La “coalizione semaforo” della Germania conquista il Pd di Letta. Vuole clonarla?

Tra le bandierine italiane ed europee, sugli account degli esponenti del Partito Democratico fanno la comparsa, da qualche giorno a questa parte, dei piccoli semafori. Il codice della strada non c’entra. C’entra, invece, la coalizione semaforo che ha dato vita al governo guidato da Olaf Scholz in Germania e a cui i dem nostrani guardano con crescente interesse.

‘Semaforo’ perche’ i colori dei tre pariti che ne fanno parte sono il rosso dei socialdemocratici della Spd, il giallo dei liberali della Fdp, e il verde di Alleanza 90/Verdi. Ora, il segretario dem Enrico Letta e’ al lavoro pancia a terra nella difficile costruzione del ‘campo largo’ di centrosinistra, con non poche difficolta’: se il rosso sara’ rappresentato nel campo largo dalla socialdemocrazia del gruppo S&D, partecipato anche dai dem in Europa, i liberali italiani non hanno un’unica casa politica, ma trovano alloggio ora nel Pd, ora in Italia Viva, spesso in Forza Italia.

Gli attacchi di Matteo Renzi al suo ex partito non incoraggiano a immaginare un futuro di coabitazione. Ma Letta e’ comunque sicuro di poter catalizzare le forze moderate di centro attraverso un lavoro “dal basso”, da portare avanti con le Agora’. Il colore giallo potrebbe comunque essere portato dai Cinque Stelle, con cui Letta ha avviato e porta avanti un dialogo non sempre facile, specie per le turbolenze interne ai grillini.

Il verde, oltre che dalle sensibilita’ ambientaliste presenti in M5s e Pd, potrebbe essere portato dalle realta’ sociali e associative sul territorio e da un partito come Europa Verde. Al di la’ dei giochi cromatici, tuttavia, a suscitare l’interesse dei dem e’ soprattutto il programma appena presentato dal cancelliere Scholz e dai suoi alleati. “Piu’ si guarda nel dettaglio e maggiore e’ l’interesse col quale guardare alle innovazioni della nuova coalizione che guidera’ la Germania con Olaf Scholz. Bene”, commenta il segretario Pd.

A scandagliare i punti del contratto di coalizione tedesco, in effetti, balza all’occhio la coincidenza di alcuni temi con quelli portati avanti dal Partito Democratico a trazione Letta. In particolare per quello che riguarda i temi del fisco e del lavoro: il salario minimo (che Scholz vorrebbe a 12 euro) e la parita’ salariale sono proposte ormai identitarie del Partito Democratico.

Cosi’ come l’estensione del voto ai 16enni, proposta che Letta porta avanti fin dal giorno della sua elezione. E un provvedimento bandiera e’ anche il “buergergeld” tedesco, ovvero il “reddito cittadini”. In questo caso, la bandiera appartiene ai Cinque Stelle che hanno introdotto il reddito di cittadinanza in Italia, ma il Partito Democratico ne difende i motivi ispiratori, respingendo le tentazioni di cancellazione tout court del centrodestra e di Italia Viva. C’e’ poi il capitolo della transizione verde.

Lo sviluppo di energie rinnovabili, si legge nel contratto di coalizione tedesco, sara’ al centro dell’azione di governo: il faro dell’azione politica del governo Scholz saranno gli accordi di Parigi e, seguendo quella strada, la Germania punta a diventare un Paese a emissioni zero entro il 2045, senza passi indietro rispetto all’addio all’energia nucleare.

“C’e’ grande sintonia su molti temi”, dice all’AGI il Responsabile Economico del Pd, Antonio Misiani, che sta partecipando in questi giorni al tavolo di maggioranza sulla Manovra: “Penso al fisco, alla sfida della doppia transizione ecologica e digitale, alla parita’ salariale, alla sburocratizzazione e semplificazione. Il sussidio di base per i bambini sembra rispecchiare il child guarantee proposto da S&D in Europa”, aggiunge l’esponente dem: “Sul salario minimo noi enfatizziamo di piu’ l’attribuzione di valore erga omnes ai minimi contrattuali maggiormente rappresentativi”, sottolinea ancora Misiani.

Chi nel Pd sta portando avanti il lavoro per il diritto alla riservatezza dei dati biometrici, come il deputato Filippo Sensi, puo’ dirsi “felice” del fatto che “finalmente questi temi siano affrontati” in un programma di governo. A scorrere il ‘contratto semaforo’ si incontrano l’estensione della rete di fibra ottica, l’implementazione della cybersicurezza e dei diritti dei cittadini alla trasparenza e alla protezione da falle nella sicurezza, il diritto alla sovranita’ digitale, gli investimenti nell’Intelligenza Artificiale e nelle tecnologie del futuro, l’istituzione di una agenzia ad hoc sui dati. Tuttavia, attenzione: “L’Italia su questo ‘rischia’ di fare da apripista anche nei confronti della Germania”.

Infatti, Filippo Sensi ha presentato una proposta di legge per arrivare a una moratoria di tre anni nell’utilizzo delle videocamere di sorveglianza a tracciamento facciale nei luoghi pubblici. “Ho chiesto un moratoria in attesa che legiferi l’Unione Europea”, spiega Sensi: “Ormai sono diffusi i dubbi e le perplessita’ nei confronti di una tecnologia da societa’ della sorveglianza. Io ho presentato una proposta di legge su questo che, poi, e’ stata recepita in un emendamento approvato al Senato. Se sara’ confermato dalla Camera, la moratoria diventera’ legge”.

Meno entusiasmo suscita nell’esponente del Pd la formula del contatto, “che rimanda alle esperienze passate di Berlusconi e del governo Gialloverde”. Meglio concentrarsi sulla coalizione. Anzi: sul “confronto fra due coalizioni” che e’ proprio di un sistema bipolare. “Lavori sono in corso sia a sinistra, sia nel centro riformatore. Una coalizione e’ quello che dobbiamo fare per battere la destra”, aggiunge Sensi.

Al voto ai piu’ giovani e alla legalizzazione della cannabis guarda Chiara Gribaudo, deputata e Responsabile Missione Giovani del Pd: “Voto a 16 anni e cannabis legale. Sono due punti che trovano posto nel contratto del governo Scholz in Germania. A quando in Italia? I governi di grande coalizione non devono essere ostacolo al riformismo”, scrive su Twitter. Ed esulta Lia Quartapelle, deputata e Responsabile Esteri del Pd: “Salario minimo a 12 euro, eliminazione del carbone entro il 2030, voto ai 16enni, investimenti sulla scuola e per costruire nuove case. Ecco cosa succede quando, come in Germania, c’e’ un nuovo governo di centrosinistra”. Firmato, semaforino. Al fondo dell’interesse di Letta e dei suoi, tuttavia, c’e’ anche dell’altro.

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