La burocrazia spesso non funziona per volontà della politica

di SANDRO MIGOTTO
Vi sorprenderò: comincio infatti col fare l’elogio di un Ufficio Pubblico, l’Agenzia del Territorio (per i non addetti ai lavori, e’ l’ex Catasto). Ho intrapreso la mia attivita’ lavorativa come tirocinante il primo ottobre 1985 dopo aver concluso, due giorni prima,  con dubbio onore la mia carriera militare – all’epoca era ancora obbligatorio il servizio di leva. Il 28 febbraio 1985 venne promulgata la Legge n. 47/85 (Presidente della Rep. Pertini, Presidente del Consiglio Craxi, Ministro Lavori Pubblici Nicolazzi e Guardasigilli Martinazzoli). Che tra le tante cose, oltre alla possibilita’ di sanatoria per abusi edilizi, rendeva obbligatorio l’accatastamento dei fabbricati: una immensa mole di lavoro per tutti i professionisti; di fatto si doveva accatastare una gran bella fetta degli immobili dell’Italia.
Per circa dieci anni, due o tre volte la settimana, andavo come molti miei colleghi  a Venezia al Catasto per presentare le pratiche di accatastamento di fabbricati, ovver, sveglia alle tre di mattina, un’ora di treno, mezz’ora a piedi e scrivere il proprio nome su una lista autogestita. L’ufficio in questione (UTE) all’epoca apriva alle nove di mattina. In inverno siamo stati persino fotografati con il fuocherello acceso (a cento metri dal Ponte di Rialto) come le signorine sotto i cavalcavia di Mestre… Non sono mancate risse per le liste, non sono mancate denunce e processi per corruzione per dipendenti dell’ufficio in questione e professionisti,  figli certi dell’inefficienza di Stato; da sempre l’inefficienza di Stato e’ la grande Madre della corruzione
Cosa e’ poi successo per spiegare invece il mio elogio? Uno dei tanti sgangherati Uffici Pubblici, l’Agenzia del Territorio appunto, si e’ informatizzata. Significa che dal mio ufficio, come dagli uffici di architetti, ingegneri, notai  etc., in via telematica e dotati di PEC  (peraltro obbligatoria), si invia il tutto ed entro un paio di giorni si hanno le attestazioni delle pratiche catastali che presentiamo (Pregeo e Docfa, ovvero l’inserimento in mappa di ampliamenti e di nuove costruzioni e la presentazione delle schede planimetriche con relativa attribuzione della rendita Catastale), oppure possiamo avere in tempo reale (un paio di minuti) le visure catastali relative a terreni o fabbricati. Ripeto: tutto in via telematica senza code, senza tempi morti e comodamente seduti nel nostro ufficio; pagamento dei diritti catastali con RID bancario. Cio’ significa minor tempo perso per i professionisti, tempi certi e veloci ed in ultima analisi minori costi per il cliente/contribuente.
Non nascondo, e sono malizioso che,  sebbene l’Ufficio abbia standard europeo,  esso è ispirato da sentimenti tutt’altro che benevoli verso il cittadino/contribuente. Il Catasto e’ nato per due funzioni fondamentali: la prima topografica, la seconda fiscale.  Non voglio, per questioni di spazio su questo giornale, spiegarvi perche’ la prima funzione sia diventata secondaria rispetto all’altra. Vi basti sapere che il Catasto Italiano non e’ probatorio (in tema di confini, etc.) a parte qualche picccola area di questo Stato, ovvero il Tavolare Triestino e zone limitrofe, il Catasto Austro-Ungarico per il Sud Tirolo e parte del Trentino, posti dove l’Italia non ha messo le mani. Per lo Stato e’ diventato interesse primario l’attribuzione della Rendita Catastale, ovvero la base sulla quale noi tutti proprietari dobbiamo pagare le Tasse.
Gia’ quello che ho scritto dovrebbe far meditare. Vi ho bonariamente presi in giro. Non solo i Professionisti possono avvalersi di codesto sistema informatico. Lo possono fare e lo fanno anche gli Uffici Tecnici Comunali. Vi sto semplicemente dicendo che ogni Comune sa in tempo reale quali sono le vostre proprieta’ e che rendite catastali ne derivano (a cui va applicata, per esempio l’IMU).  Molti cittadini in questi mesi hanno fatto la coda nei Patronati, nella sede dei Sindacati, per farsi redigere i bollettini per il versamento dell’IMU.  Dai miei clienti e da  altri miei colleghi abbiamo sentito di costi vergognosi (da 20  a 25 euro a visura applicati dai Patronati e dagli uffici dei Sindacati: sia noto che il costo in via telematico per una visura e’ di circa 0,30 euro). Se fossero andati nell’Ufficio Comunale tale costo sarebbe stato pari a zero.  E questi carrozzoni, colpevoli come tutti gli altri, sarebbero i grandi difensori degli operai e dei dipendenti? Lasciamo perdere…

Perche’ la Pubblica Amministrazione non funziona? Vi faccio un altro esempio per maggior comprensione. Qualcuno dei lettori ha mai provato a costruirsi una casa o a ristrutturarla, ampliarla etc? Credo sia stata un’odissea. Presentato il progetto, bisogna ottenere i cosiddetti pareri. Parere sanitario, parere Vigili del Fuoco, parere del Genio Civile, parere della Sovrintendenza dei beni paesaggistici, parere dei beni culturali. Mesi e mesi per ricevere, nei casi piu’ semplici, il via libera. Per non parlare addirittura di anni. Ecco una delle ragioni del dilagare della corruzione. Non stiamo parlando di appalti pubblici, non stiamo parlando di opere faraoniche. Stiamo parlando di necessita’ ovvero creare e migliorare un alloggio per l’arrivo di un nuovo figlio, o migliorare il decoro del proprio fabbricato. Delle nefandezze compiute per le grandi opere e per i Piani regolatori delle grandi citta’ lascio dire ai luminari, spesso docenti universitari  (che sono di fatto, concedetemelo, corresponsabili almeno quanto i politici).

Fatto questo esempio, credo sia tutto piu’ chiaro. La politica si serve della burocrazia, ovvero la pubblica amministrazione, e dei suoi tempi da quarto o quinto mondo con un duplice fine. Il primo e’ di giustificare l’abnorme numero di dipendenti pubblici e da loro ricavare il necessario consenso per mantenere i privilegi della immonda casta che rappresenta solo se’ stessa. La seconda e’ collegata alla prima, ovvero, spesso, il cittadino/contribuente/fruitore di pubblici servizi e’ costretto a corrompere o a chiedere col cappello in mano al politico di riferimento territoriale circa il buon esito di una sua pratica. Siamo certi che il politico di turno si adoperera’ al fine di ottenere il tanto agognato Permesso di Costruire, attribuendosene poi il merito e quindi il voto. Noi professionisti siamo degli incapaci; il politico sa come si fa.

Tornando all’inefficienza voluta politicamente, mi e’ capitato di recente di ragionare con un capo dipartimento di una ASL veneta, mio amico peraltro, e gli chiedevo: ma e’ mai possibile che dobbiamo far chilometri per venire da voi con pacchi di carta (progetti) sotto il braccio? Ci autotassiamo noi professionisti e vi compriamo il programma CAD, la PEC la avete già, e vi mandiamo i progetti per via telematica. Bravo “mona”, mi risponde questo dirigente, e dopo come posso io giustificare il budget ed il numero di sottoposti che ho? Non ho avuto il coraggio di rispondere e chiedo scusa.

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