La favola del Nord evasore: una balla clossale

di ROBERTO BERNARDELLI*

Per piacere, smettiamola di leggere e scrivere queste cose. Quali? Questa, ad esempio:

“Il Sud si avvicina al Nord nella classifica del rischio evasione, misurato con l’indicatore elaborato dal Centro studi Sintesi per ‘Il Sole 24 Ore’. Il miglioramento del Mezzogiono, piu’ dalla ‘compliance’, e’ frutto della crisi, che comprime i consumi (anche quelli finanziati ricorrendo ai guadagni in nero) e riscrive la geografia del ”sommerso potenziale”. Nella classifica per provincia, le aree settentrionali -scrive ‘Il Sole 24 Ore’- restano comunque avanti, con Milano e Bologna al top per fedelta’ fiscale. Ragusa, invece, chiude la graduatoria, che vede cinque province siciliane tra le ultime sei”.

Ma che siamo deficienti? Ci manca la capacità di comprendere il senso del vero piuttosto che del verosimile e della dissimulazione meridionalistica?

Il Sud si avvicina ai tassi di evasione del Nord? Ah beh, allora siamo a posto. E quando si avvicinerà alla capacità produttiva, imprenditoriale, contributiva? Per il gettito fiscale? Classifiche come queste rovesciano il Paese, ce lo fanno vedere al contrario, come d’altra parte già si presente: andiamo all’indietro. Occorre dimostrare che il Nord è peggio del Sud, che i razzisti fiscali sono i padani, che gli evasori sono qui perché qui le imprese fanno le furbe, non pagano le tasse, prendono per i fondelli la guardia di finanza, i pensionati, gli invalidi veri e falsi.

Per piacere, non prendeteci per il sedere. Succhiati, depredati, fottuti dal sistema italico, dobbiamo anche sobbarcarci il titolo nobiliare di farabutti dell’evasione. Qualcosa non ci torna. Anzi, non torna mai.

Ma come, non era stato scritto di recente dalla Cgia di Mestre che ci sono “quasi 3 milioni di lavoratori in nero  presenti in Italia”? E che con le loro prestazioni “questi lavoratori “producono” 102,5 miliardi di Pil irregolare all’anno (pari al 6,5% del Pil nazionale), “sottraendo” alle casse dello Stato 43,7 miliardi di euro di gettito”? E che, “a livello territoriale la Regione più “colpita” è la Calabria: l’incidenza del valore aggiunto da lavoro irregolare su quello regolare è pari al 18,6%. In generale è tutto il Sud a soffrire la presenza dell’economia sommersa: quasi la metà (19,2 miliardi su 43,7) del gettito potenzialmente evaso è in capo alle regioni del Sud”?

E allora, perché si continua fare la politica della mediazione compassionevole, per cui la sola cosa che si sa dire, dopo che escono questi dati inconfutabili, è che il Sud è povero, che il Nord mangia sul Sud, che dai Savoia in giù è tutto uno sfruttamento litanoso dall’unità d’Italia in avanti? Non siamo in avanzato stato di senilità per capire come vanno le cose. Che il Nord, e la Lombardia soprattutto, è più avanti della Baviera e che da soli saremmo liberi, anziché mantenere il meridionalismo che impera in tutto lo Stato borbonico? E che senza il meridione che ci ha reso insopportabile l’euro, saremmo stati i più forti dell’Europa del Nord? E non è forse vero che la finanza investe nell’area dell’euro del Nord? sarà per l’evasione che appioppano addosso o per altri dati reali?

Ovviamente, nei giorni successivi ai dati calabresi, un vigilantes di quella regione si era risentito. Ma come… Noi? Vittime! Certo. E Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, allora, gli aveva replicato a stretto giro di posta così:

“Invito il Presidente della Commissione Regionale della Calabria per il sommerso di andarsi a vedere i dati Istat, Censis e le ultime pubblicazioni redatte dal Centro Studi Sintesi in materia di evasione/lavoro nero. Avrà modo di capire come stanno le cose ed, in particolare, verificare che i nostri dati sono inconfutabili. Anzi, quando vuole siamo a disposizione per spiegargli in maniera molto precisa come vanno interpretate le nostre statistiche. Ho l’impressione, dalla replica che ha redatto, che non abbia capito nulla.”

“Se il Presidente avesse letto la nostra nota spedita sabato scorso – conclude Bortolussi – avrebbe capito che non era nostra intenzione demonizzare nessuno, tanto meno la Calabria.  Infatti, abbiamo sottolineato come il lavoro irregolare, presente in tutto il Paese,  trovi nelle Regioni del Sud una diffusione superiore alle altre realtà in ragione di fenomeni sociali, culturali ed economici che si sono sedimentati  negli anni. Una piaga che, purtroppo, si è  acuita con la crisi economica in atto”.

D’accordo. Ma noi, a differenza di Bortolussi, che fa meravigliosamente bene il suo mestiere, non vogliamo più doverci giustificare. Spieghino piuttosto gli altri perché vivono così, alle nostre spalle.

