).

  7. Marchi, continui a parlare delle vicende della Lega.
    Io apprezzo il suo metodico lavoro.
    Invece varie persone che erano state fino a ieri suggestionate dalla Lega considerano le vicende Lega come argomento taboo, roba da rimuovere psicologicamente.
    Questo perchè hanno vergogna di mostrare di essere stati fregati per così tanto tempo.

  8. ma non abbiamo ancora capito ? la traversata del desrto è finita. lo hanno attraversato in portantina, bevendo succhi di frutta artigianali, the nel deserto, musica beduina, les hommes bleus, bajadere. poveri grulli : è adesso che comincia, la lenta morte senz’acqua (portatori non ce ne sono più), musica di pernacchie, avvoltoi roteanti nel cielo plumbeo.

  9. La gran magona Manuela lo aveva decretato: dopo di noi basta Lega, dopo di noi il diluvio: si era dimenticata di dire ”per voi”. Perchè loro sono a posto….ciao cari!

  10. La Lega è finita. Grazie a Dio. Se non fosse rimasta invischiata nella corruzione e nell’uso privato di fondi pubblici ce la saremmo trovati per altri vent’anni sul groppone a blaterare di Padania (ridendo sotto i baffi) e a costruire catene sempre più solide per le terre padano-alpine.
    Basta una spallata per togliercela dai piedi. Poi si potrà ricominciare daccapo. Più vecchi e più ridotti a straccioni di venticinque anni fa, purtroppo…

    • Ma va là che cosa ti togli dal groppone? Ma non avete capito che stanno ormai tutti a posto, chi qui chi là o chi con pensioni garantite e potenti perchè parlamentari o consiglieri per più legislature? E chi cazzo li caccia dalle direzioni Rai o dalle partecipate, consociate, municipalizzate e via dicendo????? Ve li portate in groppa per sempre!!! Tirate la carretta padani cornuti che avete cercato di fottere e siete stati fottuti dai vostri!

  11. Adesso Casarin l’uomo de a Lega, il grande legghista, sistema tutt’e cose , statevene bbuoni guaglioni che Casrin messo allì da Bianchi Clerici su ordinativo di Maranomaroni farà n’azione che cambia tutte e’carte in tavola vedrete che bbello! Padani fessoni!!!!!

  12. Finitila di prenderci per il culo…anche voi che fate ‘informazione’. Ma lo sapete o no che la Lega il Pdl e il Pd in regione lombardia fanno finta di litigare e poii nei corridoi i consiglieri si accordano per evitare di arrivare ai ferri troppo corti e far precipitare tuitto andando al voto? Questa è la nuova politica, almeno un tempo dopo le risse cadevano le giunte ora nemmeno quello perchè sanno che non tornerebbero!!! Ma è pazzesco! ALTRO CHE RABBIA POPOLARE! Io lavoro in regione lombardia e vi dico che tutto è pazzesco. Soprattutto i leghisti che hanno due facce!!!

  13. Scusino ma la famosa farsa della Rai a Milano che cosa ha prodotto? Una farsa che costa ai contribuenti un sacco di soldi del denaro pubblico per chi e per che cosa? Per dare un posto alla nipote di La Russa? Che cosa ha fatto la Lega per la Rai a Milano? Un posto da condirettore di Rai Parlamento che è a Roma? Un programma per Paragone? Pazzesco!!! Grida vendetta!

  14. Chi ha “assimilato” le abitudini”romane” e ,in qualche caso ci ha anche acquistato casa,è ormai “contagiato” da quel”sistema”.La “lega”(che non è più nord e forse non lo è mai stata),invece di cambiare il”sistema” ci si è adattata benissimo ,ne ha assorbito profondamente le”virtù” e ormai non riesce più a farne a meno.L’unico obiettivo raggiunto è stato l’occupazione di”poltrone” ben retribuite di tutti i tipi,accompagnandosi sempre a coloro che facevano finta di “avversare”.Quando si dice che”l’appetito vien mangiando” …………………….i leghisti di governo si sono STRAABBUFFATI alla faccia del nord ampiamente dimenticato .Non recupereranno mai più,non sono più credibili,si rassegnino e comincino a cercarsi un lavoro,magari potrebbero andare a raccogliere pomodori o patate a 15 euro al giorno !

