La fidanzatina di Silvio… E la Lega si vuole alleare ancora con loro!

di REDAZIONE

Questo articolo è stato pubblicato con grande rilievo da Libero. Il nuovo Pdl (o come si chiamerà) ha trovato il suo Benigni, la reincarnazione di Emilio Fede, il lucano Camillo Langone.
Si consiglia la lettura a Bobo Maroni e a tutti quei leghisti che si vogliono ancora alleare con gente del genere.
Nota bene: non è uno scherzo!

La fidanzatina Francesca farà ringiovanire Silvio
La ventinovenne partenopea è bella ed entusiasta. Sarà una ventata di freschezza e gli darà la carica per affrontare i processi, gli attacchi e la campagna elettorale
Di Camillo Langone

È bella fuori, e questo lo può verificare chiunque, guardando le foto. È bella dentro, e questo dice chi la conosce bene e quindi dobbiamo crederci. Ma è anche utile, funzionale alla causa: l’avvenenza di Francesca Pascale, la fidanzata ormai ufficiale di Berlusconi, promette di non essere fine a se stessa ma di rappresentare un nuovo tempo per un pezzo importante di politica italiana siccome «l’amore per la bellezza ci chiama alla vita». Il virgolettato appartiene a uno che se ne intendeva, un colto, elegante, benestante signore tedesco che a 74 anni si innamorò di una ragazza di 19, insomma Goethe.
La differenza Silvio-Francesca è un poco più lieve, lei è nata a Napoli nel 1985 e solo un paio di generazioni fa a 29 anni non si era più ragazze bensì, quasi sempre, signore ovvero madri di famiglia.
Pertanto, guai a chi solleva l’argomento della giovane età della donna. E guai a chi ironizza sulla
non più verde età dell’uomo: guai e ludibrio perché dimostra di non conoscere la storia dell’arte. Berlusconi non è un funzionario della politica e non va confrontato con i Bersani e i D’Alema, che giustamente abbisognano di compagne e quindi suppergiù di coetanee: Berlusconi della politica è
un artista e pertanto necessita di muse proprio come Picasso che frequentava le sue modelle ben
oltre l’orario di lavoro, e spesso erano belle ragazze con quarant’anni meno di lui, e qualche
volta rimanevano pure incinte. Il vecchio Toscanini scrivendo alla giovane amante elogiava Giuseppe Verdi anch’egli attivo fino a tarda età: «E se gli piacevano le donne che male c’è? Ha scritto a ottant’anni il Falstaff – a settantaquattro l’Otello – con quel po’ di fibra vuoi che si accontentasse di dire Ave Marie».
Francesca Pascale ha un nome italianissimo che conforta noi patrioti dopo tante Maryshtell, Nicole, Ruby (per non dire Karima), tutta un’onomastica aliena che cozzava con il sogno di rifare Forza Italia e con la voglia di contrastare l’eterodirezione globalista della crisi nazionale. Mentre il cognome, fateci caso, profuma di resurrezione. Suo padre è un berlusconiano convinto che l’ha instradata politicamente, subito dopo una breve parentesi nel mondo dello spettacolo di cui oggi non si ricorderebbe nessuno se non ci fosse Internet con quella sua maledetta memoria da elefante. Francesca aveva 14 anni e partecipò in veste di ballerina a un clippino musicale di Telecapri. siccome in giro se ne parla come di qualcosa di terrificante, di oltremodo compromettente, sono andato a vedere il filmato su Youtube ma di terrificante ho notato solo musica e regia: la Pascale
sorride e balla insieme ad altre tre ragazze, anch’esse sorridenti e danzanti, sullo sfondo del Golfo
di Napoli. Dov’è lo scandalo? Dov’è il problema? Non vi piace la coreografia casereccia? Va bene, la prossima volta diremo a Telecapri di resuscitare Pina Bausch così i sofisticatissimi antiberlusconiani almeno a questo dettaglio non si attaccheranno più.
Il mare dev’essere molto importante nella vita della berlusconiana fidanzata, non per niente è cresciuta a Posillipo, la penisola napoletana che è al contempo quartiere alto e vertice del sublime mediterraneo con quella etimologia greca che sembra inventata, da tanto è bella, ma è vera:
Pausilipon, pausa dal dolore. Il cuore del Cavaliere ha certo bisogno di antidolorifici, stretto fra il
ricordo dei lutti famigliari e un presente fatto di processi innumerevoli e tradimenti politici annunciati. E meno male che c’è Francesca altrimenti ogni volta che parlano i montiani del Pdl, gli
infidi Alfano, Frattini e Mauro, colui che li ha portati in parlamento dovrebbe correre in farmacia.
È bella fuori, è bella dentro, e in lei la bellezza prende la forma dell’ardore: nel 2006, al tempo del
governo Prodi, fondò e presiedette il club «Silvio ci manchi» con il quale noleggiava aerei che in Sardegna, dalle parti di Villa Certosa, trainavano immensi striscioni con su scritta la frase incoraggiante. È una ventata di giovinezza, chiaro. «Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio», ha scritto Kafka che Berlusconi ha letto o forse no: forse in questa storia ha soltanto seguito i suoi ben protesi nervi.
Con al fianco una donna del genere potrà cominciare a dare del matusa, del rottamando, perfino a Matteo Renzi, quel provincialotto dai gusti vintage che qualche mese fa ha mosso mari e monti per cenare col suo mito Bruce Springsteen, un rocker attempato già in fase calante prima che Francesca nascesse. Con una donna così bella a dargli la carica forse c’è qualcuno, nel partito e fuori dal partito, che comincia a vedersela brutta.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

I tecnici? Sono i veri nemici dell'economia reale

Articolo successivo

E' FATTA! ESQUERRA E CiU TROVANO L'ACCORDO: REFERENDUM NEL 2014