 

*Presidente Indipendenza Lombarda

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16 Comments

  1. Il lavoro del Prof. Ricolfi sbugiarda sistematicamente queste romantiche analisi. Magari fosse così….. o meridionalizziamo il nord, ma in questo caso salterebbe il banco con il 50% di economia in nero (escluso pensioni e PA), oppure settentrionalizziamo il sud, e in questo caso i conti tornerebbero a posto anche per noi polentoni, con una rinnovata capacità contributiva diventeremmo come la Germania in pochi anni.
    Fantascienza.

    • Il prof.Ricolfi, nell’intervista del 10-2-2010(il sussidiario.net), riassumendo le tesi contenute nel suo libro “Il sacco del nord”, riconferma una verità ormai accettata da tutti: il sud e’ stato depredato dal nord fin dal primo momento dell’Unita’. Il nord, poi, per impedirgli una possibile rinascita economica, ha finanziato la sua classe dirigente con somme consistenti, per evitare che potessero rinascere quelle industrie precedentemente smantellate, che avrebbero fatto concorrenza a quelle del nord. Attenzione: soldi alla classe dirigente meridionale, non alle masse meridionali! Che sono state abbandonate e costrette ad una disastrosa emigrazione(CIRCA 20MILIONI DI MERIDIONALI COSTRETTI AD ABBANDONARE LA LORO TERRA !). Dopo aver sottolineato lo sfruttamento del sud, ha poi aggiunto una sciocchezza : ha affermato che i Meridionali ,oggi, avrebbero un reddito superiore ai Settentrionali perché godrebbero di maggior tempo libero ! Quindi i milioni di disoccupati (il doppio e, spesso, il triplo delle Regioni del nord) , senza un minimo di retribuzione ed in attesa di emigrare per lavorare e sopravvivere..sarebbero felicemente a spasso , secondo Ricolfi, come i “nordisti” in vacanza a Rimini ! Che cretinata !

  2. Consideriamo tutti i principali fattori economico-fiscali. 1) Le principali industrie sono da oltre un secolo al Nord. 2)Le più grandi banche sono a Nord(avendo assorbito quasi tutte quelle del Sud). 3)Le evasioni delle prime e delle seconde sono enormi. Basta leggere i principali quotidiani del Nord, che evidenziano,in merito, dati vergognosi.4)Di conseguenza al Sud non ci sono grandi industrie e grandi banche che evadono somme enormi. 5)Le poche attività commerciali rimaste al Sud stanno chiudendo una dopo l’altra, in seguito alla crisi economica mondiale iniziata negli USA.6) Le superstiti, medie e piccole, al Sud, per non fallire , PURTROPPO assumono spesso in nero. Con stipendi DI FAME, CHE OSCILLANO MEDIAMENTE DAI 300 AGLI 800 EURO. E QUESTA SAREBBE L’ORIGINE DELL’ENORME “SCANDALOSA “EVASIONE FISCALE AL SUD ? Dove i pochi occupati con stipendi ” normali”, cioè superiori ai 1.000 euro, sono dipendenti pubblici (statali, regionali, comunali, ecc.) che ovviamente non possono evadere. 7) Artigiani e professionisti evadono in egual misura al Nord come al Sud. 8)La disoccupazione giovanile, al Sud, raggiunge quasi il 50%.Al Nord oscilla mediamente dal 10 al 20%. 9)La disoccupazione complessiva e’ al 20,7% in Calabria (e con percentuali analoghe nelle altre regioni meridionali) ; al 5,8% in Trentino , al 7% in Veneto (e con percentuali analoghe nelle altre regioni settentrionali). 10)La criminalità organizzata meridionale , per evitare controlli , deposita ed investe enormi capitali al Nord, dopo aver taglieggiato le poche aziende del Sud. 11)Quindi, al Sud, la situazione economica e’ devastante e l’emigrazione continua come ai tempi di Giolitti. E dopo tutto questo I RESPONSABILI DELLA CRISI ITALIANA SAREBBERO I MERIDIONALI, “RICCHISSIMI MILIARDARI IN INCOGNITO” CHE NON PAGANO LE TASSE E CHE VIVONO ALLE SPALLE DEI NORDISTI? Ma la sua, signor Bernardelli, e’ un’analisi economico-fiscale o una “balla colossale”?

  3. Sono cittadina del sud, per nascita e per obbedienza ai dettati delle istituzioni- marito militare-. Condivido a malincuore molte delle affermazioni di Bernardelli , incontestabili. Il sud è terra amara perchè continua a violare i diritti ed ignorare i doveri, spacciando per favori quelli che sono semplici diritti. Così, il lavoro da 200 euro, quando lo si trova, è un terno al lotto per il quale bisogna ringraziare tizio o sempronio, non necessariamente il politico di turno. Intanto, fortunati con un lavoro a tempo indeterminato, magari dipendenti della P. A.- militari inclusi- trovano con estrema facilità il doppio-triplo lavoro, rigorosamente in nero: conviene ai pluri-lavoratori perchè evadono bellamente, conviene al datore di lavoro che incassa senza dover pagare contributi. Si potrebbero e dovrebbero denunciare queste situazioni, sennonchè tocca al denunciante dimostrare il reato!

