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La Germania fa pagare autostrade a stranieri. La Ue: razzismo. E allora cosa deve dire il Nord?

di RO. BE.pegaggioautostrade

Ne parlavano da molto, poi, alla fine, hanno deciso. Berlino ha sancito che gli stranieri che viaggiano lungo le loro autostrade dovranno pagare il pedaggio. A noi la notizia sembra non sorprendere, abituati come siamo ad essere da sempre stranieri a casa nostra e a pagare anche 5 euro per attraversare solo due barriere a Milano. 5 euro andata, 5 euro ritorno, s’intende.

Per decenni l’esosità dei pedaggi che svettano sulle strade tra la via Emilia e il West sono state oggetto di sacrosante battaglie, poi però miseramente abbandonate per cercare consensi su altri lidi. Si trattava in ogni di caso di becera discriminazione tariffaria. A dir poco. Nessuno, da Bruxelles, ha mai sollevato questioni di sorta. Ora, però, la burocrazia si è svegliata e ai tedeschi, dice che far pagare il pedaggio agli stranieri quando invece i tedeschi non pagano.

Scusate, sveglioni di Bruxelles, perché non vi siete mai chiesti perché sulla Milano-Venezia, sulle nostre tangenziali, sulle autostrade piemontesi, solo il Nord abbia pagato cifre da taglieggiamento, senza che nessuno tra quelli che controllano tariffe e prezzi e libera circolazione in Europa, si prendesse mai la briga di porre fine all’esproprio?

Il modello Germania non va bene? E perché?

Secondo il disegno di legge approvato in Gabinetto, chi ha un veicolo registrato in Germania sarà scaricato dell’importo corrispondente al cosiddetto “Maut” con un alleggerimento delle tasse sul veicolo, in linea con le promesse della Csu bavarese che intendeva con questa misura colpire solo gli utenti stranieri. Dall’introduzione del pedaggio la Germania si aspetta 500 milioni di euro all’anno di introiti. Si tratta di una misura “ragionevole, leale e giusta”, ha detto Dobrindt.

Ecco, quanto ha pagato la Padania fino ad oggi?

 

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