La borghesia lombarda senza rivoluzione

di GIULIO ARRIGHINI*

Se la rivoluzione non è arrivata in Lombardia, non è solo per colpa dei partiti. E la spiegazione ce la possono dare anche le bambine della Milano bene che si prostituiscono. Su un quotidiano letto di sicuro più dalla borghesia lombarda che dagli operai, dai comunisti e dai loro reduci, si apprende che la riflessione sulla prostituzione volontaria femminile minorenne è un elemento di discussione etica e morale. Ma lo è anche dal punto di vista politico. Anzi, squisitamente politico, un punto di vista “nascosto”.

Perché, paradossalmente, quelle bambine che si vendono per poco, sono proprio le figlie della borghesia e le figlie dei giornali borghesi, tutti milanesi,che gridano allo scandalo. Si scandalizzano, insomma, del loro prodotto culturale, di quanto esprimono nella fase dell’adolescenza che esce dalle loro case. E a scrivere che la borghesia si fa delle “menate” su tutta questa storia sono proprio i giornali della borghesia lombarda.

Il corto circuito è servito. Quelle sono le loro figlie, non sono state generate né da operai né da comunisti, ma dal seno del loro perbenismo conformista e antirivoluzionario.  D’altra parte la Lombardia non ha generato negli anni una classe politica capace di rivoltare il Paese come un calzino.

La Lombardia che produce, vive in se la contraddizione mortale e ferale di essere incapace di incarnare fino in fondo, da Cattaneo ad oggi, una rivoluzione. Anche ai tempi della “Lega d’oro”, ha preferito votare Berlusconi, pur avendo la possibilità a portata di mano, di spostare l’asse costituzionale del potere, con il federalismo. Niente da fare. Poteva finire diversamente, ma la borghesia delle baby puttane ha svenduto politicamente il proprio destino al nulla. In altre zone del mondo, la borghesia ha saputo fare bene il proprio mestiere. Ha perorato la causa dell’indipendentismo, trascinando le masse. Si è posta insomma alla guida di una rivoluzione politica e culturale. Lo scriveva anche Marx nel Capitale che la borghesia, doveva essere la guida di una rivolta, la testa culturale pensante che accendeva la scintilla. Aveva mezzi, intelligenza…

La borghesia lombarda, invece, non muove un dito. Che fa, ora? Vota Renzi? Vota Tosi? Vota Alfano? Si mette alla guida di una politica contro l’Europa che le mangia il sangue o preferisce votare il meno peggio, tenendo un basso profilo che grida vendetta al cospetto di chi lavora e mantiene le famiglie dei giornali borghesi e dei borghesi che li leggono, per scrivere che le bambine prostitute sono figlie di…?

*Segretario Indipendenza Lombarda

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