La “Lega delle Leghe”, un cartello confederato di movimenti territoriali

di FRANCESCO MONTANINO

Si sta facendo sempre più concreta l’ipotesi della creazione di un cartello confederato di alcuni movimenti autonomisti ed indipendentisti come offerta politica rispetto all’attuale baratro. Dopo il primo incontro tenutosi a Milano, non più tardi di una decina di giorni fa, si sono infatti riuniti a Roma, presso la Sala della Mercede di Palazzo Marini, i rappresentanti di alcuni movimenti territoriali per valutare questa possibilità.

All’incontro, promosso dalla componente parlamentare di Noi per il Partito del Sud – Lega Sud Ausonia, hanno partecipato i deputati Arturo Iannaccone, Americo Porfidia, ed Elio Belcastro della Componente politica del Gruppo Misto alla Camera “Noi per il Partito del Sud – Lega Sud Ausonia” e lo stesso segretario federale Gianfranco Vestuto (foto sopra), l’ex deputato Alberto Lembo, l’ex senatore Roberto Visentin per il Friuli, Fabrizio Comencini anche in rappresentanza di Ettore Beggiato di Unione Nord Est, l’assessore regionale della Sardegna Christian Solinas per il Partito Sardo d’Azione ed altri rappresentanti di movimenti autonomisti tra cui Erasmo Vecchio per il Partito del Sud. Raggiunti telefonicamente, hanno dato il loro placet anche Giancarlo Pagliarini, ex ministro del Bilancio del primo governo Berlusconi ed Alessandro Cè, ex parlamentare leghista, entrambi assenti all’incontro romano per motivi familiari.

“L’esperienza e la conoscenza di vent’anni vissuti in giro per la Penisola italica – ha dichiarato a margine dell’incontro, il segretario federale della Lega Sud Ausonia, Gianfranco Vestuto – tra le varie realtà movimentistiche territoriali, mi fa essere ottimista sulla riuscita del progetto. I tanti movimenti autonomisti e indipendentisti, le tante liste civiche che non si riconoscono ormai da tempo in un potere centralista affamato e inefficiente, cercano proprio le loro risposte in una realtà politica di livello nazionale e di respiro europeo, che possa dare forza e voce ai singoli territori. Insomma dopo aver preso atto che è finita ormai, perché affossata dall’egoismo dei singoli, l’esperienza della Lega di Bossi, e compreso che il nanismo della leadership maroniana mai potrà ripeterne l’esperienza, è forse giunta l’ora di dare vita a quella sorta di “Lega delle Leghe” che già molti anni fa avevamo profetizzato essere l’unico vero antidoto al mondialismo finanziario che affama i nostri popoli”.

Dello stesso avviso anche Alberto Lembo che vede nel cartello confederato, la premessa per la nascita di una Confederazione dei popoli italici, il cui riferimento sarà il modello elvetico. “Il cartello elettorale – osserva Lembo – è indispensabile per avere, prima di tutto, un “diritto di tribuna” nel Parlamento nazionale, in una prospettiva confederale di raggiungimento e riconoscimento della sovranità territoriali delle varie componenti. Nella Confederazione dei popoli dell’Italia dovrà esistere un minimo di struttura federale unitaria, con un carico “pro quota” delle varie componenti, discussa e accettata da loro, e non imposta da alcun vertice. Il tutto nel quadro di un rapporto paritario e di dignità, con i movimenti autonomisti ed indipendentisti europei. Questa è la vera sfida al centralismo e all’indipendentismo velleitario! Sovranità nella Confederazione, che può essere un punto di arrivo ma anche un punto di partenza”.

Al termine del confronto è stata valutata la possibilità di presentarsi in forma autonoma con proprie liste sull’intero territorio nazionale alle prossime elezioni politiche, ed è dunque allo studio la progettazione di un simbolo comune. È stato inoltre attivato tramite  Comencini (nella foto), un collegamento con i Parlamentari autonomisti europei raggruppati sotto la denominazione ALE.

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