  4. Non vedo dove stia la notizia.
    Onestamente, un tasso di evasione del 10-20 per cento e’ del tutto fisiologico, c’e’ da qualsiasi parte del mondo: i lavori marginali e occasionali, queli per cui e’ insensata e impossibile anche solo la spesa di un commercialista e esperto paghe per tenersi in ordine col fisco (ammesso che si possa essere “autorizzati” dal farli), e’ ovvio che sono in “nero”, e non possono essere diversamente specialmente in un paese come il nostro dove gli adempimenti fiscali sono difficilissimi da adempiere anche a prescindere dall’avere i soldi per farlo, e dove e’ proibito tutto salvo quel po’ che e’ esplicitamente “concesso”, qualora si faccia domanda con almeno 10 anni di anticipo.

    Tutto cio’ vale in molto maggiore misura nel sud italia, quindi per forza la’ il “nero” e’ enormemente piu’ diffuso. Perche’ lo e’ enormente di piu’, evidentemente il “sole 24 ore” fa confusione, come al solito, fra il valore assoluto e quello percentuale: il nero al sud e’ percentualmente enormemente piu’ elevato, arriva a punte del 90 per cento, ma in valore assoluto e’ piu’ o meno eguale che al nord o poco piu’ alto, il che dimostra quanto detto sopra: un “fisso” di “nero” per i marginali e’ inevitabile, solo al di sopra di quel fisso dovuto ai lavori marginali e occasionali (che al sud sono la norma) si comincia a pagare all’erario. CIoe’ si comincia a pagare quando avanzano soldi, non quando non bastano per sopravvivere.

    Mi pare ovvio, all aportata di tutti fuorche’ di un giornalista.

  5. pochissimi sono coscienti del fatto che al nord si evade meno che altrove perchè è tutto ben orchestrato dai media centralisti con la complicità rilevante di giornalisti e sociologhi proprio di origine padana

    ma quand’è che capirete che i veri nemici non sono i leghisti ma i personaggi citati?

  6. Lo avevo scritto in un forum qualche anno fa, limeranno e taroccheranno i numeri, gireranno la frittata e alla fine risulterà che al sud hanno il senso civico e dello stato degli svedesi, e che la causa della crisi e delle magagne di questa brutta copia di uno stato è tutta del nord.

    Ai settentrionali consiglio di guardarsi il portafoglio senza ascoltare levantini in doppiopetto o i giornali romani (tutti) scopriranno che i soldi vengono sempre presi a loro per essere portati al sud.

    Impossibile mentire sui fatti, guardate dove va il denaro e capirete chi vi frega.

    Tanto per dirne una il Veneto e la Lombardia sono all’ultimo e al penultimo posto per soldi ricevuti dallo stato e al primo e al secondo posto per soldi dati, anzi per soldi estorti.

    Fate voi.

    • L’ormai famoso, tra noi, residuo fiscale: almeno EUR 50 mld annui (mostruoso) per la Lombardia, ed almeno EUR 20 mld annui (idem) per la Serenissima Repubblica che fu…

  7. Il comportamento fiscale della gente del nord dovrebbe uniformarsi a quello della gente del sud.
    Senso civico a culo, in nome del primo comandamento della costituzione reale accattonica italiana “siam tutti uguali”, al nord si potrebbe tranquillamente usare i parametri del sud.
    Versare se ce ne rimangono, mai indebitarsi per pagare tasse, lamentarsi e chiedere al sistema pubblico tramite i politici locali di tutto e di più in cambio del voto.
    Lasciare andare a schifio i beni pubblici, sfruttandoli senza pietà e senza rispetto, magari appropriandosene di nascosto, ed occuparsi del proprio particulare.
    Non mettersi a sognare con nuove iniziative imprenditoriali che avrebbero l’insuccesso assicurato, e vivere di sovvenzioni, aiuti, finanziamenti a pioggia, false pensioni, truffe ad assicurazioni.

    Se solo il nord si avvia, anche senza percorrere del tutto, tale strada , lo stato in sei mesi crolla in singulti di isterismo fiscale e finanziario.

    Dopo, il sud rimane quello che è, ed il nord se ne va per i fatti suoi dato che il nord ,se libero, recupera.

    Non mi dispiace affermarlo, ma il nord deve prendere esempio dal sud se vuole demolire lo stato centralista ed unitario.
    Altro che lega.

    • Piuttosto che evadere a la …Totò, molto meglio – più efficace e dignitoso – sto c***o di sciopero fiscale.

      A proposito, leggo dal Il Giornale (sezione Milano) che il duo Maroni+Salvini si appresterebbero a patrocinare lo sforamento del patto di stabilità da parte dei comuni Lombardi, generante EUR 6 mld di “avere”. Tutto vero?… Vi torna o è fuffa come al solito?

    • non hanno vinto, semplicemente si stanno riprendendo il loro, e senza interessi:

      pardonuovo.myblog.it/archive/2013/08/16/perche-la-sicilia-e-arretrata-5600680.html

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