La crisi sta finendo? Gli italiani non riescono nemmeno a indebitarsi

di CLAUDIO PREVOSTI

La crisi sta finendo? In realtà è l’estate che si avvia a finire (si fa per dire…), riecheggiando una canzone cult di alcuni decenni fa. La cisi, invece, almeno in Italia c’è ed è sempre più pesante. «La contrazione del credito alle famiglie è un fenomeno estremamente allarmante che monitoriamo e segnaliamo da tempo. Infatti, come denunciato dalla Cgia, si consolida sempre di più la resistenza da parte delle banche a concedere prestiti (per non parlare dei mutui) alle famiglie. Ma a tale tendenza si aggiunge un ulteriore elemento che contribuisce a determinare la caduta verticale del credito al consumo nel nostro Paese: secondo le elaborazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tale calo è dettato anche dalla forte contrazione delle richieste di prestito da parte delle famiglie.Il profondo disagio che i cittadini affrontano quotidianamente è tale da non consentir più loro nemmeno di indebitarsi». È quanto scrivono in una nota Federconsumatori ed Adusbef.

«La convergenza di tali fenomeni ha portato a registrare, nel 2013, una diminuzione delle consistenze del credito al consumo pari al -4% rispetto allo scorso anno, confermando una tendenza già iniziata dopo il 2009.Mentre dal 2002 al 2009, infatti, vi è stata una continua crescita delle consistenze debitorie (dovuta alla necessità di colmare la perdita del potere di acquisto all’indomani del passaggio dalla Lira all’Euro), a partire dal 2009 – 2010, con l’aggravarsi degli effetti della crisi economica, tale andamento ha iniziato a ribaltarsi: le famiglie hanno cominciato a diminuire fortemente gli acquisti, anche rateali. Fino a tornare, nel 2013, a livelli antecedenti il 2008», spiegano le associazioni di consumatori. «Un grave segnale di allarme che conferma, ancora una volta, la necessità di un avvio urgente ed immediato di misure tese al rilancio del potere di acquisto delle famiglie attraverso detassazioni (IMU, IVA, Tares) ed investimenti per il lavoro e l’occupazione -affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef-.Un passo decisivo per le ripresa economica delle famiglie e del Paese, che va compiuto senza ulteriori esitazioni. È questa, infatti, la strada concreta per dare un nuovo impulso alla crescita economica, segnando un rilancio dei consumi e della produzione».

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6 Comments

  1. L’Italia non è mai stato un paese unito, troppe differenze da nord a sud, da est ad ovest. La crisi economica che durerà quest’anno ed oltre, provocherà una spaccatura a questo paese. Più ci tassano e più aumenta il debito pubblico, la situazione scoppierà.

    Secondo me ci sono 4 regioni omogenee:
    – Triveneto, per cultura, economia e storia (Ricordiamo la millenaria Repubblica Serenissima di Venezia)
    – il nordovest, a cui potremmo mettere a capo la coppia b&b
    – il centro
    – il sud

    Secondo me l’italia esploderà in questi 4 stati.

    • E’ la coppia B&B che mi sfugge.
      Saranno Bettega e Boniperti? ma metterli a capo della parte orientale del Ducato di Savoia mi pare eccessivo.
      Saranno Bagna Caoda e Buridda? buoni ma non rappresentativi politicamente.
      Saranno mica Bossi & Berlusconi? il secondo con il calvinista Nord Ovest mi pare abbia ben poco da spartire, con quel cranio brachicefalo, la bassa statura non mi pare sia dei nostri, con quella costanza levantina nel violare le leggi, quall’ossessione mediterranea per il sesso mi pare più adatto a rappresentare la Magna Grecia.

