La Bce rilancia con il QE della pandemia: 1350 miliardi di euro. Basteranno ai sovranisti?

Alla debolezza politica dell’Europa, forse può contrapporsi la forza economica della Bce. Dopo infelici uscite e improvvide posizioni, Christine Lagarde tenta ancora di recuperare e dare fiato all’economia a picco. Come? Con un vecchio strumento già usato dal predecessore Mario Draghi. La Bce rilancia gli acquisti di debito per l’emergenza pandemica. Infatti Francoforte ha aumentato di 600 miliardi di euro il ‘Pepp’, il QE della pandemia, portando il totale a 1350 miliardi di euro. E lascia invariati i tassi d’interesse: il tasso principale rimane fermo a zero, il tasso sui depositi resta a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. L’orizzonte temporale in cui la Bce condurrà gli acquisti di titoli per l’emergenza pandemica ‘sarà esteso almeno fino a fine giugno 2021’ dall’attuale scadenza di dicembre di dicembre 2020, e in ogni caso il ‘Pepp’ continuerà finché la Bce ‘non giudicherà che la crisi del coronavirus è finita’.

Il quadro economico è d’altra parte da dopoguerra.L e stime di crescita per l’Eurozona quest’anno, per la Bce, sono di un O nel 2020 a -8,7%.

Foto di Marcel Strauß

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