  15. Ho abitato in Brianza per 35 anni, due anni fa sono emigrato. Nel ’92, quando in una freddissima sera d’inverno 5.000 persone furono disposte ad ascoltare Bossi che avrebbe conquistato Meda, il popolo forse ci credeva, come il sottoscrutto diciassettenne, e così fino al 96/97, poi è stato solo un lento trascinarsi, nonostante le alte percentuali a volte raccolte alle elezioni, ma non c’era più un’anima già da anni, ma solo voglia di poltrone. Nel 2008 ad un comizio di Bossi c’erano 150 persone in piazza, di cui 50 extracomunitari lì per caso quali abituali frequentatori delle panchine! Il disfacimento attuale della lega è solo l’atto finale di una storia già conclusa da 10/15 anni. Per questo ritengo che continuare ad occuparsi in modo così pressante delle vicende della lega nord su questa testata sia un guardare indietro, a volte condito da ripicche personali, che non giova a nessuno, nè a chi scrive, nè tantomeno ai lettori. La storia ha già espresso il suo giudizio su quella che è stata la parabola leghista (e non da ieri perchè hanno perso a Meda o a Cantù!), per cui sarebbe meglio concentrarsi sul futuro, ovvero su come ridare fiato e soprattutto credibilità alle istanze indipendentiste, che volenti o nolenti sono state “sputtanate” dalla suddetta lega per non so quanti anni a venire. Il deserto è anche quello che devono attraversare i veri indipendentisti purtroppo. Bisogna avere il coraggio di dirlo.

  16. Condivido la riflessione di Gianluca Marchi. Dico la mia dopo aver letto i commenti. Attenzione che, se la Lega è solo all’inizio della traversata del deserto, gli altri, tutti gli altri che si ispirano alla stessa urlata indipendenza, nell’immaginario collettivo (che non fa molti distinguo e non vede i dettagli) sono dietro. Non davanti. Può darsi che alla fine della traversata arrivino esausti, sopravissuti e soli i vari ex o bi-ex con variopinti nomi di ispirazione indipendentista. Sui contenuti, mi astengo. Può darsi che la Lega Nord perisca perchè vengono meno i portatori di acqua. (un esercito di generali tra un poco). Ma un fatto è certo. Il deserto è li davanti per tutti quelli che hanno in testa l’indipendenza. E tutti e forse nemmeno tutti hanno solo iniziato il percorso purtroppo girandosi indietro a guardare con troppa assiduità, Si perde la bussola in quel modo.

  17. L’idea di spingere il “modello Verona” ricorda parecchio quanto fatto dal PCI al tramonto dell’URSS: i compagni, non potendo più promettere il sol dell’avvenire, s’inventarono la favoletta della “buona amministrazione”, del “modello Emilia”. Inoltre, come ho già scritto, la Lega è da un pezzo che si vanta di sfornare buoni amministratori: spesso è vero, ribadisco, però, che gli enti da loro amministrati sono in buona parte inutili – qualcuno ha detto province? Riassumendo: tutti hanno ammesso che la secessione era uno scherzo, il federalismo s’è visto, nel migliore dei casi non rubano più di tanto in enti locali che sono essi stessi associazioni a delinquere. La Lega non ha nulla da vendere. Soprattutto adesso che, grazie a crisi e stato, i nostri popoli, bovi fessacchiotti per natura, cominciano finalmente a capire che non si può scendere a compromessi con l’Italia – o secessione o morte!
    E se qualche figliol prodigo volesse tornare all’ovile indipendentista, ben venga, lo accoglieremo a braccia aperte. Non si sogni, però, di mantener i galloni guadagnati in Lega: in casa nostra si riparte da zero!