  2. Il governo attuale non è in condizioni di risanare l’economia del paese e ridare fiducia alla gente.
    E questo perché non riesce e non vuole , per ragioni demagogiche , ridurre pesantemente ed immediatamente la spesa corrente e i costi del sistema pubblico.
    Siccome all’interno del mondo politico italiano non esiste un liberale che sia uno, sono sicuro che nessuno proporrà l’amara medicina liberale, e nessuno la somministrerà.
    Debito su debito, conti fuori controllo, crescita assente, degrado economico e sociale in forte aumento.
    Default cosmico.

    Un governo decente, appena decente, deve ridurre di colpo le spese di 100 miliardi.
    E ogni anno 100 miliardi in meno fino a dimezzare la spesa da 800 a 400 miliardi.
    Privatizzare tutto il possibile, sanità e sistema pensionistico compresi.
    Nella prospettiva di ridurre i costi totali a 200 miliardi per anno.
    Contemporaneamente ridurre le tasse di 70 miliardi all’anno. Fino al raggiungimento di un sistema fiscale in cui si abbia Iva al 4%, imposte dirette con aliquote flat del 10 e 15% per scaglioni fino a 150mila e oltre 150mila.
    Abolizione di tutte le patrimoniali, Imu, tassa sul possesso di auto, tv, etc.

    Siamo ad un punto in cui, per me si è superato il limite di salvezza.

    In ogni caso con la gradualità esasperata ed i mezzucci introdotti da un governo instabile e marcio come l’attuale, non si va da alcuna parte.
    Si prolunga l’agonia.

