La Lav: bonus per gli animali per l’emergenza Covid. E non solo

Misure economiche che facilitino la convivenza con gli animali familiari e contrastino abbandoni e randagismo: sono le richieste contenute nella petizione #NONSONOUNLUSSO (www.youtube.com/watch?v=QpAlpjo_Km0) rivolta a Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze, che LAV ha lanciato sulla piattaforma Change.org (www.change.org/nonsonounlusso) 

 Di che si tratta?

 Vediamo in concreto le richieste:

  • la previsione “una tantum” di un Animal Social Bonus in cibo e cure veterinarie per l’emergenza Covid-19 destinato alle persone che vivono con un cane o un gatto e differenziato per fasce di reddito, in forma annuale per le persone indigenti che vivono con uno o più cani e/o gatti iscritti in anagrafe;
  • l’introduzione di una Quattrozampe Social Card per l’adozione di un animale da un canile o gattile del valore di 1.000 euro – cifra inferiore a un anno di mantenimento di un animale in un canile a spese del Comune – per adottanti con redditi fino a 55.000 euro, e di 500 euro per adottanti con redditi oltre i 55.001 euro, della durata di un anno, da spendere per l’alimentazione dell’animale e per le cure veterinarie;
  • un aumento della quota detraibile dalla denuncia dei redditi per cure e farmaci veterinari;
  • l’abbassamento dell’IVA su cibo e cure per animali, equiparandola all’IVA sui servizi essenziali umani;
  • un abbassamento dei prezzi dei farmaci veterinari generici, la possibilità di acquistarli per singole unità posologiche o blister e il riconoscimento dell’uso in medicina veterinaria del farmaco umano equivalente. 

Nelle famiglie italiane vivono più di 7 milioni di cani e 7 milioni di gatti, ma a seguito dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, il nostro Paese sta affrontando una ancora più grave crisi economica, che rischia non solo di mettere in difficoltà molte famiglie che vivono con animali, ma anche di aumentare gli abbandoni e il randagismo”, afferma Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali familiari. 

Nel nostro Paese l’IVA per le prestazioni veterinarie e il cibo per animali è tra le più alte d’Europa: al 22%, come per i “beni di lusso”. Inoltre, i farmaci veterinari costano fino a dieci volte di più dei farmaci a uso umano, nonostante il principio attivo sia spesso lo stesso. L’elevato prezzo dei farmaci veterinari rende difficile l’accesso alle terapie, in particolare per tutti quegli animali affetti da patologie croniche. 

Come se non bastasse, le spese veterinarie sono rimborsabili solo in piccola parte: il massimo detraibile è, infatti, di appena 73,59 euro, indipendentemente dal numero di animali presenti in casa! 

Gli animali fanno parte della famiglia, durante il lockdown in tanti lo hanno capito e apprezzato, e non possono essere considerati un lusso, tanto più quelli adottati dai rifugi facendo risparmiare i Comuni. – conclude Ilaria Innocenti – In Italia, infatti, il randagismo costa alla collettività più di 126 milioni di euro l’anno e negli ultimi tre anni, purtroppo, le adozioni sono calate, causando un ulteriore aumento dei costi sia per le Amministrazioni che per i cittadini e un danno agli animali presenti in canili e gattili”. 

Per far fronte a questa specifica emergenza, infine, LAV annuncia una campagna di aiuto dedicata a canili, gattili e cittadini in difficoltà, a partire dal mese di luglio e fino a fine anno, e un’iniziativa per favorire l’adozione degli animali, su tutto il territorio nazionale. 

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