La campagna elettorale parte sotto il segno dell’Imu

di GIORGIO CALABRESI

Il primo giorno di campagna elettorale inizia, come prevedibile, sotto il segno dell’Imu, l’odiata imposizione sugli immobili, una mini-patrimoniale come e’ stato detto da molti, che pero’ ha consentito, ribattono altri, accanto alla riforma delle pensioni e altre riforme attuate dal governo Monti di mettere in sicurezza i conti del paese. Non a caso l’introduzione dell’imposta nella sua configurazione attuale, estesa alla prima casa, e’ stata fatta appunto con il decreto Salva-Italia del dicembre 2011.
Il saldo finale potrebbe portare alle casse dello Stato circa 15 miliardi che, sommati ai 9 miliardi incassati con l’acconto di giugno, garantirebbero un gettito complessivo di 23-24 miliardi di euro. Si potrebbero superare cosi’ i 21 miliardi preventivati nel Salva-Italia. Su un gettito totale stimato dalla Cgia a circa 24,1 miliardi di euro, 4,2 miliardi sono in capo ai proprietari di prima casa (17,5% del totale), 10,8 miliardi pesano sui proprietari di seconde e terze case (45% del totale), mentre gli imprenditori pagano poco piu’ di 9 miliardi di euro (37,5% del totale) dice l’associazione degli artigiani di Mestre. Secondo uno studio dell’Ifel, inoltre, il 25% dei Comuni ha aumentato l’aliquota Imu sulla prima casa: il 17,8% fino a un punto e il 7,5% fino a 2 punti. Il 68,3% ha lasciato per la casa di abitazione l’aliquota standard, mentre circa il 6,5% l’ha ridotta (3,4% fino ad un punto e 3% fino a 2 punti).
Mai sopportata da buona parte degli italiani, soprattutto dopo che per breve tempo era stata abolita l’Ici che di fatto l’Imu sostituisce, l’imposta sulla prima casa e’ finita per diventare un discrimine nella competizione elettorale. L’Imu la cancelleremo al primo consiglio dei ministri, ha detto oggi Silvio Berlusconi, aggiungendo di avere gia’ pronto un disegno di legge che ritrovera’ per altre strade ”la stessa cifra”.   Quali siano le altre strade per trovare la cifra non è però dato sapere…
Un’affermazione, quella di Berlusconi, fatta a piu’ riprese da settembre a oggi, contraddetta da Mario Monti nella lunga conferenza stampa di oggi. ”Quella di togliere l’Imu e’ una proposta bellissima e piena di attrattiva popolare”, ha spiegato ironicamente: ”E’ bellissimo e allora io direi anche ridurre le tasse o reintrodurre il concetto che con le tasse significa mettere le mani nelle tasche degli italiani… Ma se si fara’ senza altre grandissime operazioni di politica economica, chi verra’ al governo un anno dopo, e non dico dopo cinque anni, dovra’ mettere l’Imu doppia”.

Anche Beppe Grillo, leader del M5S dice di volere abolire l’Imu sulla prima casa: ”Ma lo dico da almeno un anno”. ”La prima casa – ha aggiunto – deve essere impignorabile come bene primario. Berlusconi quando dice queste cose non e’ piu’ attendibile perche’ e’ come quando ha promesso un milione di posti di lavoro”.
Ancora prima che la polemica arrivasse sulle prime pagine e’ intervenuto sul tema anche il responsabile economico del Pd,
Stefano Fassina, secondo cui ”servono ritocchi sulle pensioni” e ”va alleggerita l’Imu”. Per le risorse necessarie a ‘scontare’ l’imposta il nostro obiettivo e’ agire sulla prima casa, alleggerirlo solo per i valori medio-bassi aumentando le aliquote di quelli piu’ alti”.

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