  3. L’UNIVERSO – IL PASSATO CHE IMMAGINIAMO O LA REALTA’ PRESENTE CHE VIVIAMO.
    L’universo ha miliardi di anni e molto prima di Adamo ed Eva, è stato popolato da esseri che il tempo ha tramutato in polvere o granelli di sabbia, altri compattati in Montagne ed altri ancora in Rocce pietrificate, e con la loro pipì si sono formati gli Oceani.
    Per quello che conosciamo fra realtà scientifiche e Filosofie o quelle inventate in epoche remote appartenenti esclusivamente al nostro Pianeta, graziati dai vari prodotti della Natura per il nostro sostentamento, unitamente ai fatti descritti dai grandi pensatori: Mitologie surreali, Astrattismo, Filosofie varie, o le imposizioni dei maghi del profitto improntati sul Potere e la Speculazione, siamo arrivati al terzo millennio, trascinando per milioni di anni le stesse abitudini truffaldine incarnate nell’essere umano sin dalle origini, per vivere al di sopra degli altri.
    Il Pianeta terra con i suoi tradizionali problemi di: Religioni, Potere, Guerre, Armamenti, Schiavitù Economica e Alimentare, tutti stipati sotto all’ombrello globale del Capitalismo, il quale a parere di alcuni personaggi terrificati dalla attuale Crisi Nazionale e da possibili peggioramenti futuri, intravedono:
    LA CRISI TERMINALE DEL CAPITALISMO ?
    UN MONDO SENZA CAPITALI?
    O MEGLIO UN MONDO GOVERNATO DA SAGGI?
    Il Capitalismo che in altri termini potrebbe essere definito il Dio denaro, l’unico mezzo attualmente obbligato che movimenta il lavoro e lo sviluppo planetario, sostenendo il progresso tecnologico e il consumismo, cavalli trainanti nel mondo intero in tutti i tempi.
    Alcuni uomini spinti da allarmanti preoccupazioni di comportamento di meloni umani ammaccati, i quali offendono l’umanità con fatti privi di buon senso:- In Egitto – In Siria – In Italia – Squinzi – Rimini – Berlusconi – Il Colonnello . Da questi preoccupanti esempi citati, qualcuno con spaventoso allarmismo prevede una crisi terminale del Capitalismo, sarà vero? Personalmente dubito fortemente.
    Senza saperlo, i sette miliardi di esseri umani tutti sparpagliati dalla confusione Politica e Mediatica planetaria, centrata sugli interessi speculativi delle Banche e delle Borse, sono i veri detentori del Capitale Mondiale disponibile. Serve una presa di coscienza.
    Leonardo Boffo autore di una recensione sulla fine del Capitalismo, apparsa su Cambia il Mondo del 20 Agosto 2013, immaginando che sia rivolta esclusivamente sul fallimento del Capitalismo Italiano, le cui ragioni si fondano su un insieme di cause fra le quali una Politica malsana di azzeramento del Capitale, ben condita dalla corruzione e dalle speculazioni organizzate del sistema Italia, con le Industrie di Stato formate da Monopoli fallimentari, Amministrati da Politici e Sindacati mantenuti a vita, molto attenti ai propri interessi, indifferenti alla distruzione dell’Industria Privata Italiana e dell’intero Paese.
    Un gioco Politico infernale che oltre allo svuotamento del barattolo di marmellata e lo svuotamento del pentolone Economico Finanziario Nazionale, hanno creato anche Due mila miliardi e 80 milioni di Euro di debito pubblico tutto in salita, che tradotto in lire risultano cifre spropositate di trilioni, paragonabili alla distanza fra le terra e il sole, ma non è tutto, se a questa cifra che ci appare già colossale, aggiungiamo i debiti dell’Industria, dei Comuni, delle Regioni, delle Provincie e delle famiglie, possiamo dire alla Germania e alla Francia nostri creditori, di portarsi via lo stivale intero e noi Italiani ci trasferiamo in Africa equatoriale dove sicuramente troveremo un posto al sole senza Partiti Politici, per abbronzarci tutto l’anno senza faticare, invece di mantenere una tribù di incapaci posti al comando del Paese.
    Le ragioni che allontanano il Capitalismo dall’Italia sono infinite, e ciascuno le vede dal proprio angolo sociale secondo i propri interessi,ma nessuno osa sottoporre soluzioni convincenti, incluso una azione militare tipica dell’Egitto, per correggere Politica e Giustizia ormai a briglie sciolte verso la catastrofe finale del Paese, mentre dall’alto della Piramide sgangherata, continuano a prosciugare le ultime risorse Nazionali.
    Marx, Engels e tanti altri maestri d’altri tempi nominati da Leonardo Boffo nella sua recensione, i quali hanno trattato l’argomento del Lavoro e dello Sviluppo, con calcoli che allora si ritenevano di vitale importanza per il futuro dell’umanità, mentre oggi sono del tutto impraticabili, poiché non tenevano conto del rischio d’impresa, delle tasse voluttuarie, della corruzione Politica e degli imprevisti, in un mondo dove il pensiero di oggi non è più valido domani, e per questa ragione i grandi sostenitori della dottrina Comunista, si sono convertiti al Capitalismo, unico mezzo di sviluppo e sostentamento mondiale.
    Il problema Economico Produttivo Italiano è unico nel suo genere, rappresentato da una Kasta arrogante che spela liberamente 60 milioni di polli tutti impauriti e divisi, già entrati nella storia degli indifesi contro gli incapaci, agevolati dalla censura e dalle virtù mediatiche di schiribacchini senza patria, con ciofeche inaudite create per diffondere lo scompiglio e la disinformazione, attribuendo le colpe alla Crisi Internazionale, all’evasione Fiscale, all’Euro, alla Globalizzazione, ecc., mentre le colpe inconfutabili sono i costi della nostra Politica, della nostra Corruzione e delle nostre speculazioni Istituzionalizzate, create da scimmie arrampicatrici che Governano il sistema Italia, in armonia fra Stato, Regioni, Province, Comuni, Pensioni d’oro, sprechi a go go, tutti collegati con Associazioni Mafiose di supporto esterno, per racimolare entrate addizionali al sistema Tributario Nazionale, già fuori da ogni considerazione programmata per la ripresa, fortemente in contrasto con qualsiasi volontà di iniziativa imprenditoriale.
    Eppure non mancano le esperienze nella lunga storia della Politica del nostro Paese, unita alle esperienze più aggiornate dove tutte le Industrie di Stato che hanno monopolizzato i mercati per vari decenni, sono tutte fallimentari. Vedere per credere, controllando i Bilanci e i debiti pregressi dei vari Monopoli Statali e poi ci incontriamo al bar con un fiasco di vino per discutere di pallone, di escort e di Miss Italia.
    A livello popolare si riscontra un gran parlare formalizzato esclusivamente sulla critica priva di ragionamento, ma a conti fatti a me pare che il problema é tutto impostato su una questione di coscienza e soprattutto di disinformazione tipicamente Cristiana nel credere a scatola chiusa, mentre sarebbe più giusto nel riconoscere a Cesare le sue giuste spettanze e alla Comunità ciò che appartiene al lavoro della Comunità, esautorando un Parlamento ed un Senato che non seguono gli interessi capillari della Nazione.
    Invece di portare I soldi in Banca per arricchire i grandi speculatori Finanziari, o perderli in giochi di Borsa, dove inizialmente tutti ridono mentre prima o poi ci lasciano le penne, (dal 2007 ad oggi la Borsa Italiana ha perso oltre 15 mila miliardi di Euro, con il penultimo posto nella graduatoria mondiale dopo Cipro). Investite i vostri soldi sul lavoro, come fanno i Cinesi, in modo che il domani dei vostri figli e nipoti abbiano un ricordo migliore dei progenitori.
    Anthony Ceresa.