  18. Concordo con la premessa del Direttore Marchi.
    La Lega Nord ha rappresentato per venti anni le richieste, le paure le esigenze del Nord produttivo, sia delle aziende, dei commercianti, degli agricoltori, dei nostri operai altamente specializzati, dei professionisti, ovvero della classe produttiva e non solo, anche di grande parte di dipendenti statali o parastatali capaci.
    La Lega nord ha semplicemente tradito queste aspettative. Non mi sconvolge che ora si leggano di ruberie etc. Adirittura arriverei a dire che se il Veneto fosse libero dall’Italia accetterei tali ruberie. Ma cosi’ non e’. A Roma quando Bossi morira’ verra’ eretto un monumento a questo personaggio che tantissimo ha fatto per l’Italia (parassitaria) e nulla per il Veneto. La cosa comunque e’ interessante. Ora non c’e’ piu’ il filtro tra la Lega Nord e Roma. Ora si parla di indipendenza senza interlocutore romano. Che ci sottovalutino pure.. ci fanno un favore (per incapacita’ politica..) Noi sappiamo cosa dobbiamo fare.

  19. le distanze dalla lega vanno prese non perchè ha tradito in passato gli ideali che propagandava, non perchè è tuttora composta da personaggi incapaci e dalla dubbia morale, non perchè siamo stati in qualche modo vittima di scelte politiche arroganti e incoerenti, non perchè si è comportato e si comporta da partito itagliano. Le distanze dalla lega vanno prese perchè la lega non ha tuttora un progetto politico e tantomeno un progetto politico autonomista o indipendentista. Non può esserci vicinanza e ancor meno dialogo, nemmeno in modo strategico, con un movimento che non lotta dalla nostra stessa parte. Questo è il punto. Se la traversata del deserto leghista dovesse concludersi con un nuovo e coerente progetto autonomista per il settentrione allora le cose cambierebbero e qualsiasi indipendentista avrebbe il dovere di confrontarsi con un movimento che, nel bene e nel male, potrebbe rappresentare un compagno di viaggio utile allo scopo. Ma questo discorso vale per la lega come per qualsiasi altro partito politico. Se un domani il movimento 5 stelle, magari dopo l’esperienza nel governo locale, dovesse scoprirsi autonomista non potrebbe che essere un nostro interlocutore. Ma fino ad allora che senso avrebbe? Maroni è italiano e italianista, magari anche per bene ma lontano anni luce da qualsiasi pensiero anche solo lontanamente autonomista. Si propone di riformare la lega facendo un po di pulizia di farabbutti e pedroni e rilanciando un movimento dichiaratamente post democristiano caratterizzato dal buon governo. E con noi tutto ciò cosa c’entra? Non alla lega dobbiamo guardare, semmai ai suoi elettori, sempre meno ma sempre di più di qualsivoglia nuovo nascente movimento politico. A loro e non solo a loro occorre offrire un’alternativa valida, creando un movimento (nella forma e nei modi che saranno possibili) coerentemente autonomista, pronto a dialogare con chiunque possa essere utile allo scopo. Gli altri sono solo un ostacolo e la loro disfatta non può che essere motivo di soddisfazione.

  20. La strategia politica DELLA Lega deve essere affidata a Nicoletta Maggi (ottime entrature nei salotti romani e nella editoria che conta…da Novella 2000 in poi) Stefania Piazzo (esperta di strategie politiche internazionali) e Fabrizio Carcano (scrittore e intellettuale del quarto millennio). Questo è quanto: senatore Peruzzotti garante della mistica.

    • No meglio la coppietta Marano-Caparini, gente che ha l’occhi lucido e sveglio….che ha un bel fiuto….gente che ti fa una straegia vincente di comunicazione….i risultati finora non ci sono stati ma per fare una bella strategia comunicativa servono dai 35 ai 45 anni, anche l’impero romano mica è nato da mattina a sera!

  21. Maroni è un bravo ragazzo e cercherà di fare tutto il possibile per salvare la baracca.
    Ma il suo ruolo è esattamente lo stesso che ebbe il buon Gorbaciov, quando tentò di impedire il disfacimento dell’Unione Sovietica, uno Stato che non esisteva più nel cuore della gente.
    Missione impossibile. Lega kaputt.

    • ma attenti al Gordo, l’uomo grasso che prendeà nelle sue manine la Lombarda! Lui è ferocissimo e bravissimo e amatissimo e furbissimo e intelligentissimo e amicissimo e….Piazzo corri che si è sentito male dopo birretta!

