La Lega è il problema del Nord, non la soluzione

di GIULIO ARRIGHINI*

Ci vuole una buona dose di pelo sullo stomaco per pensare che la “Lega 2.0” rappresenti la palingenesi del Carroccio bossiano, la novità nel panorama politico indipendentista, il partito “senza macchia e senza infamia” che si occuperà dei problemi del Nord.

Ancora ieri, tanto per fare un esempio, i leghisti si sono spesi – a fianco dell’alleato di sempre – per far nominare Maria Luisa Todini (amica di quella Votino che ha un passato da addetta stampa di Maroni al ministero dei Prefetti e che ora incarna il nuovo verbo dell’ufficio stampa della Lega post Congresso), dopo che solo una quindicina di giorni fa avevano sostenuto l’astensione e dopo che ad Assago – il frottolaio in quota Rai che di cognome fa Caparini – aveva ribadito che il canone della tv di Stato non va pagato, dimenticandosi peraltro la sequela di volte che il suo partito lo ha annunciato senza alcun risultato, nonostante lui stesse nella Commissione di vigilanza Rai.

Chi ha ascoltato tutti gli interventi del Congresso di Assago, chi ha letto le cronache del direttore di questo quotidiano, non penso sia rimasto folgorato sulla via di Bellerio. A partire da Mario Borghezio e la sua “mozione indipendentista” per arrivare a Roberto Calderoli – il più furbo e opportunista dei colonnelli – tutti i discorsi pronunciati parevano scritti da dei marziani, atterrati in terra padana per caso, una settimana fa, come se loro stessi non fossero invece quelli che hanno sostenuto strenuamente il governo di “Bunga” Silvio (previo contratto ovvio) per quasi tutta la prima decade degli Anni Duemila. Oppure, non fossero quelli che oggi non staccano la spina a Formigoni.

Ancora: a parte il militante descamisado infoiato di leghismo un tot al chilo, chi può credere che Roberto Maroni rappresenti una novità? Chi può pensare che l’eterno numero due di Bossi non sappia, e non sapesse, di tutto quel marciume che oggi è stato dato in pasto all’opinione pubblica dentro una cartella intitolata “The family”? Chi può credere che il Roberto nazional-prefettizio non sapesse delle truffe chiamate “Credierunord”, “Villaggio in Croazia”, “Prato di Pontida”, “Cooperative padane”, su cui ancora ci sarebbe molto da raccontare? Chi può ingurgitare la panzana che del primo figlio di Umberto Bossi – il Riccardo pilota – fosse allo scuro? Ma ci facciano il piacere.

Nel merito della proposta politica, infine, cosa ci sarebbe di nuovo nelle boutade dell’ex ministro che la Lega Nord non ha già proposto nell’ultimo ventennio? Anche il “Via da Roma” è un refrain trito e ritrito che Bossi stesso, nel tripudio di qualche Pontida, ha già avuto modo di dare in pasto ai militanti, salvo poi non schiodare mai le terga dalle poltrone capitoline, né lui, né tutti quegli “yes-men” finiti oggi in disgrazia (ma riciclatisi da cerchisti in maroniani in un battibaleno) oppure nel nuovo Consiglio Federale …

Rimarrebbe da valutare l’idea degli “Stati generali del Nord” (anche qui peraltro non è una novità assoluta, proposte simili erano episodicamente state lanciate dal “capo” stesso). Comprendo benissimo che Gianluca Marchi consideri l’evento una opportunità, non foss’altro che per mettere alla prova il neo-segretario del Carroccio. Ciononostante, a tal proposito, penso due cose:

1- Maroni e i suoi nuovi scherani non accetteranno mai di parlare da pari con alcuni di quei movimenti che, seppur piccoli, sono radicati da anni nei rispettivi territori e han fatto concorrenza elettorale – resistendo – proprio alle denigrazioni Leghiste;
2- Comprendo appieno, inoltre, le ragioni di chi non ritiene né credibile, né degno di rispetto l’attuale dirigenza dei “lumbard”. Vent’anni di barzellette, prese per i fondelli, espulsioni senza senso, insulti lasciano il segno e non finiscono nel dimenticatoio. Il far finire le cose a “tarallucci e vino” è un comportamento molto romanesco, ovvero poco credibile.

Dopo Jesolo, sarebbe bene che gli indipendentisti provino a far quadrare il cerchio trovando proposte politiche condivise. A mio modesto, e personale, parere “la Lega è il problema del Nord, non la soluzione”!

* segretario di Unione Padana

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