  4. Quanto sia finita la crisi ce ne accorgeremo Lunedì prossimo, quando in teoria le aziende dovrebbero riaprire e vedremo quante avranno chiuso per sempre.
    Riporto questi dati, che ci illuminano su quanto sia finita la crisi….
    – Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall’Inps dall’inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione;
    – Cassa integrazione: totale di ore di Cig richieste, da gennaio a giugno, supera il mezzo miliardo;
    – Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi;
    – Debito pubblico: a giugno 2013 nuovo record a 2.075,71 miliardi di euro, dai 2.074,7 miliardi di maggio; oltre il 130% del Pil. Secondo le previsioni salirà al 130,8% del Pil nel primo trimestre 2014, rispetto al 123,8% del primo trimestre 2012.
    – Deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%;
    – Disoccupazione: a giugno 2013 si attesta al 12,1%, dato peggiore dal 1977;
    – Disoccupazione giovanile: il tasso nel segmento 15-24anni a giugno 2013 e’ salito al 39,1%, in crescita di 0,8 punti percentuali su maggio e di 4,6 punti su base annua;
    – Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012;
    – Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro;
    – Insolvenze bancarie: quelle in capo alle imprese italiane hanno sfiorato a maggio 2012 gli 84 miliardi di euro (precisamente 83,691 miliardi).
    – Manifattura: indice Pmi resta sotto i 50 punti, linea di demarcazione tra espansione e contrazione;
    – Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi;
    – Pil: nel secondo trimestre il prodotto interno lordo dell’Italia ha subito una contrazione dello 0,2% dopo il -0,6% nei primi tre mesi dell’anno. Comparando il secondo trimestre del 2013 con gli stessi mesi dell’anno precedente il calo è -2,0% (fonte: Eurostat. S&P ha abbassato la sua previsione di crescita 2013 per l’Italia, a -1,9% rispetto al -1,4% previsto a marzo 2013 e al +0,5% stimato a dicembre 2011. Il Fmi ha tagliato le stime del pil Italia 2013 a -1,8%. Nel 2012 il Pil ha subito una contrazione di -2,4%;
    – Potere d’acquisto delle famiglie: -2,4% su base annua, -94 miliardi dall’inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo;
    – Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse);
    – Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012;
    – Produzione industriale : crollata -17,8% negli ultimi dieci anni, su base annua è in calo -2%;
    – Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall’inizio della crisi, 200 miliardi circa;
    – Sofferenze bancarie: a maggio 2013, secondo il rapporto Abi, le sofferenze lorde sono risultate pari ad oltre 135,7 miliardi di euro, 2,5 in più rispetto ad aprile 2013 (+22,4% annuo);

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