  22. Per gli indipendentisti la fine della Lega di Bossi e compagni di merenda proprio non interessa, rilanciare con un obiettivo di trasformazione dei nostri territori in un moderno stato confederale in vece si. Certo dobbiamo tener presente tutti gli attori politici sul campo, con un discrimine di base, coloro che si sentono italioti e sostengono un obiettivo, anche autonomistico, nell’ambito del sistema politico ed economico italiano, sono nostri avversari. I veri indipendentisti guardano ad un modello statale diverso, profondamente ricostruito sui principi di federalismo, come quello svizzero. Non dobbiamo seguire ed emulare esperienze politiche passate, anche nella Lega Nord, piuttosto evitiamo gli errori dei partiti padronali italioti, costruendo un’organizzazione che si ispiri agli stessi principi, non e’ possibile finalizzare la strategia alla totale indipendenza dei territori e poi organizzarsi come un partito centralista. Le iniziative politiche si devono estendere e moltiplicare, questo giornale e’ importante per dare voce alla nostra mission che resta lo ribadisco ” la soluzione della questione settentrionale” mediante la nascita di un stato indipendente nuovo, diverso rispetto a quello italiano, mediante referendum. Dato che non viviamo sulla luna, il confronto con le forze politiche rappresentate nelle istituzioni italiane e’ doveroso, ma non deve compromettere la nostra ragione sociale una ragione della nostra attivita’ politica.

    • maroni dovrebbe smetterla di elogiare i giovani in quanto tali. Giovani sì, ma soprattutto devono essere bravi! l’esperienza serve in periodi di grandi cambiamenti e i ragazzini non possono essere gli unici protagonisti del nuovo corso. Devono esserci persone strutturate culturalmente e politicamente.

  23. Inizio? Certamente, ma quale? Adesso soltanto si scopre che manca la base culturale per un proficuo riavvio, mancano, cioè, gli strumenti indispensabili per attraversare il deserto. Senza la rapida riappropriazione diffusa di quella cultura sarà la triste fine di un sogno, purtroppo affidato a un eccessivo numero di ciarlatani e di stupidi tirapiedi. .

  24. Una possibilità reale di rinnovamento della Lega Nord non esiste.
    Dopo aver sparlato per 17 anni e più di “federalismo”, senza sapere dove questo sta di casa, la Lega non ha dato alcun risultato ed è finita a piangnucolare e a inveire contro i “cattivoni” vicini di casa (sopra le Alpi), i quali sarebbero proprio modelli federalisti da imitare.

    E la secessione? Con la Lega Nord a capo e senza una nuova mentalità cosi come senza una nuova struttura, il nuovo “Stato padano” sarebbe solo l’Italietta.

    È necessario un cambiamento di paradigma e di struttura in senso mitteleuropeo. Chi non ci starà, cadrà nel baratro.
    Questo sarà il fattore decisivo della secessione da FallItaGlia, non le pagliacciate leghiste.

    • Ma le pare che la Lega abbia mai capito che cosa diceva quando parlava di federalismo? Se la portavoce di Bossi messa in Rai apposta ha fatto quella riuscita con una trasmissione sul federalismo e sui territori in cui si parlava di scuole guida per moto e alberghetti alpini o maestri di sci, di sante patrone e di pistacchi e si intervistavano i peggio centralisti comunisti, fascisti e democristiani (ex..naturalmente) come diavolo si poteva pensare che questi capissero qualcosa davvero? No era tutta farsa, non ci perda tempo a capire…..

  25. Vuol sapere direttore il parere di un pirla? Vuol sapere perchè secondo me la Lega va a rotoli e non si riprenderà mai più? Perchè noi ignoranti che li abbiamo votati ci siamo accorti che gente più ignorante di noi ma molto presuntosa ci ha preso per il culo dicendo di essere brava e capace e si è sistmata sulle poltrone e ci prende ancora di più per il culo. Dai giornali alla televsione i leghisti hanno fatto solo brutte figure. Al di là di ogni analisi politica la verità è questa qua: anche gli ignoranti alla fine si stancano di avere sulla testa degli ignoranti, specie se li conoscono bene…

