La Germania denuncia chi frena il politicamente corretto

di STEFANIA PIAZZO

La Germania non si risparmia nel politicamente corretto. Ne è l’avamposto europeo. Poco importa se la Merkel ha faticato dei mesi prima di riuscire a mettere insieme un governo, nel pressoché silenzio dei media europei e italiani (ne avrebbero avute da dire sulla crisi d’identità tedesca e sull’euro forte), e poco importa se la notte di Natale una femen ha tenuto in pugno il duomo di Colonia, salendo sin sull’altare spogliandosi banco dopo banco fino a salire sulla croce.

L’emancipazione, si sa, sente evidentemente il bisogno di avere il suo “calvario” mediatico, una spoliazione davanti a tutti i media che quella sera affollavano la cattedrale retta da uno forse degli ultimi pastori “non progressisti” secondo il modo comune di pensare, non politicamente corretti di Germania. E la stranezza dell’operazione è duplice: per prima cosa, perché la reverendissima curia era stata avvisata il giorno stesso per lettera da uno degli organizzatori del blitz “femminista” natalizio. Ma con superficiale e chissà forse indotta indifferenza, aveva pensato bene di non dare retta alla soffiata. La figuraccia, tanto, l’avrebbe fatta lo scomodo vescovo di Colonia.

E infatti, le sue dimissioni, dopo la passerella nudista nella notte più santa dell’anno, la dissacrazione profana della vecchia chiesa tedesca che deve adeguarsi ai tempi finanziari che corrono, alla scarnificazione delle identità europee, non sono un’ipotesi remota. Prima fa fagotto l’antico, prima il politicamente corretto si fa strada. E il messaggio è netto, e da qui la seconda stranezza: la notizia rilanciata dai media tedeschi è questa. Ovvero che il fedele che aveva preso per le orecchie la femen cercando di allontanarla dall’altare, è stato raggiunto da una denuncia per lesioni. E la polizia di Colonia lo conferma.

Insomma, la Germania ci illumina, ci indica la strada della nuova politica europea, quella che relativizza tutto e massimizza i profitti, che fa da moccolo al blocco finanziario e politico americano e che decide come e perché si può entrare in un luogo di culto, dissacrarlo e subire una denuncia e un processo se appena lo si cerca di impedire. D’altra parte l’ arcivescovo di Colonia Joachim Meisner, mesi fa era stato criticato per aver affermato che la ricetta per salvare la demografia del Paese non era, come ripetuto da frau Merkel, quella di aprire le porte della Germania all’immigrazione, bensì di incoraggiare anche pubblicamente le donne tedesche a fare figli. Ad esempio aveva detto al quotidiano Stuttgarter Zeitung. “È da qui che bisognerebbe partire e non, come fa Frau Merkel, presentare soltanto l’immigrazione come soluzione dei nostri problemi demografici… Dovremmo formare questi disoccupati (spagnoli e portoghesi, ndr) e dar loro così una prospettiva, ma poi dovremmo lasciarli tornare nella loro patria, dove c’è bisogno di loro».

Macchè, troppo ortodosso e troppo poco politicamente corretto. La Germania dell’euro e l’Europa di Obama, valgon bene una messa.

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