Kyenge: l’Emilia è la mia terra e qui ci torno sempre

di REDAZIONE

«Questa è la mia terra, non si può andar via dalla propria terra. Io qui vivo e qui ci sono tutti i miei legami. Devo tornare anche in questa terra». L’ha detto il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, arrivando ieri alla Festa regionale Pd a Casalgrande (Reggio Emilia), rispondendo ai giornalisti che le chiedevano come fosse tornare ad una festa democratica in Emilia-Romagna dopo le contestazioni a Cervia (Ravenna). A sottolineare la vicinanza da parte dei democratici emiliani al ministro, sul palco dibattiti era stato appeso uno striscione con scritto ‘ne abbiamo pieni ì con delle frecce che indicavano una caricatura del segretario della LegaNord, Roberto Maroni, e ‘Tin bota (Tieni botta ndr) Cecilè.

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8 Comments

  1. Ma quante patrie ha questa? Certo che per un posto come il suo sai quanta gente che troviamo a dissimular patrie a destra e a manca.

  2. Se dovessero fare una vera macroregione del nord proporrei casomai di mettere assieme l’Emilia Romagna con la Lombardia ed il Veneto ( od il Triveneto). E non il Piemonte.

    A parte che l’Emilia – Romagna è più dinamica e solare del lugubre Piemonte sabaudo; storicamente con Lombardi e Veneti sono sempre stati legati ( da dodici secoli almeno) al Sacro Romano Impero ed al mondo Germanico ( asse del Brennero) mentre il Piemonte di impronta massonica e sabauda ( quindi servile) è sempre stata una landa marginale e satellitare della Francia.

    Io personalmente in Piemonte non investirei il becco di un quattrino; dato che senza TAV e con la Fiat ( e relativi contributi) che chiude, e con Torino che perde 10 mila abitanti all’anno, tra cinque anni sarà la regione più povera della penisola.

  3. Qualcuno afferma che è stata messa li per distrarci. Se corrisponde al vero ci stiamo cascando tutti con anche questo falso problema. Tutto offrono spazio.

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