  26. Ma come scrivono? Ma come cazzo scrivono? Ma come cazzo parlano? La Lega si sta sfaldando ogni secondo che passa…basta guardare il suo giornale. Stamani nell’editoriale nientepopodimeno che la direttora scrive, tra le altre perle ”terminato l’attraversamento sabbioso del deserto”, ma come cazzo doveva essere il deserto? Acquoso? Melmoso? Paludoso ? Bagnatino? Umidello? Vegetoso? Questo per stare alla superficie, perchè se si entra nell’analisi politica siamo a Zelig con la Lega del sud ??? e la Lega originale ”che deve fare manutenzione”. E poi, e qui scatta l’ovazione, la tatticamente espertissima direttorona scrive che la Lega si deve myuovere ”a falange, a testuggine”….certo con gli schemi militari dell’antica Roma è a malpartito…a falange o a testuggine? Nel dubbio l’esercito padano si squagliò…!!!!!!!!!!!!!!

  27. Io alla guida delle Lega lombarda vedrei bene i triumviri Savoini, Carcano, Bianchi Clerici (per la quota rosa)! Cazzo che squadra! Chissà dove potrebbero mai arrivare! Amici questa è la Lega…..

  28. Marchi lei ha perfettamente ragione ed è uno dei pochi, anzi pochissimi, commentatori che può dire di aver capito tutto con anticipo…Vada avnti così, lei non è un politico ma potrebbe ben esserlo. Invece mi domando se persone come quelle indicate a guidare la nuova Lega (ma anche tantissimi tra i vecchi tromboni) abbiano mai capito che cosa è fare politica…Mica si può interpretare cento parti in commedia come ha fatto ad esempio Salvini e poi sperare di risultare credibile. Mica si può fare il comunista pdanao e poi il ‘destro’ e poi l’antimeridionale (con punte di brutta figura come la canzoncina sui napoletani!!!) e subito dopo il dialogatore con le forze del sud indipendentiste (ma quando mai lo sono quelli del Pdl???).. E poi il sostegno a iniziative dubbie come i sostegni a privati da parte di enti pubblici….Marchi tenga duro, lei è una certezza, il resto no.

  29. Quando si propone un Matteo Salvini alla guida della Lega in Lombardia sicuamente l’attraversata del deserto è all’inizio…

    Purtroppo per la Lega e per chi ancora ci crede è un’attraversata senza speranza…. questi signori non sono più abituati a marciare nel deserto con pochi portatori di acqua (voti)ma solamente ad occupare poltrone ben retribuite ..

    Quando dopo le elezioni politiche del 2013 non ci saranno più le poltrone del sottobosco governativo il deserto si riempirà di SCHELETRI E ZOMBIE

  30. Concordo con l’analisi di Marchi.

    A prescindere da qualunque altra considerazione, Bossi se ne deve andare; o deve essere allontanato d’autorità. Solo per una questione di giustizia nei confronti di chi ha creduto e crede ancora nei valori identitari e indipendentisti, di chi è stato ingiustamente maltrattato, espulso o indotto ad andarsene; per il rispetto dovuto alla base militante, a quella elettorale e a chi riponeva speranze nella Lega Nord.

    • Anch’io concordo con l’analisi del Direttore. E deploro che ci siano purtroppo tanti lettori che scrivono con astio, odio e parole sconce mentre sono pochi quelli che dicono qualcosa di sensato e talvolta di costruttivo. Bisogna ricordarsi che la Questione Settentrionale esiste e che bisogna pur risolverla!!!

  31. … Sindaco al quarto mandato, un parlamentare candidato sindaco, visita di Tosi come quasi fosse il garante di Maroni, parlamentari e senatori candidati per l’ennesima volta, i soldi di roma ladriona utilizzati per scopi personali, gli stessi volti, facce, persone che vogliono farci credere che nulla sapevano del sistema leghista !?
    Ha tradito le aspettative e queste persone non possono più essere portatori di istanze popolari, hanno avuto la loro occasione che pensavamo fosse la nostra esigenza invece, chi ha utilizzato i soldi, chi ha guardato dall’altra parte forse per garantirsi la poltrona a Roma. Ora non possono pensare di trasformare il tutto nel viaggio verso la terra promessa, sempre e solo promessa.
    Ora da noi si dice, piove lega ladrona!

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